Terzaetà su facebook

Fratture al femore nella terza età


Torna a Medicina e Salute Medicina e Salute


Fratture al femore nella terza età

Diventare anziani non è solamente “avere più esperienza” (cosa tra l'altro molto vera) ma è acquisire la consapevolezza che il proprio corpo non è più come quello di quando si avevano 40 anni.
Cambiamenti nella postura, nella risposta reattiva del corpo, dolori e alterazioni funzionali sono eventi che fisiologicamente accadono negli over 50; un aspetto molto importante è anche un progressivo impoverimento della componente calcica all'interno delle ossa, generando una patologia molto subdola chiamata osteoporosi.
L'osteoporosi è una condizione caratterizzata da una perdita del Calcio all'interno della struttura interna dell'osso, rendendo questo fragile e soggetto a modifiche e a fratture.
Con l'avanzare dell'età (si stima che nel 2050 le persone affette dall'osteoporosi saranno 7 milioni) c'è un inesorabile depauperamento della resistenza delle ossa: questa situazione avviene principalmente sulle donne (1a su 3 è osteoporotica) a causa di alterazioni ormonali durante la menopausa e ciò rende frequente la comparsa di fratture spontanee o a seguito di leggere cadute.
I distretti più colpiti sono quelli del polso, delle vertebre (spesso le lombari) e del femore.
Oggi ci focalizzeremo proprio sulle fratture femorali,come queste compaiono e qual è il trattamento da eseguire.

Generalmente nel mio studio vengono pazienti che dicono: “Sono caduta e mi sono rotta il femore...”; questo concetto non è sempre vero, in quanto se si è in presenza di una persona osteoporotica, la realtà è che c'è stata prima una frattura del femore e, conseguentemente, una caduta.
I distretti del femore che vengono più colpiti sono quelli nella zona del collo del femore e della zona trans-trocanterica (una sorta di zona delimitata da due escrescenze ossee chiamati trocanteri). Questo avviene perchè è la zona in cui, biomeccanicamente, c'è lo scarico delle forze ascendenti e discendenti e quindi è facile capire come, in caso di debolezza ossea, questa sia la zona più soggetta a fratture.
Oltre alle fratture spontanee, c'è nell'anziano la possibilità di un malore/perdita di equilibrio che comporta una caduta a terra che, con un osso in normali situazioni non accadrebbe alcunché, ma in presenza di impoverimento osseo c'è la comparsa di fratture femorali.

Qual è il trattamento allora?

Innanzitutto è necessario in caso di sospetta frattura del femore chiamare un ambulanza e recarsi in ospedale dove, attraverso una semplice lastra rx, è possibile vedere la condizione dell'osso e se è presente una rima di frattura.
In base al tipo di frattura, alla condizione cartilaginea, articolare, condizioni generale del paziente è possibile scegliere di utilizzare un trattamento conservativo (purtroppo raro), un trattamento chirurgico che può essere o attraverso la sostituzione dell'articolazione con l'impianto di una protesi oppure attraverso l'inserimento di placche o chiodi per saldare la frattura e permettere un recupero più veloce.
La scelta dell'approccio terapeutico è di competenza del medico ortopedico che adotterà la strategia più efficace per sistemare la frattura e ridare nel minor tempo possibile la possibilità all'anziano di recuperare le proprie autonomie.
Autonomie che però devono essere ottenute solamente attraverso un periodo di riabilitazione a seguito dell'intervento chirurgico: la fisioterapia infatti è fondamentale tanto quanto l'operazione in sé stessa, in quanto non solo deve far tornare un tono muscolare e una coordinazione per la deambulazione, ma anche per recuperare la coscienza di carico del paziente affetto da frattura femorale.
Uno degli aspetti più difficili che i pazienti devono capire è che, una volta operati, su quella gamba ci si può poggiare ancora il peso e che, essendo stata sistemata, può reggere tranquillamente il carico.

Il recupero è ormai una routine ma deve comunque essere eseguito da un professionista sanitario laureato che saprà adattare la corretta terapia alle possibilità dell'anziano; ricordo inoltre che il ritorno ad una vita normale è e deve esser sempre ricercato.


Dr. Daniel Di Segni
Dottore in Fisioterapia
Terapia Manuale
Rieducazione Posturale
Trattamento post operatorio
Sito Web
Rubrica Viaggiamo

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino