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Un
barbone di nome Romolo
In
una grande città viveva un barbone, senza fissa
dimora, che di sera si riuniva con altri barboni. Bevevano, si ubriacavano e si addormentavano sotto dei
cartoni. Un giorno Romolo, così si chiamava il nostro
barbone, che per poter bere, faceva qualche lavoretto dove
capitava, si trovò a passare vicino ad una chiesa. Il
povero parroco doveva pulire un'inferriata ma nessuno
l'aiutava. Romolo si avvicinò e chiese se poteva fare
lui quel lavoro, il prete, un po' titubante, disse di
si. Romolo lavorò velocemente e bene e quando il
parroco chiese quanto voleva, egli rispose che l'aveva
fatto per il Signore e perciò non voleva nulla. Da
quel momento i due divennero grandi amici e Romolo
divenne il fedele aiutante, puliva la chiesa, faceva
commissioni, lucidava l'argenteria e non beveva più.
Un giorno il parroco, rovistando in un cassetto, trovò
una vecchia scatola di colori e la diede da buttar
via a Romolo, ma lui se la tenne, e quando venne sera,
la tirò fuori ed iniziò a dipingere, prima in modo
maldestro, non l'aveva mai fatto, a scuola c'era
andato poco, ma alla fine sulla carte presero forma
fiori e animali. Il parroco li vide, erano veramente
belli.
Così lo spronò a continuare e gli fornì anche i
colori. Romolo faceva dei veri e propri quadri e
sempre più belli. Chi li vedeva ne rimaneva
affascinato. Cominciò a vendere i suoi quadri, che
andarono a ruba. Romolo era diventato una persona
importante, un artista, ma non abbandonò il suo
parroco e continuò a fare tutti i lavori in
parrocchia, stimato da tutti i parrocchiani.
Missi
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