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(A cura di A.M. D'Aurelio)

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Favole

 

 

Un barbone di nome Romolo

 

In una grande città viveva un barbone, senza fissa dimora, che di sera si riuniva con altri barboni. Bevevano, si ubriacavano e si addormentavano sotto dei cartoni. Un giorno Romolo, così si chiamava il nostro barbone, che per poter bere, faceva qualche lavoretto dove capitava, si trovò a passare vicino ad una chiesa. Il povero parroco doveva pulire un'inferriata ma nessuno l'aiutava. Romolo si avvicinò e chiese se poteva fare lui quel lavoro, il prete, un po' titubante, disse di si. Romolo lavorò velocemente e bene e quando il parroco chiese quanto voleva, egli rispose che l'aveva fatto per il Signore e perciò non voleva nulla. Da quel momento i due divennero grandi amici e Romolo divenne il fedele aiutante, puliva la chiesa, faceva commissioni, lucidava l'argenteria e non beveva più. Un giorno il parroco, rovistando in un cassetto, trovò una vecchia scatola di colori e la diede da buttar via a Romolo, ma lui se la tenne, e quando venne sera, la tirò fuori ed iniziò a dipingere, prima in modo maldestro, non l'aveva mai fatto, a scuola c'era andato poco, ma alla fine sulla carte presero forma fiori e animali. Il parroco li vide, erano veramente belli.
Così lo spronò a continuare e gli fornì anche i colori. Romolo faceva dei veri e propri quadri e sempre più belli. Chi li vedeva ne rimaneva affascinato. Cominciò a vendere i suoi quadri, che andarono a ruba. Romolo era diventato una persona importante, un artista, ma non abbandonò il suo parroco e continuò a fare tutti i lavori in parrocchia, stimato da tutti i parrocchiani.

  

Missi

 

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