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Indennità di accompagnamento per malato terminale (29/05/2008 - 15.15) Vorrei avere informazioni sulle procedure da seguire per mio padre affatto da patologia oncologica in fase terminale.
Ho già richiesto i benefici della legge 104/92 (assistenza da parte di un familiare) ed in questi giorni mi è pervenuto il verbale della ASL con la definizione di uno “stato di handicap grave art. 3 comma 3” della predetta legge.
Vorrei sapere se devo fare altro e poi è possibile richiedere l’eventuale invalidità civile e accompagno per il medesimo? Qual è la procedura da seguire?
Grazie per le informazioni che potrete darmi
Maria Rosaria Buonasera, deve richiedere immediatamente l'indennità di accompagnamento alla ASL di competenza. Cordialmente.
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
L’accompagnatoria era la sua unica fonte di reddito! (20/05/2008 - 22.35) Buonasera, scrivo per conto di una signora di 59 anni che fino a un mese fa ha accudito un figlio affetto da una malattia rara degenerativa. S. è deceduto un mese fa e da allora l'accompagnatoria, unica fonte di reddito, è stata sospesa. Durante questi 35 anni la signora non ha potuto lavorare perché S. necessitava di assistenza 24 ore su 24 (allettato, alimentato con sondino gastrico, cieco, ecc.). L'ex marito non ha reddito. Vi chiedo se è prevista una qualche forma pensione per queste persone che non hanno potuto proprio lavorare dovendo prestare assistenza continua.
Grazie.
MRosa Gentile MRosa, dalle sommarie informazioni che ci ha fornito ritengo che l'interessata richieda un estratto contributivo con la situazione aggiornata delle settimane versate (per scrupolo). Nel caso in cui non siano stati versati contributi che diano il diritto alla pensione di vecchiaia o anzianità dovrà richiedere l'assegno sociale al compimento dei 65 anni, valutando i redditi suoi e di suo marito. In conclusione, le consiglio di far fare una attenta analisi della sua situazione pensionistica presso un sindacato. Cordialmente.
Lo staff di Previdenza.it
Il medico di base può rifiutarsi di prescrivere una visita dal geriatra della ASL? (20/05/2008 - 12.10) Vorrei sapere se il medico di base di mia madre può rifiutarsi di farla visitare dal geriatra della asl dietro mia richiesta.
Ho richiesto la visita geriatrica quando ho preso atto dello stato confusionale di mia madre e del fatto che il suo medico le prescrive solo tranquillanti e in dosi massicce (stilnox, en, lexotan al ritmo di una scatola ogni settimana). Qualcuno sa dirmi se la visita poteva essermi rifiutata??
Cosa posso fare? Il medico è inadempiente?
Continua a ripetermi che mia madre sta benissimo!
Grazie per l'attenzione
Antonella Gentile Antonella,
lei non può obbligare il suo medico curante a prescrivere una visita geriatrica a sua madre. Se ritiene che il suo medico non sia affidabile può cambiare medico curante, recandosi semplicemente alla Asl, e se quello che lei sostiene circa le condizioni di sua madre è riscontrabile, troverà certamente un medico che riterrà opportuno effettuare la visita geriatrica da lei richiesta. Cordialmente.
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Trasformazione della pensione di invalidità in quella di vecchiaia… (27/04/2008 - 11.52) Sono un pensionato statale. Percepisco solo una pensione privilegiata di 5 categoria, pari al 60% dell'ultimo stipendio. Alla data del concedo, giugno 2002, avevo 32 anni e mesi 7 di servizio utile a pensione, ed una età anagrafica di 51 anni. A seguito della sentenza della Corte di Cassazione 7397/08, che ha stabilito che a domanda la pensione di invalidità può essere trasformata in quella di vecchiaia, io posso farla? A che età eventualmente posso fare istanza per la trasformazione
da pensione privilegiata in quella di vecchiaia? Vi ringrazio se potete darmi una risposta via e mail
Distinti saluti
Ciro S. Egregio Signor Ciro, la questione della trasformazione da pensione di invalidità in vecchiaia
può essere fatta, in determinati casi e non sempre al compimento
dell'età pensionabile, 65 anni. Cordialmente
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Invalidità civile (03/04/2008 - 12.34) Mia madre percepisce un assegno mensile dall'inps per l'indennità di accompagnamento.
Attualmente le è stato applicato un pace maker, è possibile richiedere il riconoscimento di invalidità civile?
Desidero essere informata sulla compatibilità tra i 2 benefici economici.
L'invalidità civile è cumulabile con altre indennità? È possibile beneficiare dell''assegno di accompagnamento e quello d'invalidità? O si deve scegliere il sussidio più conveniente?
Resto in attesa di un vostro gentile riscontro.
Nel ringraziarvi anticipatamente, porgo cordiali saluti.
Loredana V. Buonasera,
l'indennità di accompagnamento viene concessa all'invalido anche in presenza di un reddito (anche elevato). In buona sostanza non vi sono limiti di reddito per poter percepire tale indennità. Diverso è il discorso per quanto riguarda l'invalidità civile. L'assegno di invalidità civile è cumulabile con la indennità di accompagnamento a condizione che l'interessato (il solo interessato) non percepisca redditi oltre euro 14.466,57. Cordialmente
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Tesserino di invalidità civile (13/02/2008 - 14.59) Sono la figlia di un invalido civile di anni 86, per infermità acquisita nel 2005.
A seguito di una grave malattia mio padre Luigi, nato a Grado (go) il 23.06.22, ha ottenuto il riconoscimento dell'invalidità parziale e gli è stato comunicato, per lettera dall'Inps il
Cod. Invciv n° ********.
A questa comunicazione non è seguito l'invio della tessera definitiva e pertanto mio padre è costretto a pagare il ticket sulle prestazioni sanitarie cui è tenuto a sottoporsi. In una di queste occasioni, mi è stato detto che tale codice non ha riscontro nella banca dati e che al nome di mio padre non è associata la dizione invalido civile.
Cosa devo fare? A chi devo rivolgermi per ottenere il tesserino? Ho diritto a richiedere il contrassegno di invalidità da utilizzare quando lo accompagno?
Grazie
Maura P. Gentile Signora Maura, che cosa intende per invalidità civile parziale? È necessario conoscere il grado di invalidità per capire a cosa ha diritto. Per quanto riguarda l'esenzione dei farmaci dovrebbe fare una domanda specifica per essere esentata dai farmaci che servono per la/le patologie indicate nella certificazione medica. Per quanto riguarda il distintivo del disabile chieda informazioni alla Polizia Municipale. Cordialmente.
Lo staff di Previdenza.it
Arretrati relativi all’assegno del nucleo familiare (16/01/2008 - 16.03) Salve! Mia madre, deceduta nel 2004, era pensionata Inps e invalida al 100% per cui riceveva l'assegno di accompagnamento. La sua pensione era di reversibilità. Ho scoperto adesso che avrebbe potuto fare la domanda per ricevere l'assegno per il nucleo familiare, anche se la sua famiglia era composta solo da lei stessa, senza altri conviventi. Nessuno però ci aveva informato di questa possibilità e lei sicuramente non era in grado, data la sua malattia, di provvedere ad inoltrare una domanda di questo tipo. Ho visionato le tabelle dell'Inps riguardanti le varie tipologie di nuclei familiari aventi diritto a questa prestazione, e ho ritenuto probabile che la tabella 19 facesse al caso suo. Per un reddito fino a € 24246,48 l'importo mensile che avrebbe potuto ricevere è di Euro 48.10. Ora il mio quesito è questo: possono gli eredi chiedere gli arretrati spettanti al pensionato, anche se non è mai stata presentata domanda in merito? Mi hanno detto che possono chiederli solamente i conviventi del pensionato defunto (es.figli o coniuge). Ma in questo caso se non ci sono conviventi, non spetta nulla? Ringrazio moltissimo se qualcuno dei vostri esperti potrà rispondermi. Cordiali saluti.
Lettera non firmata Buonasera, ritengo che il suo caso non sia di semplice definizione. Gli arretrati relativi all'assegno del nucleo familiare si prescrivono nell'arco dei 5 anni ed è per questo che le consiglio vivamente di rivolgersi ad un avvocato. Cordialmente.
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Consegna del certificato medico (15/01/2008 - 14.25) Salve! Volevo sapere se è obbligatorio consegnare al datore di lavoro il certificato medico per un solo giorno di assenza dal lavoro per febbre. Ho il contratto nazionale del turismo. Grazie, distinti saluti.
Anna DL Buonasera, esiste l'obbligo di consegna della certificazione medica di malattia, anche se per un solo giorno. L'alternativa sono le ferie, i permessi retribuiti, periodi di aspettative secondo contratto, ecc... Cordialmente.
Lo staff di Previdenza.it
Ricorso invalidità civile (05/01/2008 - 19.43) Buonasera alla redazione. Mi chiamo Marco, ho 20 anni e sono soggetto da una gravissima ipoacusia bilaterale progressiva. Sono portatore di protesi acustiche anche se non trovo molta beneficenza. Ho fatto domanda per avere la pensione da invalido civile e la commissione mi ha dato il 55%!!!!!! Vorrei sapere se il risultato è esatto perchè non ritengo giusto che i miei coetanei hanno agevolazioni su tutto e io no... Anche se sono stato aggiunto alla lista protetta, non riesco a trovare un posto di lavoro. In attesa di una Vostra risposta le porgo distinti saluti. Ps: Aiutatemi!
Marco Buonasera, se il riconoscimento della invalidità pari al 55% le consente di poter (virtualmente) essere chiamato a ricoprire un posto da invalido civile non è invece sufficiente a vedersi riconosciuto l'assegno mensile di invalidità stante la necessità di poter contare sul riconoscimento di una invalidità pari o superiore al 74%. In ogni caso nelle recenti disposizioni relative alla riforma del welfare c'è un capitolo relativo alle persone invalide disoccupate che "potrebbe" esserLe di interesse. Essere nella lista protetta può essere uno svantaggio ma, nel caso in cui riesca a trovare un’azienda che ha bisogno di assumere un invalido può tornare utile. Cordialmente.
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Invalidità civile all'80% (20/11/2007 - 19.11) Sono una nonna di 70 anni con una invalidità civile all'80%.
Ho chiesto se mi spettava un assegno di assistenza ma mi hanno detto no. Voi cosa ne pensate????? Sono molto delusa perchè non ho redditi personali e mio marito è molto tirchio... grazie.
Lettera non firmata Salve, anche con le modifiche contenute nella legge di riforma del welfare e sulla finanziaria 2008 purtroppo non le spetta niente in quanto ultra 65enne. L'unica soluzione sarebbe quella di ottenere l'indennità di accompagnamento... e sinceramente non glielo auguro. Perdoni la "bizzarra" considerazione: forse potrebbe cambiare marito. Cordialmente
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Invalidità al 50% (12/11/2007 - 09.38) Conseguentemente ad ictus, patito nel 2005, a seguito domanda di invalidità presentata nel maggio 2006 e successiva visita, mi è stata riconosciuta, notificata con decreto nell'agosto u.s., invalidità pari al 50% della totale,la mia richiesta: quali i benefici riservati a questa fascia?
Rappresento che ero lavoratore autonomo (odontotecnico) e che, il danno patito, stante l'impossibilità di usare la mano sinistra, sono impedito a proseguire l'attività.
In attesa di cortese riscontro, porgo saluti distinti
Enzo P. Salve, occorre anzitutto evidenziare che, molto probabilmente trattasi di una invalidità civile. Con il solo riconoscimento del 50% non ottiene niente. A mio parere dovrebbe presentare una domanda di invalidità alla sua attuale cassa previdenziale di appartenenza. Cordialmente.
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Assegno di accompagnamento (03/07/2007 - 16.13) Buonasera a tutti,
avremmo una domanda da porgerVi, per cortesia se possibile, giratela
a chi
può risponderci, nel caso non forte i diretti interessati:
mio suocero percepisce un assegno di accompagnamento, vorremmo sapere
se,
nel caso venisse ricoverato in una struttura a semi-pagamento, nel
senso che
rimangono a carico del ricoverato il vitto e l'alloggio, l'assegno viene
revocato o no? Ci sembra di aver capito che non si dovrebbe più
percepire
mentre l'assistente sociale è dubbiosa e dice che ricorda casi in cui
l'assegno viene ancora corrisposto.
Grazie per le informazioni e la disponibilità.
Cordiali saluti.
Franca G. Buonasera,
cosa intende per struttura "semi-pagamento"? Struttura pubblica o
privata? Preliminarmente si informi di quale tipo di struttura si
tratta. Generalmente (non significa che è la regola, occorre vedere il
caso specifico) la struttura priva ha un costo molto elevato e quindi
anche l'accompagnamento serve per pagare la retta.
Per le strutture pubbliche, in caso di ricovero per periodi superiori a
30 giorni (generalmente... veda sopra) è obbligato a darne comunicazione
all'Inps in quanto tali strutture non hanno costi e poiché l'assistenza
è a totale carico dello Stato per quel periodo non dovrebbe essere
concesso l'accompagnamento.
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Anoftalmo (22/06/2007 - 16.43) Buonasera,
volevo delle informazioni in merito al riconoscimento dell'invalidità
civile, iter burocratico per il riconoscimento, gli svantaggi e i
vantaggi che scaturiscono da questo riconoscimento.
In particolare mi interessa sapere nel casa di anoftalmo, ho letto che
c'è un punteggio di invalidità di 30, cosa comporta?
So per esperienza personale che per la patente di guida c'è la così
detta patente speciale, che di speciale altro non ha che la
scocciatura di dover essere rinnovata ogni 5 anni invece dei 10
normali, mi potete dare più informazioni possibile?
Invio i più cordiali saluti in attesa di una vostra risposta,
Francesco Salve, ovviamente non possiamo fornire risposte di carattere medico
legale. Ad ogni buon conto è necessario chiarirsi preventivamente le
idee. Per la patente da rinnovare esiste un iter amministrativo che
presuppone una verifica di carattere medico legale qualora siano
riscontrate patologie che incidono direttamente sulle facoltà di guida.
Altro aspetto, quello di natura assistenziale deve essere valutato nella
sua complessità tralasciando il fatto del 30% che potrebbe farsi
riconoscere in invalidità civile. Il suo medico curante, al quale la
invito a rivolgersi saprà ben consigliarla. Saluti.
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Invalidità civile (15/06/2007 - 22.22) Buonasera,
avrei bisogno di alcune spiegazioni in merito alla domanda di
invalidità civile.
Mio padre, 66 anni, l'anno scorso in tre mesi ha subito 6 attacchi di
TIA applicazione di uno stand carotideo ed è diventato cieco, un
applicazione di PACEMAKER per aumentare i battiti del cuore ( 35 al
minuto) e dopo due infarti applicazione di due stands alle coronarie e
palloncino .Abbiamo richiesto l'invalidità civile e durante la visita
una delle dottoresse lo ha dichiarato PAZIENTE GERIATRICO.
La mia domanda è... Essere un paziente geriatrico significa avere
diritto all'invalidità civile? Mi rivolgo a voi perchè sono passati
più di due mesi dalla visita e dopo una mia telefonata mi è stato
detto che avremo la risposta nel mese di luglio...
Grazie per la disponibilità.
Luana G. Buonasera, la risposta è no. Ma non credo che lei abbia individuato il
nesso della questione. Piuttosto la domanda che avrebbe potuto rivolgere
è la seguente: la pluralità e la consistenza delle patologie documentate
danno il diritto all'indennità di accompagnamento e/o alle indennità
assistenziali (accompagnamento per ciechi compreso)? In questo caso la
valutazione di carattere medico legale sulla totalità delle patologie
riscontrate potrebbe anche dare tale riconoscimento purchè il grado
invalidante raggiunga quello stabilito dalla legge e anche dalle recenti
innovazioni giurisprudenziali. Comunque non è possibile rispondere
compiutamente al suo quesito. Valuti la percentuale di invalidità
riconosciuta e veda il da farsi. Cordialmente
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Trattenuta ex-onpi e maggiorazione ex combattenti legge 140/85 (14/06/2007 - 23.23) Siamo quattro pensionati di 80-95 anni ed abbiamo una pensione di
circa 350-400 euro al mese. Potete cortesemente aiutarci a capire perchè
da sempre noi dobbiamo pagare la tassa ex-onpi sulla pensione? Se la tassa
è "ex" perchè la dobbiamo pagare? Se siamo costretti a pagarla che
beneficio abbiamo noi pensionati?
Se l'inps si sbaglia a farcela pagare cosa possiamo fare per toglierla?
Riguardo una maggiorazione della legge 140/85 di euro 30 perchè l'Inps
ingiustamente ci dà 15 e se vogliamo 30 come di legge ci costringe ad
andare in causa? Possiamo andare in causa alla nostra età? O l'Inps agisce
così perchè spera che togliamo il disturbo quanto prima, così chiude la
faccenda? Perchè ci possono essere questi soprusi da parte
dell'inps-Stato-Ministero del Tesoro-Patronati-Sindacati, tutti d'accordo
contro i poveri pensionati, come mai nessuno ci difende da queste
ingiustizie?
Grazie dell'attenzione.
Per un gruppo di pensionati
Laura Buongiorno,
in effetti se lo chiedono in molti perchè ogni mese devono pagare lo 0,01% della loro pensione senza neppure sapere dove andranno a finire questi soldi. In realtà dovrebbero servire per mantenere i beni mobili ed immobili della soppressa Opera Nazionale Pensionati d'Italia. Queste sono "particolarità" presenti solo nel nostro paese.
Per quanto riguarda gli ex combattenti, purtroppo non v'è altra soluzione al di fuori del contenzioso legale.
Cordialmente. Con l'occasione informiamo gli utenti che il nostro servizio riprenderà il
15 di settembre. Buone vacanze!
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Saldo Irpef 2006 e acconto 2007 (27/05/2007 - 16.20) Buongiorno, chi vi scrive è un'insegnante elementare ancora in attività
che nel 2005 ha perso il marito a causa di una malattia incurabile e così
dal 2006 gode di una pensione di reversibilità.
Oggi che mi ritrovo a fare la dichiarazione dei redditi mi dice il mio
commercialista che i due redditi (CUD pensione di reversibilità + CUD da
reddito di lavoro dipendente) si sommano ed io mi trovo a dover pagare al
fisco alcune migliaia di euro per "saldo irpef 2006 e acconto 2007".
Mi reco, così, all'ufficio Provinciale del Tesoro dove chiedo se mi
possono fare, sulle Buste Paga rimanenti relative al 2007, una sorta di
conguaglio irpef così che, anche se si trattengono qualcosa in più in
busta paga, non mi trovo ogni anno nelle condizioni in cui mi trovo oggi.
La risposta fu negativa e mi si affermò che doveva essere l'INPS a fare
detto conguaglio.
Cosicché mi recai all'INPS porgendo loro la stessa richiesta, ma ancora
una volta la risposta fu negativa, assurgendo a motivazioni di tipo tecnico
e cioè che "i due protocolli, pensioni e redditi da lavoro dipendente, non
interagiscono", quindi non possono fare il conguaglio da me sperato.
Detto ciò, le domande che vi pongo sono queste: è vero che non è
possibile in alcun modo che io dica ad uno dei due datori di lavoro (INPS
o Ministero del Tesoro) "caro datore, visto che io ho altri redditi, ti
chiedo di trattenermi un po' di più irpef in busta paga così da evitarmi
il conguaglio a fine anno?"
E se la risposta è si, a chi e come posso io richiedere ufficialmente
detta pratica?
Mi potete dare qualche riferimento normativo che mi possa essere d'aiuto?
Nel ringraziarvi a nome di tutti gli anziani per l'ottimo servizio che
svolgete, vi invio i miei più cordiali saluti.
Lettera non firmata Buonasera,
credo che sia stata mal consigliata. Già da qualche tempo esiste il
"casellario" delle pensioni dove sono visibili (per i vari enti) tutti i
dati delle pensioni dei cittadini che ne fruiscono (almeno quelle italiane e
obbligatorie).
Per sistemare la sua questione dovrà redigere un modello di detrazioni IRPEF
(reperibile sia sul sito Inps che su quello INPDAP) indicando anzitutto le
caratteristiche delle due pensioni di cui lei beneficia. Sul modello dovrà
indicare a caratteri cubitali la scritta NESSUNA DETRAZIONE.
Il modello, da redigersi in doppia copia dovrà presentarlo sia all'INPS che
all'INPDAP.
Così facendo pagherà più tasse ogni mese e, molto probabilmente non dovrà
versare nè acconti, nè saldi (dipende dai redditi diversi dalle pensioni).
Cordialmente.
Lo staff di Previdenza.it
Contributi volontari (16/04/2007 - 15.27) Cara Redazione,
dovendo versare contributi volontari per raggiungere i 35 anni di
contributi, vorrei sapere se per il calcolo degli stessi viene considerata
la retribuzione degli ultimi 12 mesi, e se questa include o meno l'importo
ricevuto come indennità sostitutiva del preavviso.
Grazie,
Walter Buongiorno, le rispondo come cita testualmente l'INPS... L'importo del contributo volontario viene determinato applicando l'aliquota contributiva, prevista per ciascun anno e per ciascuna categoria, alla retribuzione percepita nelle 52 settimane precedenti la data di presentazione della domanda.
L'importo minimo di retribuzione sulla quale sono calcolati i contributi non può essere inferiore alla retribuzione settimanale minima imponibile stabilita dalla legge anno per anno (per l'anno 2007 è pari a 174,46 euro).
Per retribuzione si intende quella assoggettata a contributi. Cordialmente.
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Pensione di vecchiaia (16/03/2007 - 17.53) Sono nata nel 1955 ed ho 51 anni compiuti a dicembre 2006, . Ho iniziato la mia attivita' lavorativa come lavoratore dipendente full time il 01/02/1975 ed alla data del 30.12.1991 avevo raggiunto i 15 anni di versamenti previsti dalla legge Dini.
Come lavoratore dipendente alla data del 30.09.1995 avevo totalizzato 937 settimane (ovvero 18 anni) di versamenti (possiedo estratto conto certificato dall'INPS di Roma Monteverde).
Da Aprile 1996 a tutt'oggi sono iscritta alla gestione separata dell'INPS come lavoratrice co.co.co, e poi co.co.pro. (in quanto la precedente attività come lavoratore dipendente è venuta meno).
Nei prossimi mesi (probabilmente marzo 2007) l'azienda presso la quale sono legata da un rapporto di lavoro a progetto trasformerà il suddetto rapporto di lavoro in lavoro dipendente part-time a tempo indeterminato (percependo un reddito annuo molto basso, circa 7800 euro).
La mia domanda è la seguente:
Avendo percepito nei 18 anni di lavoro dipendente un reddito nettamente superiore (nella simulazione fatta il 24/02/06 utilizzando il sito inps risultava una pensione mensile di circa 1233.72 euro lordi), rispetto al reddito molto basso che percepirò nei prossimi 9 anni con il regime di part-time (anni che mi mancano per raggiungere la pensione di vecchiaia di 60 anni), verrò penalizzata nel calcolo finale della pensione?
Se è vero che nel calcolo finale della pensione verranno presi in considerazione gli ultimi 10 anni di contributi versati, il diritto acquisito con i contributi versati all'INPS dal 1975 al 1995 verrà conservato o verrà pregiudicato nel computo complessivo della pensione di vecchiaia?
Gradirei un vostra risposta in merito.
Cordiali saluti.
Isabella Salve, diamo una indicazione sui dati da lei forniti. Relativamente al calcolo della pensione deve accontentarsi di quanto indicato dall'Inps. Per gli anni a venire dovrà fare attenzione alla contrazione delle settimane di contribuzione (part time 7.800 euro) dovuta alla bassa retribuzione. Così restando le cose sarà penalizzata sul calcolo definitivo, sia per effetto della contrazione ai sensi della legge 638/83, che per quanto riguarda le retribuzioni prese a base per il calcolo.
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Ho protesi valvolare: ho diritto all’invalidità? (13/03/2007 - 12.35) Ho 72 anni e ho protesi valvolari aortica e mitralica.
Chiedo gentilmente se ho diritto alla invalidità civile.
Se si, cosa debbo fare?
Grazie.
Bruno Salve, può presentare tranquillamente la domanda per il riconoscimento della invalidità civile, ma la informo che non produrrà effetti se il riconoscimento del grado di invalidità è inferiore al 100% con l'indennità di accompagnamento.
La domanda deve essere presentata alla ASL di competenza su appositi moduli. Il medico curante dovrà redigere una certificazione medica attestante le patologie in essere.
Cordialità
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
Sono un primo maresciallo aeronautica militare… (08/03/2007 - 15.50) Spett.le Redazione, sono un primo maresciallo aeronautica militare arruolato 01/10/1976. L'inpdap mi dice che al
25 settembre 2007 raggiungerò una contribuzione di 39 anni e 15 giorni. Comprensiva di una ricongiunzione inps di 65 settimane lavoro svolto in età minorile. Vorrei cessare la mia attività lavorativa con il 31 dicembre 2007.
La mia uscita è al 01 aprile 2008? In questo caso subirei qualche decurtazione in termini di coefficiente nelle mie spettanze (TFR e Pensione)? O è meglio maturare 40 anni contributivi? in questo caso quando potrei andare in pensione? Cosa mi consigliate? Ringrazio anticipatamente per il riscontro che vorrete accordarmi e nel contempo saluto cordialmente.
Lettera non firmata Buonasera, il quesito da lei posto non può avere soddisfazione perchè entrano in gioco diversi fondamentali elementi non supportati da nessun tipo di documentazione. La invito a rivolgersi ad un Sindacato che potrà esaminare "de visu" gli atti in suo possesso e calcolare quanto da lei richiesto. Cordialmente
Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis
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