Numeri da capogiro quando si parla di diabete. Non cessano di crescere infatti i dati che in Italia segnalano i malati di diabete e quanti risultano essere soggetti a rischio.
Infatti se agli inizi del secolo scorso eravamo fermi al 3% di persone malate di diabete, nel 2010 tale percentuale ha raggiunto il 4,9% e sfiorerebbe addirittura il 7%, se si conteggiassero anche coloro che non sanno di essere malati.
In pratica si tratta di oltre 3 milioni di persone affette da diabete. Una cifra che l’International Diabetes Federation aveva stimato di raggiungere nel 2025 e che invece gli italiani hanno anticipato di 15 anni.
A peggiorare tale situazione interviene poi il fattore relativo al rischio potenziale. Infatti circa il 12,6% degli italiani in età adulta corre il rischio di sviluppare il diabete ma solo 1 su 4 di questi ne è consapevole. Tradotto in cifre, ciò vuol dire che 6,5 milioni di italiani sono a rischio ma poco più di 1,5 milioni di persone ne è al corrente.
Colpa dell’età. Dirà qualcuno. In effetti l’incidenza del diabete è legato a tale aspetto ed è quindi fisiologico che con l’aspettativa di vita in crescita, aumenti anch’esso. Ma anche l’obesità contribuisce in tal senso, ed in Italia gli obesi sono sempre più numerosi.
La nostra nazione, pertanto si candida seriamente a diventare uno dei luoghi con la più alta percentuale di malati di diabete tra i paesi con un elevato indice di benessere ed in conseguenza di ciò, rischia di cotituire l’alveo di una delle patologie più critiche nel prossimo futuro.
Infatti stando a quanto afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2030 il diabete rappresenterà la quarta principale causa di morte in Europa. E quindi, oltre ad una tempestiva diagnosi, sarebbe da subito necessario attuare dei piccoli accorgimenti per prevenire questa malattia: una dieta sana e trenta minuti di sport al giorno.
Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che si è molto dibattuto in occasione del Changing Diabetes Sport Day organizzato per celebrare la Giornata Mondiale del Diabete, a Roma, nel Salone d'Onore del Coni e durante la quale è stato posto in risalto come la pratica regolare di esercizio fisico migliori glicemia, pressione e riduca la mortalità.
Tenersi in forma, infatti, è fondamentale per prevenire il diabete o curarlo, perché migliora molti parametri biologici come glicemia, trigliceridi, colesterolo HDL e complessivamente il rischio cardiovascolare, favorisce un ottimale stato psicologico riducendo i livelli di ansia e la depressione e rinforza l’autostima.
Insomma a chi penserebbe che trenta minuti di corsa costituiscano soltanto una fatica, è proprio il caso di ricordare che un pò di moto, rappresenta il modo più immediato per prevenire il rischio diabete.
Perché, come ci insegnano luoghi comuni ormai consolidati e tutti i medici volontari, operatori sanitari, infermieri e associazioni di pazienti, che, nel corso del mese di novembre, individuato quale mese della comunicazione, saranno impegnati sul fronte della comunicazione, prevenire è meglio che curare.
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