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Suicidio assistito: in Svizzera si può

Pensioni: sciopero anticipato al 13 aprileIl canton Vaud, nella Svizzera francese, sarà il primo dei cantoni elvetici in cui sarà prevista una regolamentazione dell'assistenza al suicidio nelle case per anziani e negli ospedali pubblici: i cittadini hanno approvato con una maggioranza del 61,6% il progetto presentato dalle autorità elvetiche, che subordina il suicidio assistito ad alcune condizioni. Al 39% si è invece fermato il consenso per l'iniziativa dell'associazione Exit che proponeva di aprire le porte in modo incondizionato all'assistenza al suicidio.

Tuttavia il competente ministro concede ad Exit “l’onore delle armi”  affermando che il governo “non sarebbe mai arrivato ad una proposta spontanea su questo tema”: un contro-progetto di legge è stato però ritenuto necessario per opporsi ad un’iniziativa “che avrebbe aperto le porte agli abusi”.
Il malato che volesse ricorrere alla legge, infatti,  dovrà comunque sottostare a precise condizioni, come ad esempio la presenza di una malattia incurabile, la sua piena facoltà della persona malata di discernere al momento di scegliere il suicidio assistito.
Prima dei vodesi, sino ad oggi in Svizzera solo gli abitanti del canton Zurigo erano stati chiamati a esprimersi sul suicidio assistito : nel maggio 2011 avevano respinto due iniziative che miravano l’una a ridurre e l’altra a proibire i suicidi assistiti.

Però al canton Vaud va riconosciuto il primato di essere il primo cantone svizzero che si è dotato di una legge su questa pratica, che suscita ancora accese discussioni tra favorevoli e contrari.

Per Exit l’approvazione dimostra che in Svizzera ora il suicidio assistito è da considerarsi a tutti gli effetti un vero e proprio diritto: “Ora dovremo apprendere l’uso di questo nuovo quadro legale”, dice Jérôme Sobel, presidente di Exit per la regione franco-svizzera.
Mentre il risultato del voto è stato aspramente criticato dagli esponenti della chiesa cattolica, che nel canton Vaud è un culto di minoranza.
Ai cattolici che decideranno di morire ricorrendo al suicidio assistito non verrà però negato il conforto dell’assistenza di un prete.

Salvatore Catornao
Articolo di Giugno 2012

Rubrica Viaggiamo

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