Home > Il Geriatra on-line > archivio

   

Il portale delle infezioni in gravidanza

Il Geriatra on-line

(Archivio)

(A cura del Dott. Cono Bontempo - Specialista in Geriatria

in collaborazione con il dott. Pietro Gareri - Specialista in Geriatria)

Esami di laboratorio

   

  

Invia la tua domanda

     

Ulteriori esami diagnostici…

(22/3/2002 - 20:35)

Gentile Dottore,
nel ringraziarla per la risposta gentilmente fornitami, le partecipo che, anche a seguito del suo consiglio, ho provveduto a fare eseguire a mio padre ulteriori esami diagnostici e precisamente:

- PET WHOLE BODY 05/02/2002 c/o Arcispedale S.Maria Nuova – Reggio Emilia ("L'indagine evidenzia areola di tenue iperaccumulo del tracciante nella regione sottomandibolare destra: tale reperto appare esiguo e di incerta interpretazione (lesione neoplastica a bassa captazione? Modesta flogosi?)
- AGO ASPIRATO ECO-GUIDATO LINFONODALE - 15/02/2002 c/o Ospedale Bellaria – Bologna ("Non evidenza di localizzazioni carcinomatose. Negativa la ricerca di cellule tumorali maligne")
- ECO-DOPPLER DEL COLLO + ANALISI COLOR-FLUSSIMETRICA 20/02/2002 - Ospedale Bellaria - Bologna (Esiti di tiroidectomia totale. In sede latero cervicale bassa a sinistra si osservano alcune millimetriche nodulazioni nel contesto di tessuto sottocutaneo ad alta irregolarità strutturale. La più voluminosa nodulazione misura diametro di 8 mm e mostra "spos" vascolare all'analisi colorimetrica). Non vi sono altri linfonodi meritevoli attualmente di citazione. In considerazione del rilievo ecografico e di quello laboratoristico è indicato completamento dell'iter diagnostico con RM collo+ mediastino.

- RM COLLO + MEDIASTINO 13/03/2002 - Ospedale Bellaria - Bologna (..."Alla base del collo, a dx, in sede paratracheale, si dimostra formazione allungata con diam. di 1,3 cm compatibile con linfonodo. Non visibili altri linfonodi in sede laterocervicale. Lo studio del mediastino, eseguito secondo piani assiali, mostra la presenza di linfonodi subcentrici in sede periaortica e linfonodi con diam. complessivo intorno a 2,4 cm a livello della finestra aorto-polmonare. Non immagini riferibili con fondamento a lesioni polmonari pur con i limiti di tale metodica per lo studio del parenchima).
- ECOGRAFIA COLLO 21/03/2002 - Ospedale Bellaria - Bologna Esiti di tiroidectomia totale in assenza di evidenti residui ghiandolari. Non vi sono linfonodi patologici per morfo-volumetrica nel segmento esaminato. 

Sono così a chiederle come mi consiglia di procedere visto che non riesco a capire se devo preoccuparmi. Inoltre, le chiedo se l'aumento della calcitonina che le avevo segnalato con la precedente mia lettera, è da mettere in relazione con questi ingrossamenti di linfonodi e se occorre procedere all'asportazione dei linfonodi ingrossati o se tali ingrossamenti possono essere dovuti a semplici effetti infiammatori (magari in relazione ai liquidi di contrasto utilizzati durante l'esecuzione degli esami diagnostici). Le confesso che sono veramente molto demoralizzata e confusa, e spero vivamente che mi possa fornire un elemento di speranza o, se non altro, uno spiraglio di chiarezza in un quadro clinico per me così indecifrabile. La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti. 

Silvia

Gent.ma Silvia,
il quadro clinico non è indecifrabile solo per lei, visto che diversi colleghi hanno espresso pareri contrastanti; in effetti, si tratta di un quadro complesso. Personalmente, mi preoccupa l'aumento della calcitonina e la presenza delle formazioni nodulari in sede latero-cervicale sinistra, descritte nell'eco-Doppler del 20/02 come ad alta irregolarità strutturale. Procederei pertanto alla loro asportazione ed all'esame istologico. Ha comunque ragione a sentirsi disorientata, in quanto alcuni degli esami che suo padre ha effettuato sono in disaccordo persino sulla sede delle lesioni (dx? sx?). Mi faccia sapere. La saluto cordialmente,

      


Ernia  Jatale
(12/3/2002 - 9:33)

Sono il Sig. Costantino da Torino. Già in altre occasioni mi sono avvalso delle vostre risposte e ne sono rimasto veramente entusiasta della vostra corrispondenza. Anche in questa occasione avrei piacere di avere  una  vostra illuminata risposta. Già da molti anni sono affetto da ernia iatale che curo con Gaviscon compresse e sciroppo. Improvvisamente mi è venuta l'arterite di Horton da luglio 2000 che sto curando con Deltacortene Forte 25 mg al giorno e finalmente la malattia va regredendo e sto diminuendo la dose. Però, la sera dopo cena, che è molto parca, sento lo stomaco gonfio e teso con dolorino al cuore, credo. Pensavo che fosse un fatto accidentale, invece la cosa va avanti da un bel po' e sono preoccupato. C'è una relazione con l'ernia iatale che appariva apparentemente sopita? La cosa si è scatenata a causa dei farmaci che assumo per l'arterite di Horton? Vorrei un vostro consiglio e come posso fare ad ovviare all'inconveniente. Ringrazio ancora una volta per le vostre gentilezze e porgo, distinti saluti.

Costantino (Torino)

Gentilissimo Costantino,

Il cortisone che sta assumendo (prednisone) è di per sé stesso gastro-lesivo, può sicuramente peggiorare i sintomi dell'ernia iatale, ma è fondamentale nel trattamento della sua arterite di Horton. Pertanto, lei dovrebbe assumere un procinetico (es. il domperidone), cioè un farmaco che facilita lo svuotamento gastrico, generalmente mezz'ora prima dei pasti principali ed un farmaco antiulcera (es. omeprazolo, lansoprazolo, ranitidina, etc.) al posto del Gaviscon, che attualmente non è sufficiente per il controllo dei suoi sintomi. Infatti, come saprà, l'ernia iatale si associa a reflusso gastro-esofageo, che può determinare a lungo andare, lesioni ulcerative della parte terminale dell'esofago. È quindi anche opportuno che lei esegua un'esofago-gastro-duodenoscopia (o EGDS). Distinti saluti,

     


Spasmo emifacciale
(11/3/2002 - 19:58)

Gentile Dottore,

mia madre, di 65 anni, soffre da qualche tempo di uno spasmo emifacciale, localizzato all'altezza dell'occhio sx. Ha fatto una cura farmacologica, ma senza alcun risultato. Esiste un centro specializzato per questo tipo di disturbi, al quale posso rivolgermi per approfondire l'analisi del disturbo e trovare una cura adeguata? Distinti saluti. 

Assunta

Gentile signora,

Ci sono in Italia diversi centri neurologici all'avanguardia. Non so di dov'è lei, ad ogni modo le suggerirei di contattare l'Istituto Neurologico "Carlo Besta" di Milano. Distinti saluti,

    


Insegnante di aerobica e ipoglicemia
(9/3/2002 - 22:25)

Sono insegnante di aerobica e altre attività ad alto impatto aerobico. Lavoro circa 3 ore al giorno. Ultimamente, almeno una volta al giorno, ho delle crisi ipoglicemiche e pressione molto bassa. Ho fatto gli esami del sangue: insulinemia h8 - 14.9; h11 - 35.6; h14 - 58.9; h17 - 79.4; ferritina 143 ng/mL; cortisolo 335 ng/ml. C'è una cura senza prendere dei farmaci? Ringrazio anticipatamente. 

Roberto M.

Gentile signore,

Ritengo che sia opportuno che lei faccia esami più approfonditi. Non mi ha scritto quali sono i suoi valori glicemici (ha fatto un profilo glicemico durante la giornata?). Sarebbe stato importante conoscere i valori di glicemia determinati parallelamente a quelli di insulina. Dovrebbe inoltre eseguire una prova da carico orale di glucosio e, tra le indagini strumentali, un'ecografia addominale. Le crisi ipoglicemiche le può contrastare facendo dei pasti piccoli e frequenti, o assumendo carboidrati per os. Sono a sua disposizione per ulteriori chiarimenti. Distinti saluti,

     


Polimialgia reumatica

(9/3/2002 - 17:26)

A mia madre, circa un anno e mezzo fa, è stata riscontrata una polimialgia reumatica. Tuttora si sta curando con cortisone. Nell'ultimo periodo ha avuto una acutizzazione (dolori alla mandibola). Le sono stati consigliati, oltre al cortisone che non ha mai praticamente smesso di prendere, un antinfiammatorio. Al momento i dolori sono molto diminuiti. Secondo il suo parere la situazione è preoccupante? Grazie per la risposta. 

Brunella

Gentilissima signora,

La polimialgia reumatica è una sindrome clinica caratterizzata da dolori e rigidità muscolare alle spalle ed alle anche, che colpisce in genere le persone di età superiore a 50 anni, aumenta con l'età e prevale nel sesso femminile. La durata media della malattia è di 3 anni, la prognosi è ottima se viene trattata correttamente (appunto come nel caso di sua madre con basse dosi di steroidi come il prednisone). Nella storia naturale ci possono essere ricadute (trattate con aumento del dosaggio di cortisone), oppure, nel 15% dei casi, lo sviluppo di complicanze come l'arterite a cellule giganti di Horton (anche questa trattata con alte dosi di cortisone). In conclusione, quello che voglio dirle è che la situazione non è assolutamente preoccupante. Faccia fare dei controlli periodici della VES durante la fase di riduzione della terapia cortisonica e dei controlli da parte del medico curante per i possibili effetti collaterali dei cortisonici (per es. aumento della pressione arteriosa, gastrite e/o ulcera peptica, osteoporosi, cataratta, ritenzione idro-salina, maggiore suscettibilità alle infezioni, etc.). È importante che sua madre, costantemente, ma soprattutto in questo periodo che ha assunto anche un antinfiammatorio non steroideo (per intenderci farmaci simili all'aspirina), protegga il suo stomaco con antiacidi (es. idrossido di alluminio e di magnesio, o se non bastasse, anti-ulcera come la ranitidina e similari). La saluto cordialmente,

     


Pesantezza allo stomaco
(8/3/2002 - 10:50)

Mio padre ha 80 anni ed è un "cavallo". Ogni tanto però, come in questo periodo, soffre di pesantezza allo stomaco. In pratica dopo mangiato, anche se si tratta di piccole quantità di cibo e di cose leggere, dice che non ha digerito e sente questo continuo peso sullo stomaco 24 ore al giorno. Negli episodi di qualche tempo fa il medico gli ha fatto eseguire vari esami tra cui la gastroscopia, dalla quale però non si è evidenziato nulla. Ha concluso quindi che potrebbe trattarsi di un rallentamento del processo di digestione, vista l'età, e gli ha prescritto delle pastiglie. Solo che ora siamo al punto di partenza. Di che cosa potrebbe trattarsi? 

Lettera non firmata

Caro signore,

Suo padre dovrebbe eseguire un'ecografia della colecisti, per escludere la presenza di calcoli. La calcolosi colecistica, infatti, potrebbe contribuire a rendere difficoltosa e lenta la digestione. È vero, comunque, che con l'età lo svuotamento gastrico è rallentato, così come ha fatto bene il suo medico curante a prescriverle, penso, un procinetico come il domperidone (Motilium, Peridon). Nel caso in cui venisse dimostrata una calcolosi colecistica, i sintomi possono migliorare somministrando acidi biliari, o effettuando una colecistectomia, cioè l'asportazione della cistifellea, che oggi si può effettuare in laparoscopia (senza aprire l'addome) ed in anestesia spinale. Distinti saluti,

      


Intervento alla prostata per via transuretrale

(7/3/2002 - 16:56)

Ho 81 anni, ho subito un intervento alla prostata per via transuretrale (TURP) per risolvere un'ostruzione dovuta ad un'ipertrofia. Vorrei sapere se c'è la possibilità che si ripresenti la necessità di un nuovo intervento dopo un certo periodo di tempo; e se prendendo la finasteride si può evitare che ciò si verifichi. Grazie 

M. A. R.

In genere non succede, né tanto meno, se è stata effettuata una prostatectomia, è opportuno assumere la finasteride. Distinti saluti,

 


Dolore lacerante sotto la mammella sinistra…
(7/3/2002 - 11:17)

Egregio Dottore,
sono una signora di 62 anni, da tre anni soffro di un dolore lacerante che inizia appena sotto la mammella sinistra, poi si diffonde dietro e in basso. È un dolore bruciante, a volte pulsa, lo avverto molto meno fino a scomparire in posizione eretta e prona, aumenta fino a diventare insopportabile in posizione supina o seduta, non posso mettere reggiseno o body. Sono stata visitata privatamente dai seguenti specialisti, quasi tutti primari ospedalieri: pneumologo, gastroenterologo, ortopedico vertebrale, chirurgo, oncologo, ginecologo, neurologo, fisiatra, neurochirurgo ed inoltre mi sono sottoposta ad agopuntura, massaggi pranoterapici, manipolazioni osteopatiche e mesoterapia. Analisi cliniche effettuate: esami sangue, MOC, rx torace, ecografia epatica e delle vie biliari, eco splenica, tubo digerente compreso esofago, TAC addome e torace senza e con contrasto, clisma opaco contrasto, ecografia epatica addome, emitorace sx per coste, colonna dorsale lombare, pancolonscopia, scintigrafia, due Risonanze Magnetiche (una con contrasto) in due strutture diverse, analisi herpes Zoster. Nessuna ha dato indicazioni patologiche tali da poter formulare una diagnosi. Preciso che non sono mai comparsi segni sulla parte dolorante. I farmaci che mi sono stati dati non hanno risolto nulla: antinfiammatori, cortisone, antidepressivi, antivirali. Non so più a chi rivolgermi, nessuno ha creduto opportuno ricoverarmi per ulteriore accertamenti. Io soffro terribilmente. La prego cortesemente di darmi un'indicazione. Grazie 

Matilde R.

Gentilissima signora,
in pratica ha eseguito un numero enorme di analisi cliniche, ma non ha avuto alcun reale beneficio. Potrebbe essere una forma grave di nevralgia intercostale (post-Zoster?) che può essere trattata con FANS (antiinfiammatori non steroidei), antidepressivi (TCA come l'amitriptilina) perché aumentano la soglia del dolore, antinevralgici (vitamine B1, B6, B12). Secondo me hanno una ragione di impiego anche basse dosi di benzodiazepine come l'etizolam, per trattare anche quella quota di ansia che si associa nelle sue condizioni (chi non sarebbe angosciato al suo posto se non si è riusciti a formulare una diagnosi e non si è riusciti a trovare un trattamento adeguato?). In aggiunta, dovrebbe effettuare cicli di T.E.N.S. (elletrostimolazioni transcutanee a scopo antalgico) e LASER (ottimo antiinfiammatorio). Mi faccia sapere, la saluto cordialmente.

   


Neoplasia vaginale intraepiteliale
(28/2/2002 - 19:31)

Mia zia di 88 anni ha riscontrato tramite biopsia "neoplasia vaginale intraepiteliale". Il medico ginecologo le ha proposto un intervento di resezione vulvare. Volevo gentilmente sapere in cosa consiste questo intervento chirurgico e se una persona così anziana può sopportare tale operazione considerando il fatto che è una persona autosufficiente. Distinti saluti 

Brodo

La vulva è quella parte dei genitali esterni femminili che comprende il clitoride, le grandi e piccole labbra, il vestibolo vaginale, il monte di Venere. Il ginecologo ha detto che farà una resezione, cioè leverà una parte della vulva. Se sua nonna è in discrete condizioni generali ed emodinamiche, valutato il fatto che l'intervento può essere effettuato in anestesia spinale, ritengo che possa tranquillamente subire l'intervento, anche perché l'estensione del tumore sembra, per quello che mi scrive (neoplasia intraepiteliale), limitata. Migliori auguri per sua zia. Distinti saluti,

     


Mamma rifiuta categoricamente di assumere statine!
(28/2/2002 - 13:07)

Egregio dott. Gareri,

sono preoccupata per mia madre, di 66 anni, che ha colesterolo e trigliceridi alti; dopo una cura alternativa (Q10, vitamina E, più un preparato erboristico) e una ferrea dieta, associata a movimento fisico (ballo e camminate a passo svelto), i valori erano rientrati nella norma, ma adesso ci risiamo! Mamma rifiuta categoricamente di assumere statine, ma io vorrei sapere se esiste un centro medico specializzato per la diagnosi e la cura delle dislipidemie, in modo da comprendere le cause di questo problema e venirne a capo senza troppi "traumi". La ringrazio infinitamente! 

Cristina A.

Sono moltissimi i centri in tutta Italia per il trattamento delle dislipidemie. Le dislipidemie possono anche essere ereditarie. Ritengo che sia un fatto positivo che i valori di colesterolo e trigliceridi di sua madre si siano normalizzati con la dieta, l'attività fisica e dei preparati erboristici, oltre alla vitamina E ed al Q10, che sono comunque, per quel che mi risulta, di provata efficacia. Il trattamento non farmacologico (la dieta e l'attività fisica) è un presidio indispensabile. Per quel che concerne i farmaci, oltre alle statine, che agiscono soprattutto sul colesterolo ed in misura minore sui trigliceridi (es. fluvastatina, atorvastatina, simvastatina, pravastatina), sono estremamente efficaci i fibrati (gemfibrozil, bezafibrato, fenofibrato). Non penso dunque che sia difficile, visti i precedenti, ottenere un adeguato compenso metabolico per sua mamma ed al tempo stesso, pertanto, fare un'adeguata prevenzione delle complicanze vascolari correlate alla dislipidemia. Distinti saluti,

    


Sindrome di Beals
(26/2/2002 - 19:10)

Ho dei conoscenti che hanno la patologia della sindrome di Beals. Vorrei sapere in cosa consiste e in che modo poterli aiutare e cosa è bene non fargli fare. Grazie 

Giuseppina T.

La sindrome di Beals è una malattia congenita autosomica dominante chiamata anche CCA "Congenital Contractural Aracnodactylyl" (aracnodattilia contratturante congenita). Infatti, è caratterizzata da aracnodattilia, cioè lunghezza e sottigliezza eccessiva delle dita delle mani e dei piedi, scoliosi, contratture congenite multiple, anormalità delle orecchie esterne. Questi individui presentano un'estensione limitata delle mani e dei piedi, flessione permanente di uno o più dita, clinodattilia, cioè deviazione di uno o più dita delle mani, ritardo psico-motorio. La limitazione dell'estensione di gomiti, ginocchia ed anche non sono caratteristiche costanti. Con il passare del tempo, questi individui vanno incontro ad un miglioramento spontaneo delle contratture, ma la cifosi, invece, tende ad essere progressiva. Un terzo dei pazienti può anche presentare delle alterazioni cardiache congenite (ad esempio, è frequente il prolasso della valvola mitrale). La prognosi per una normale aspettativa di vita è buona. Pertanto, direi che può cercare di tranquillizzare questi suoi conoscenti, possono e devono avere una vita normale. Distinti saluti,

   


Migliorare la qualità della vita di mio nonno

(25/2/2002 - 10:24)

Il medico curante in seguito al perdurare dell'inappetenza di mio nonno (94 anni) gli ha prescritto sei infusioni endovena di soluzione fisiologica con Nicholin. Convinto che la sua sintomatologia (inappetenza, crisi improvvise di spossatezza, nausea) sia causata da un qualche non meglio specificato problema cerebrale. Dopo la terapia la situazione è leggermente migliorata. Non pretendo che mio nonno raggiunga l'immortalità, ma mi piacerebbe se la medicina riuscisse almeno a migliorarne la qualità della vita. Le sarei ancora molto grato se potesse darmi altri consigli. Nel caso fosse affetto da qualche problema legato alla sfera cerebrale, di cosa potrebbe trattarsi esattamente e cosa si potrebbe fare per consentirgli una vita migliore? Un cordiale saluto 

Luciano Trani

Secondo me sarebbe opportuno proseguire il trattamento con citicolina (Nicholin) per almeno altri 10 giorni, aggiungendo nella stessa flebo ademetionina (una fiala da 400 mg), un farmaco che esercita un'azione antidepressiva ed i polivitaminici di cui le dicevo la volta scorsa (acido folico, vitamine del gruppo B, vitamina C, creatina). Potrebbe infatti essere uno stato depressivo, tutt'altro che infrequente a quest'età, ma ricontrolli gli esami emato-chimici. Mi congratulo con lei, in quanto ha apprezzato con suo nonno un tema fondamentale della geriatria: il miglioramento della qualità della vita. Bisogna aggiungere vita agli anni e non anni alla vita! Mi tenga informato. Cordiali saluti,

   

   

 

| Home | Chat | Forum | Disclaimer |

 

| Informazioni | Disfunzioni | Pubblicità | Redazione |

 

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati