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(A cura di A.M. D'Aurelio)

Svago & Divertimento

 

Poesie

 

L’ARIDITÀ DEL SILENZIO

Ci perdiamo nei percorsi del mattino,
tra cortili azzurri del parco,
dove, sulla panchina, si guarisce
l’aridità del silenzio.
Noi, cerchiamo parole naufragate
in mosaici di lavoro nella fonderia,
in mezzo all’acciaio
fuso nei crogioli.
Oppressi predoni di sogni,
ritroviamo risposte,
prigionieri dai bianchi capelli,
nei percorsi di ogni giorno
accarezzati da passi operai.
Offriamo volto al destino,
alla corona di questi sentieri,
per sfogliare, ogni attimo,
il fiore della vita, come petali fragili,
caduti nel vaso della memoria.

                          
di Armando Giorgi
 

UNA CAREZZA PER MORIRE

Non ricordo il nome
ma nel buio della stanza la voce
gentile chiedeva in prestito la mano
e dolce uno sguardo che traghettasse altrove

prostituta mi sentii d’affetto

fuori camminai un poco ripensando a lui
e tiepida l’aria della notte
profumata di tigli un letto
in quella stanza vuota.

                                  
di Vanda Guaraglia

 


 

VORREI… PER NOI


A volte dolce, a volte insopportabile
Compagno di viaggio e di ventura,
vorrei che il nostro viaggio proseguisse
ancora per dune selvagge e assolati mari.

Vorrei che la montagna fosse ancora
là, da scalare, tra squarci aurorali
e rossi tramonti, ora che
la meta non è più troppo lontana.

Vorrei tempo ancora, per noi,
prima di arrivare là dove
al crepuscolo l’aria si fa fredda
e il buio nasconde i colori della vita.

                         
di Giulia Rita Eugenia Forte

DOLCE LUCE


Ti aspetto dolce luce
come carezza attesa nei miei giorni

Mi rapisci il tempo
in lievi impercettibili attimi

Mi levighi il volto e lo scavi
come l’acqua del ruscello
i duri solchi della pietra.


                                                   di Anna Silvia Lantero

 

POEMETTO PER PAULINA

VINCENZINA

Talora
nello sconnesso panorama
della tua mente
risuona un nome
… Vincenzina
… e allora
le urla
il pianto
divengono la soave ninna nanna
della tua mancata maternità.
 


                                                 di Maria Maddalena Monti







 

MAGICO SILENZIO

Seduto sul tempo
cerchi nella pioggia del silenzio
il magico rito
che scandisce il tuo nome,
palpito sopito
nei rigagnoli delle tue mani.
Sgorgano dai crateri
dei tuoi occhi
cristalli di sogni inconfessati
meteore di stelle cadenti
che colgono il lento mormorio
delle tue labbra
a poco a poco
nel pallido brusio
che veste la notte.

                              
di Luisa Bellagamba

 


 

PENSIERI

Se solo potessi cancellerei il tuo dolore
e donerei colore ai tuoi occhi ormai stanchi,
Se potessi toglierei le rughe dal tuo viso
e cancellerei per sempre la tua età,

ma oggi posso donarti solo l'amore di cui hai bisogno e
custodirti nella cassaforte del mio cuore Nonno!
 


                                                                      di Giovanni Lalle







 

NON CONTANO GLI ANNI

Non contano gli anni…
quando il verde tenero
colora di primavera le piante
il mio cuore si tuffa fanciullo
in quella nuvola che cammina,
avido aspira i profumi
di quest’aria nuova.

Ho perduto il conto
degli anni…
e mi sento sospesa nell’azzurro
trafitto dal verde
degli abeti.
La neve che il vento
aveva accumulato
si è sciolta in un
tappeto di petali rosa.

Qui, dove il nascere,
l’amore, la gioia
non ha età,
qui… non contano gli anni.

                                      
di Grazia Binelli

L’INCONTRO

Tu, trafitta
da due pupille
riflesse
nel tuo sguardo,
che stillano
in te, preziose
gocce di vita,
dimenticata.
Accogli nel tuo
schivo silenzio,
il dono
d’una giovinezza
ignara, che t’accende
d’azzurro e d’oro
le fragili ali
nel fremito lieve
degli ultimi voli,
prima che scenda
la sera …

                                
di Luciana Sambo

LA SERA

Deposti i pensieri
una grande pace
discende nel cuore

lontano
dal chiasso della vita convulsa
dalle lotte quotidiane
mi siedo

contemplo la notte
stendere il suo velo imparziale
mentre il giorno muore

le mani cercano un libro
per sognare
ancora

un richiamo
per perdersi
nelle sue volute

ci sarà ancora un domani
ora basta!

                               
di Graziana Gardelli

 


 

PIOGGIA

Pioggia,
ti prego scendi lenta
su questo tetto di paglia
dove hanno trovato riparo
parole di carta
venute a raccontarmi
il fluire di voli onirici
dissolti al disincanto;
lasciami annotare
nel quaderno della mente
il picchiettio difforme
delle gocciole scandite
sul guscio di crisalide:
trepide assonanze
come l’adagio di un rondò
pizzicato sottovento
da propaggini
di nuvole gitane.


                                 
di Gianfranco Alpi
 

TRAGEDIA ROMANA

Alla stazione di Roma
Con questo caldo afoso
Con questo sole torrido
Una coppia di anziani mangia una mela.

Devono raggiungere l’Adriatico
Là dove il mare è bello e blu
Là dove la sabbia è bianca e sontuosa
Una vacanza sulla magica spiaggia.

L’autobus arriva per imbarcarli
La donna sale sopra e si siede
L’uomo la segue e si accorge
Che non ha i biglietti, maledizione!

L’autista lo invita a farli
Lo aspetterà se fa presto
L’anziano corre, corre, il cuore palpita
L’anziana nell’autobus mangia sempre una mela.

L’uomo torna. L’autobus non c’è più. Dov’è
Un Romano passa e gli dice: “Ti sei liberato!!!”
“Liberato un corno, e le valigie!?” la voce vibra
L’autobus torna con la moglie… Se ne vanno da Roma.

                         
di Pino Mario Catalano

SEMPRE IN VOLO

Salir sulle cime della vita,
per raccoglierne tutto il panorama…
Oh, non vedremmo allora
età diverse che s’ignorano,
ma alberi, un mare d’alberi soltanto,
come fioriti nella stessa aurora!
Piccoli e grandi, teneri e forti,
insieme e soli,
così… come noi siamo!
Voci soliste e unite in un sol coro:
indipendenti e mano nella mano.
Noi…, sempre in cammino a colorar noi stessi,
magari in volo…
senza orologio, sconosciuti al tempo,
per non sentirci più da lui oppressi!

                                        
di Anna Visani

T’ASPETTO

T’aspetto in questa sera
giardino d’espansi colori
dove i racconti non sono chiusi in pagine ingiallite
ma hanno stelo e fiore a profumare l’ora che li tiene
t’aspetto dove il tramonto non parla nostalgie
né s’accora a pensiero di ombre e futuro
ma crogiola l’ardore del suo fuoco
lasciando brividi caldi sulla pelle dei pensieri.

T’aspetta questa voglia sul gradino dell’ora che la porta
in questa dimensione che m’accorda sogno e attesa
e m’affida ancora redini a viaggio.
Visiterai stanze d’anima e segreti a cernerci pepite di luce…
Non stringono in confini il cuore gli anni
non cerchiano fra siepi di spine i desideri.

Restano promesse e semine ai solchi
ed i pensieri salgono a cordata
se le cime invitano ad incanto di stelle.
Hanno carezze ancora le dita
si spendono in arpeggi su tasti d’ore
hanno viaggi ostinati i passi
a proposte di itinerari conformati al cuore…
hanno carte a giocare altra partita i desideri…

Saprai il sapore del frutto maturo
il colore di turgide bacche sul ramo
che gioca ancora col vento
il verso che non sforma né scade il suo messaggio.

T’aspetto dove i raggi obliqui del mio sole
carezzano spazi d’anima più larghi
e stendono carezze di seta sul crespo dei silenzi…
Non avrai monotonia di note slacciate
né messe di superstiti ritornelli a cadenzarti l’ora
ma coglierai la ragione delle note
nel valzer che porta desiderio e passo
a coniugarsi all’ultima stagione.

                            
di Antonietta Tafuri

 


 

UN VECCHIO ROBOT SCARICO


Mi piace osservare le partite di calcio
ed ammiro gli atleti che corrono corrono
col fiato grosso ed il sudore sul viso,
ma le gambe non cedono non cedono
su quel pallone che balza e rimbalza.

Vorrei che le mie gambe morte
corressero, corressero, come gli atleti sul campo,
vorrei tornare ancora efficiente
e non costretta su questa poltrona
come un vecchio robot scarico.

Mi piace il calcio per questo,
perché mi ridà l’illusione
di muovermi anch’io con slancio
e non di sentirmi angosciata
se invece tante volte io piango.


                                 
 di Ines Oliveti

IL MIELE DELLA VITA
Pomeriggi over ‘60


Restare qui
in questo passaggio di stagione
lasciare trascorrere il tempo
senza occuparlo
sgranare ore leggere
come l’acqua libera
dei ruscelli di montagna.

Lasciare i pensieri rincorrere
la danza dei minuti,
andare e venire
come farfalle stordite
in un prato di fiori
aspirare i profumi
dell’età dell’incoscienza.

Pomeriggi sull’erba
a rubare raggi di sole
a giocare con fruscii di fronde
come carezze di ragazzi.
Perché dentro lo siamo ancora
e seguiamo ali di vento
che non portano da nessuna parte,
girano a vuoto in parchi silenziosi
e s’acquietano nelle pieghe del cuore
a suggere il miele della vita.


                                                        di Giulia Borroni Cagelli

AMORE COI CAPELLI BIANCHI

 

Capelli bianchi

e, tra le mani,

rose rosse,

per lei.

 

Capelli bianchi

e, negli occhi,

un cantico d'amore,

solo per lei.

 

Mariella M.

TU SEI

 

Tu sei come la terra secca

che ha bisogno dell'acqua.

Tu sei come la tempesta

ora ha bisogno del sereno.

Tu sei come il cielo, ha

bisogno dell'azzurro per risplendere.

Tu sei come la vita

hai bisogno del sole per vivere.

Tu sei come il fiore che si chiude con la notte,

ma si schiude con la luce.

 

Luzza

 


 

A NONNO ANTONIO

 

Una strada di campagna.

Un albero.

Una luce fioca.

L'amore silenzioso.

Il dare senza mai chiedere.

La dignità e il pudore

fino alla fine.

Ecco cosa sei stato per tutti noi:

un insegnamento per la vita.

 

Angelina

A TIZIANA

 

Ho tremato oggi

guardandoti nel volto

ed ho dipinto il mio sorriso

del colore dei tuoi occhi.

Stanotte penserò a te,

lo sento,

e sognerò di un posto 

che non esiste e non importa

dove i miei occhi

non si perderanno dietro palpebre stanche

e il mio capo,

immersa tu nei fiori,

sul tuo seno a cullare i miei pensieri.

Una compagnia di farfalle

ti vola vicino e danza

al sommesso gorgoglio di fonti.

Un cerbiatto dai grandi occhi,

quasi senza calpestarla,

è accucciato in su l'erba

e spia tenero

la tenera mia mano

che inumidita da rugiada

scrive t'amo sul tuo viso

rubando le parole alle mie labbra

che proprio ora

si son posate sulle tue.

 

Ludovico

L'UNO CHE AVRO' CONSERVATO

Insistono
perché io provi quella sorpresa di cosce sfatte
i ciottoli sempre più piccoli (come i passi),
s’incaponiscono a cambiarmi segnaletica
semafori rotti, dicono, e
mi hanno messo lavori in corso,
inaudita altera parte.
Non temete non mi raggiungono,
ho accumulato molti anni
da spendere adesso
(non per me che li ho già vissuti):
alcuni cattureranno le pietà
(le bloccheranno sulla porta)
altri abbaieranno agli illuminati.
Allontanati tutti
i miei e i loro
tirerò fuori dal cappello
(a ora tarda la magia)
l’uno che avrò conservato
l’ingloriosa frazione
mia
di quello che pensavate vostro.

E ora
(scusatemi)
allontanatevi pure voi.
                       

                               di Marco Righetti

A MIO PADRE

Ti guardo mentre dormi
e assapori tranquillo
il suono e le immagini
di una tv che non vedi.
Ti riconosco inquietante sornione
neanche un western riesce a scrollarti,
ronfi incosciente
accanto a chi ormai
riesce a sorridere
sulle onde di un suono
non sempre continuo
del breve tuo oblio:
vorrei fermare il tempo,
assaporare un momento sereno…
il presente ritorna negli occhi dell’età,
la vecchiaia è un presagio
che spegne ogni sorriso.
 

                              di Nicola Di Caprio

 


 

LA RABBIA DEL VENTO

C’è vento stasera
mi schiaffeggia, mi deride, mi lacera i pensieri
scioglie i nodi dei respiri, arruffa i fili del cuore
fa collane con gli spaghi dell’anima.
Fili attorcigliati nei ricordi
carezze lievi di mani esaurite
mai sazie di donare lusinghe e menzogne.
Polpastrelli rigati dal tempo e dall’abitudine
cercano quiete su gote ostinate
mentre la brama di vita preme su di me.
C’è vento stasera
mi abbraccia, mi scuote, mi sussurra un canto
transita lieve, come un falco intenerito
agita le pieghe di sensazioni remote, vive
cerco parole, ascolto vibrazioni, evoco immagini.
C’è vento stasera
brucia la pelle, scortica le radici, urla al cielo
si avvicina, lo sento, mi sfiora il viso
è lo schiaffo che volevi darmi, nonna
la condanna per le cose non dette
il dolore acuminato per le attese svanite.
Il castigo per i silenzi inviolati.
C’è vento stasera
la tua rabbia diventa una carezza.
 

                                   di Gloria Nanni

IL TEMPO

Come il vento che leviga i monti,
come il mare che smussa gli scogli,
così il tempo addolcisce i ricordi
e gli spigoli ruba agli orgogli.

Infierisce su ogni baldanza
come fosse un castigo del fato,
ma talvolta è strumento di pace:
l’invecchiare è un tesoro donato.
 

                                      di Alberto Nessi

 

  

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