Terzaetà su facebook

Pensioni: nuovo aumento
dell’età all’orizzonte


Pensioni nuovo aumento etàRispondendo ad una dinamica ormai nota e per alcuni versi addirittura scontata, la crisi induce a valutazioni ed ipotesi di intervento circostanziate e volte, come d’abitudine appunto, a rivedere prima di ogni altro aspetto, il sistema pensionistico.
Qualche giorno fa, a dire il vero, l’argomento pensioni aveva sollevato consistenti attenzioni a fronte dei dati diffusi dall’Istat, che confermavano una tendenza consolidata e preoccupante. Quella cioè che vede un numero sempre maggiore di cittadini costretti a vivere con pensioni ridottissime; infatti il 46,5% dei 16,2 milioni di pensionati italiani (7,7 milioni di persone) ha redditi da pensione complessivi (uno o più trattamenti) per meno di 1.000 euro ed addirittura il 14,7% di questi, oltre i 2,4 milioni di pensionati, è sotto i 500 euro. Veniva inoltre confermata una consistente disparità di genere con gli uomini che ricevono importi più elevati e quindi in maggioranza nelle classi che presentano le retribuzioni più alte mentre le donne prevalgono all’interno delle categorie di importo più basso.

Ciò nonostante la spesa pensionistica nel 2009 risulta cresciuta rispetto al 2008 di oltre 12 milioni di euro il che segnala un aumento del 5,1% e attesta il nuovo tetto di spesa a quota 253.480 milioni. Con un Pil fermo, ciò non poteva non significare una crescita dell’incidenza della spesa pensionistica anche sul Prodotto Interno Nazionale anche se, va chiarito, che non è il numero delle pensioni ad essere aumentato, quanto piuttosto l’importo medio delle prestazioni erogate, in crescita del 5%. Infatti il ridotto aumento del rapporto tra pensionati e popolazione occupata, passato dal 70 al 71%, è da iscrivere per la quasi totalità ad una contrazione del numero di occupati nel periodo indagato.

I dati appena esposti, accompagnati da una serie di valutazioni politiche, hanno forse rappresentato una spinta ulteriore verso la revisione del sistema pensionistico e con esso dell’età di pensionamento di cui già si accennava da qualche settimana.

Ora però, al di là delle indiscrezioni, sembra pronto un intervento dettagliato e preciso che di seguito sintetizziamo per punti: - 2013: scatta il meccanismo della “speranza di vita” con un aumento della soglia pensionistica di tre mesi ogni tre anni - 2020: l’età di pensionamento raggiungerà quota 67 - 2050: età pensionabile fissata a 70 anni

Pertanto, attraverso la manovra correttiva, le previsioni legate al 2015 verrebbero anticipate al 2013 e difatti, assommando la finestra mobile in vigore dal 2011 che allunga l’età pensionabile di un anno, l'età di vecchiaia (per gli uomini) sarebbe di 66 anni e tre mesi e quella di anzianità di 63 anni e tre mesi (per uomini e donne). A tali aumenti sarebbe poi stato da aggiungere anche quello previsto per le donne del settore privato, la cui età pensionabile sembrava destinata ad attestarsi sui 65 anni. Tuttavia durante l’odierna assemblea di Confcommercio, il Ministro Sacconi ha liquidato come “voci” tali ipotesi di innalzamento.

Il dettaglio di quanto appena descritto dovrebbe comportare un risparmio di spesa pari a 43 miliardi di euro con un intervento destinato a recuperare risorse di cui, in tempo di crisi, si è alla disperata ricerca. E tuttavia risparmi e recuperi non dovrebbero essere ricondotti esclusivamente all’innalzamento dell’età pensionistica, sono allo studio infatti tagli sulle pensioni d’oro e sui costi della politica, tagli ai Comuni (circa 3 miliardi), ai ministeri (5-6 miliardi) ed alla sanità (5-6 miliardi) prevedendo poi anche il blocco del turn over ed il congelamento degli stipendi pubblici.

Un intervento organico che si spera, non si riveli come l’ennesimo tentativo di far cassa intervenendo prioritariamente su chi rischia di costituire l’anello sempre più debole e fragile del tessuto socio-economico, anche alla luce del non roseo trattamento pensionistico che, visti i dati Istat, si prefigura all’orizzonte.

Salvatore Catorano

Articolo di Giugno 2011
Rubrica Viaggiamo

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino