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Covid-19: le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità per il sostegno alle persone con demenza - Seconda parte


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Covid-19: le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità per il sostegno alle persone con demenza


Come indicato nel nostro precedente intervento, circa il 20% delle persone con demenza vive in strutture residenziali dove la circolazione del virus è, anche ad oggi, molto sostenuta. Va inoltre osservato che gli effetti della clausura imposta dalla pandemia ha messo a rischio di peggioramento le condizioni di vita degli altri ospiti delle strutture di accoglienza di anziani e disabili.
A fronte di ciò, la Legge 17 luglio 2020, n. 77 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonche' di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", tra l’altro, prevede l’attivazione in tutte le regioni di un sistema di sorveglianza per il COVID-19 per tutte le tipologie di RSA.  All’art. 1, stabilisce che “Le regioni e le province autonome organizzano inoltre le attività di sorveglianza attiva e di monitoraggio presso le residenze sanitarie assistite e le altre RSA, anche garantendo la collaborazione e la consulenza di medici specialisti in relazione alle esigenze di salute delle persone assistite, con le risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”. (TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34 - Testo del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 128 del 19 maggio 2020, SO n. 21/L), coordinato con la legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77 (in questo stesso Supplemento Ordinario alla pag. 1), recante: «Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonche' di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19». (20A03914) (GU Serie Generale n.180 del 18-07-2020 - Suppl. Ordinario n. 25))
A seguire, l’art. 1-ter, che detta le indicazioni al Comitato Tecnico Scientifico per l’adozione di “linee guida  perla  prevenzione,  il  monitoraggio  e  la   gestione   dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 presso le residenze sanitarie assistite  e le altre strutture pubbliche e private, accreditate, convenzionate  e non convenzionate, comunque denominate dalle normative regionali, che durante  l'emergenza  erogano  prestazioni  di  carattere sanitario, socio-sanitario, riabilitativo, socio-educativo, socio-occupazionale o  socio-assistenziale per anziani, persone con disabilita', minori, persone affette da tossicodipendenza o altri soggetti  in condizione di fragilità”, al comma 2. prevede “il rispetto dei seguenti principi:
a) garantire la sicurezza e il benessere psico-fisico delle persone ospitate o ricoverate presso le strutture di cui al comma 1;  
b) garantire la sicurezza di tutto il personale, sanitario e non sanitario, impiegato presso le strutture di cui al comma 1, anche attraverso la fornitura di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale idonei a prevenire il rischio di contagio;  
c) prevedere protocolli specifici per la tempestiva diagnosi dei contagi e per l'attuazione delle conseguenti misure di contenimento;  
d) disciplinare le misure di igiene fondamentali alle quali il personale in servizio e' obbligato ad attenersi;
e) prevedere protocolli specifici per la sanificazione periodica degli ambienti”.  
Al successivo comma 3. stabilisce che “Le strutture di cui al comma 1 sono equiparate ai presidi ospedalieri ai fini dell'accesso, con massima priorità alle forniture dei dispositivi di protezione individuale e di ogni altro dispositivo o strumento utile alla gestione e al contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19".
E, infine ma non ultimo, al comma 4. afferma, sorprendentemente, che “Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. 
Lungi da noi il voler scendere su piani che non ci sono propri, non possiamo però fare a meno di sottolineare la velleità di una simile affermazione nel momento dato.

Per quanto riguarda l’assistenza alle persone con demenza nel contesto semiresidenziale e residenziale il “Rapporto ISS COVID-19 n. 61/2020” richiama quanto disposto dal DPCM del 13 ottobre 2020: “Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono svolte secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.(…)  Nella stesura dei Piani territoriali da parte delle Regioni, particolare attenzione dovrà essere posta nel favorire la riapertura dei Centri Diurni e, per le RSA, le visite dei familiari e i rientri in famiglia. Inoltre, appare fondamentale prevedere che il personale, i residenti, e gli ospiti debbano essere testati per escludere possibili casi asintomatici ed evitare la diffusione di SARS-CoV-2 nelle strutture”.(Istituto Superiore di Sanità Indicazioni ad interim per un appropriato sostegno alle persone con demenza nell’attuale scenario della pandemia di COVID-19. Versione del 23 ottobre 2020. Tavolo per il monitoraggio e implementazione del Piano Nazionale delle Demenze 2020, iii, 56 p. Rapporto ISS COVID-19 n. 61/2020.)

Nei prossimi interventi approfondiremo le indicazioni dell’ISS per un appropriato sostegno alle persone con demenza ospiti nelle strutture socio-sanitarie.


Felice Maran

Esperto di qualità dei servizi socio-sanitari, è stato Responsabile di Servizi Sociali comunali e Coordinatore dei Servizi Sociali dell’Az. USL di Ferrara; Direttore delle Attività Socio-Sanitarie della stessa AUSL; Direttore del Distretto Ovest dell’AZ. USL di Ferrara. Autore di articoli e pubblicazioni di settore, ha svolto attività di ricerca, docenza e formazione presso l’Università di Ferrara ed Enti di formazione.


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