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Dal welfare day un grido di allarme

Pensioni: sciopero anticipato al 13 aprileSi sono conclusi nella giornata di ieri i lavori della II edizione del welfare day, organizzato a Roma da Rbm Salute-Censis e Previmedical ed i risultati emersi non sono affatto confortanti, in particolare per la terza età.

Sarebbero 2,4 milioni, infatti, gli anziani che non potendo accedere alle cure mediche, per ragioni economiche, di fatto vi rinunciano su un totale di 9 milioni di Italiani in difficoltà.
Pertanto, oltre una persona su quattro, rispetto al totale indagato,  ha più di 65 anni, il 61% è di sesso femminile e in 4 milioni di casi vive al Sud o nelle isole.
Tali risultati sono figli di un’accresciuta attenzione sulla spending review e della necessità  di rientrare da parte delle regioni, rispetto alla spesa corrente. Ciò ha determinato un crollo verticale del ritmo di crescita della spesa pubblica per la sanità passato da un tasso di incremento medio annuo del 6% nel periodo 2000-2007 al +2,3% del periodo 2008-2010.
La spesa sanitaria privata invece è aumentata più che nel periodo pre-crisi: +2,2% medio annuo nel periodo 2000-2007 e +2,3% negli anni 2008-2010 (l'incremento complessivo nel periodo 2000-2010 e' stato del 25,5%).
Ciò si traduce, inevitabilmente in un giudizio negativo da parte degli italiani sul sistema sanitario, tanto che gli stessi che valutano la sanità della propria regione in peggioramento sono aumentati di dieci punti percentuali tra il 2009 e il 2012, fino al 31,7%.
E la situazione non è destinata a migliorare se si considera che nel 2015 è previsto un gap di circa 17 miliardi di euro tra le esigenze di finanziamento della sanità e le risorse disponibili nelle regioni.

Tali tagli abbassano la qualità delle prestazioni e generano iniquità. Per questo, spiega il Censis, è prioritario trovare nuove risorse aggiuntive per impedire che meno spesa pubblica significhi più spesa privata e meno sanità per chi non può pagare.

C’è da chiedersi però, rispetto ad un auspicio del tutto condivisibile, quali possano essere i percorsi di finanziamento e di spesa percorribili, alla luce delle attuali criticità che riguardano l’intero sistema nazionale.

Salvatore Catornao
Articolo di Giugno 2012

Rubrica Viaggiamo

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