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Facciamo
il punto sui "comunisti"
Alcuni,
per quello che scrivo qui e in altri forum, mi
accusano di essere un "comunista". Non lo
sono e non lo sono mai stato. Se si escludono le
organizzazioni clandestine, nessuno in Italia è
comunista. Dice di esserlo Bertinotti, ma in realtà
non lo è. Chi conosce un minimo di storia e di storia
del pensiero, sa che il comunismo, quello teorico e
quello storicamente applicato nel passato e anche nel
presente, si basa su questi due capisaldi: la
statalizzazione di tutte le fonti di produzione e
l'eliminazione della iniziativa privata; la dittatura
del proletariato e, di fatto, il rifiuto del metodo
democratico per la conquista del potere. Ora mi pare
che Bertinotti, per quanto sostenga un maggiore e più
incisivo intervento dello stato nell'economia, non
voglia eliminare la proprietà privata e,
sicuramente, accetta il metodo democratico per
arrivare al potere. Dove sono i comunisti allora? I
comunisti sono solo nella testa (o meglio, nelle
parole) di Berlusconi, che chiama così tutti coloro
che non la pensano come lui. Lui sa di mentire, ma
afferma ugualmente che in Italia ci sono i comunisti per
una ragione di marketing elettoralistico, cioè per
ingannare quegli sprovveduti che credono ancora alla
favola dei comunisti che mangiano i bambini. E lui
intanto si impossessa dell'Italia e fa approvare
primariamente (nei famosi 100 giorni) un
reticolato di leggi che lo proteggano da ogni caduta in
guai giudiziari ed economici personali. All'estero lo
vedono tutti e tutti se ne meravigliano. In Italia
invece chi lo combatte viene accusato di spargere odio
o di avere le transaminasi (versamento di bile?)
troppo alte.
Cicognani
Andrea
I
comunisti non ci sono più...
Per
Antonello. Ma io non sono e non sono mai stato un
comunista. Sono un "popolare", cattolico
praticante. Oggi i comunisti sono solo nella testa di
Bertinotti (che vuole esserlo, ma non lo è) e di
Berlusconi (per ragioni di marketing politico, cioè
per rassicurare quelli come te che credono ancora che
ci siano i comunisti che mangiano i bambini, e per
avere il loro voto).
Cicognani
Andrea
Fare
o non fare, questo è il dilemma...
L'Italia
è fatta così, e continuerà ad essere così! Quando
nessuno andava negli USA, tutti a dare addosso ai
nostri perché non godevano di credibilità
internazionale, non andavano a rendere omaggio alle
vittime italiane e straniere. Poi, nel momento in cui
si va, che sono andati a fare!!!??? Stesso discorso
per i soldati da inviare eventualmente al fronte. Se
non li inviamo, non godiamo di prestigio a livello
internazionale, non siamo rispettati e così via. Se
invece li inviamo, li mandiamo a morire...ma insomma!
Questi comunisti...!!! Comunque le fai le cose, non
vanno mai bene! Forza Italia, forza USA, viva la
libertà!!
Antonello
In
processione negli USA
I
nostri politici, da quando è successo quel che è
successo, fanno a gara per andare in processione negli
USA. Prima Ruggiero, poi Casini e Tremaglia, poi
Berlusconi, poi Martino ed ora Fini. Non faccio una
critica agli obiettivi che stanno alla base di questi
viaggi. Ormai lo sappiamo tutti. Si fa a gara per
risultare di fronte all'opinione italiana e mondiale
il più filo americano possibile e, di conseguenza,
per avere un maggiore credito internazionale e
nazionale e per avere, poi, più voti al momento
opportuno. Quel che mi interessa sottolineare sono due
cose. Chi paga questi viaggi-passerella? Era proprio
necessario che andassero tutti? Va bene il ministro
degli esteri. Va pure bene il presidente del
consiglio. Ma Fini, che ci è andato a fare? Si
sospetta che ci sia andato per rifarsi una verginità
internazionale, visto che tutti all'estero lo
conoscono come l'erede di Almirante, l'eroe di Salò.
Poi - seconda cosa - tutti vanno, zelanti, a offrire
soldati a Bush, i nostri soldati anche da mandare in
prima linea, a fare gli eroi. Non solo il sostegno
morale, la solidarietà e la collaborazione per
combattere il terrorismo, ma anche i nostri figli. Cioè
o meglio: vanno da Bush a promettere come soldati i
figli degli altri. Se si trattasse dei loro figli,
quelli, per intendersi... di Silvio, di Gianfranco,
Antonio, Perferdinando, Mirko, Renato, ecc. sarebbero
altrettanto premurosi nell'offrire eroi? Questo per
dire che, ragionando in astratto, è bello e nobile
"morire per la libertà". Lo è meno quando
a morire per questi "nobili" scopi sono i
nostri cari, quelli concreti, che abbiamo cresciuto
con sacrificio e amore. Chiunque abbia dei figli
faccia un pensiero all'idea di saper il proprio figlio
esposto a gravi pericoli di vita. Allora la demagogia
della lotta al terrorismo si smorzerebbe di
molto.
Cicognani
Andrea
Fondamentalismo
e terrorismo sono il risultato di inganni e delusioni
Gli
arabi hanno portato in occidente i grandi testi
greci, persiani, indiani ed è su di essi che
l'occidente ha fondato la sua superiorità economica,
finanziaria, scientifica, filosofica e tecnologica. Ed
è stato proprio nell'utilizzo di tale superiorità
che l'Europa cristiana, a partire dalle grandi
scoperte e dalle grandi invenzioni del XVI
secolo, che ha dato avvio al processo di
globalizzazione che, giunto a maturazione, ha
emarginato le culture islamiche e ha a lungo ingannato
e deluso i popoli musulmani promettendo libertà e
sviluppo, ma praticando colonialismo prima,
sfruttamento turbocapitalistico poi. Fondamentalismo e
terrorismo sono il risultato di questi inganni e di
queste delusioni. L'occidente ha per lungo tempo
enunciato il principio dei diritti dell'uomo, ma
realizzandoli solo a casa propria e a suo vantaggio.
Oggi i quattro quinti dell'umanità, di cui l'Islam è
portavoce potente, gli chiedono conto di questa
inadempienza. Manteniamo le nostre promesse e la base
su cui si fondano i presupposti della simpatia per il
terrorismo sparirà d'incanto. E avremo vinto la
nostra guerra.
Commento
non firmato
è
un vile attacco alla civiltà occidentale!
L’attacco
alle torri gemelle di New York è un vile attacco alla
civiltà occidentale! L’islam è sicuramente una
cultura da rispettare, ma cosa ne pensate delle donne
che sono costrette a coprirsi dalla testa ai piedi per
non mostrare nemmeno un centimetro quadrato dei loro
corpi? Non è sottocultura questa?
Elena
(TO)
Il
problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i
terroristi...
Non
si tratta di giustificare o di condannare, ma di
capire. Il problema del terrorismo non si risolverà
uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che
li rendono tali. Un vecchio accademico dell'Università
di Berkeley, Chalmers Johnson, un uomo certo non
sospetto di anti-americanismo o di simpatie
sinistrorse, dà dell'orrore di New York questa
spiegazione. “Gli assassini suicidi dell'11
settembre non hanno attaccato l'America: hanno
attaccato la politica estera americana”. Per lui si
tratterebbe appunto di un ennesimo “contraccolpo”
al fatto che, nonostante la fine della Guerra Fredda e
lo sfasciarsi dell'Unione Sovietica, gli Stati Uniti
hanno mantenuto intatta la loro rete imperiale di
circa 800 installazioni militari nel mondo. Poi
Chalmers Johnson fa l'elenco di tutti gli imbrogli,
complotti, colpi di Stato, delle persecuzioni, degli
assassinii e degli interventi a favore di regimi
dittatoriali e corrotti nei quali gli Stati Uniti sono
stati apertamente o clandestinamente coinvolti in
America Latina, in Africa, in Asia e nel Medio Oriente
dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi.
Secondo Chalmers Johnson sarebbe stata questa politica
americana “a convincere tanta brava gente in tutto
il mondo islamico che gli Stati Uniti sono un
implacabile nemico”. Così si spiegherebbe il
virulento anti-americanismo diffuso nel mondo
musulmano e che oggi tanto sorprende gli Stati Uniti e
i loro alleati.
Cicognani
Andrea
Il
terrorismo può esprimersi in varie forme...
Per
noi occidentali "terrorista" è il
miliardario saudita che, da una tana nelle montagne
dell'Afghanistan, ordina l'attacco alle Torri Gemelle;
è l'ingegnere - pilota, islamista fanatico, che in
nome di Allah uccide se stesso e migliaia di
innocenti; è il ragazzo palestinese che con una
borsetta imbottita di dinamite si fa esplodere in
mezzo ad una folla. Ma il terrorismo, come modo di
usare la violenza, può esprimersi in varie forme, a
volte anche economiche ... Come definire l'uomo
d'affari occidentale che ha costruito in un
paese povero del Terzo Mondo una fabbrica chimica che,
a causa di rischi di esplosione ed inquinamento, non
potrebbe mai essere costruita in un paese ricco del
Primo Mondo? Nel 1984 l'esplosione della fabbrica
chimica di Bhopal in India fece 16.000 morti, più del
doppio di quelli delle Torri Gemelle! Come definire
l'uomo d'affari che ha costruito, sempre nel Terzo
Mondo, una centrale nucleare che fa ammalare di cancro
la gente che ci vive vicino? E quello che ha costruito
una diga che fa sloggiare decine di migliaia di
famiglie dalle loro case e dal loro luogo natale? E
quello che ha fatto cementificare tante risaie
secolari, trasformando migliaia di contadini in operai
per produrre scarpe da ginnastica o radioline, fino al
giorno in cui è più conveniente portare quelle
lavorazioni altrove e le fabbriche chiudono, gli
operai restano senza lavoro e non essendoci più i
campi per far crescere il riso, muoiono di fame?
Cicognani
Andrea
http://digilander.iol.it/cianrabbi
Dio non può stare con
chi uccide!!
Li
chiamano shahid; sembra che li addestrino fin
da ragazzi a morire per la causa, sembra che così
facendo guadagnino un posto di rilievo nel loro
Paradiso...! In tutto l'occidente non si troverebbero
cinquanta persone dedite alla morte per nessuna nobile
causa e per nessun prezzo... Ma Dio non può stare con
chi uccide!!
Fabrizio
È
una illusione!
Da
che mondo è mondo non c'è stata ancora la guerra che
ha messo fine a tutte le guerre. Non lo sarà nemmeno
questa. Le guerre sono tutte terribili. Il moderno
affinarsi delle tecniche di distruzione e di morte le
rendono sempre più tali. Pensiamoci bene: se noi
siamo disposti a combattere la guerra attuale con ogni
arma a nostra disposizione, compresa quella atomica,
come propone il Segretario alla Difesa americano,
allora dobbiamo aspettarci che anche i nostri nemici,
chiunque essi siano, saranno ancor più determinati di
prima a fare lo stesso, ad agire senza regole, senza
il rispetto di nessun principio. Se alla violenza del
loro attacco alle Torri Gemelle noi risponderemo con
una ancor più terribile violenza, alla nostra ne
seguirà necessariamente una loro ancora più orribile
e poi un'altra nostra e così via. Perché non
fermarsi prima? Abbiamo perso la misura di chi siamo,
il senso di quanto fragile ed interconnesso sia il
mondo in cui viviamo, e ci illudiamo di poter usare
una dose, magari «intelligente», di violenza per
mettere fine alla terribile violenza altrui. È una
illusione.
A.C.
Opinioni a confronto
Se al popolo straziato di New York venisse imposta la non violenza evangelica si commetterebbe addirittura un sopruso. Non invoco interventi sproporzionati o terribili rappresaglie, ma certamente non si può pensare che un popolo che ha subito una tale strage possa porgere l'altra guancia. L'America ha diritto di difendersi e San Francesco, pur essendo un esempio di santità, non può sostituirsi un ministro della Difesa (il vescovo di Como Alessandro Maggiolini).
Solo se riusciremo a vedere l'universo come un tutt'uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi
siamo e dove stiamo. Altrimenti saremo solo come la rana del proverbio cinese che, dal fondo di un pozzo, guarda in su e crede che quel che vede sia tutto il cielo. Duemilacinquecento anni fa un indiano, chiamato poi "illuminato", spiegava una cosa ovvia: che "l'odio genera solo odio" e che "l'odio si combatte solo con l'amore". Pochi l'hanno ascoltato. Forse è venuto il momento (Tiziano Terzani, collaboratore del "Corriere della Sera" che vive in Oriente, di cui ha seguito gli avvenimenti principali).
Io, cattolico praticante, mi sento più vicino a Tiziano Terzani.
Cicognani
Andrea
Il paradiso terrestre dei mass media e la realtà dell'orrore a New York
"Siamo stati tutti i vittime dell'illusione creata dai mass media e da certi intellettuali, convinti che con la fine della guerra fredda sarebbero cessati tutti i confitti. A parte qualche sporadico focolaio di tensione, ci
raccontavano, vivremo in un mondo diverso, più tranquillo. L'attacco all'America ci ha
riportato brutalmente alla realtà. E adesso dobbiamo
stare attenti a non commettere l'errore di limitare la responsabilità della
tragedia ad un gruppo di terroristi. Questo non ci aiuterà a risolvere un problema che ha dimensioni globali e radici profonde".
"Viviamo in un mondo complesso, costellato di
ingiustizie, tormentato dai conflitti e da differenze di cultura, interessi,
tenore di vita. Tutti fattori che continueranno a generare tensioni. La catastrofe deve indurci a riflettere, a smettere di credere nell'utopia della vita senza conflitti, ad
affrontare la realtà senza finzioni. Non vi è dubbio che il terrorismo va combattuto con ogni mezzo, ma
occorre nello stesso tempo esaminare le circostanze, i meccanismi, le disparità che favoriscono il
proliferare delle tensioni, senza sottovalutare nulla e voltando le spalle a
quell'informazione che vuol farci divertire fino alla morte".
"Televisione e giornali ci portano in casa una visione del mondo positiva. La TV, i
quotidiani, le grandi agenzie di stampa hanno ritirato i corrispondenti dalle zone calde del Terzo Mondo. Dai teleschermi sono sparite la povertà, le guerre, gli scontri fra civiltà diverse che non contribuiscono ad aumentare l'audience. A dominare è il consumismo che si guarda
bene dal disturbare la digestione del telespettatore". Il grande
reporter Ryszard Kapuscinska polacco. Intervista rilasciata al Corriere della sera del 18-09-01
Cicognani Andrea
http://digilander.iol.it/cianrabbi
Ragioniamo a sangue freddo
Vorrei esortare molti dei corrispondenti di questo forum a ragionare a sangue freddo e non sull'onda delle emozioni scatenate dal tragico avvenimento dell'11 settembre. Quando diciamo Islam, diciamo qualcosa di molto complesso e, comunque, qualcosa di diverso da Fondamentalismo Islamico e di diverso da Terrorismo. Evitiamo di mettere nel gruppo dei "delinquenti terroristi" i milioni di persone dei paesi arabi che sono moderate, lavoratori, desiderosi di pace esattamente come la maggior parte di noi occidentali (quelli onesti!). Ragioniamo poi sul fatto che la popolazione non decide mai, ma viene trascinata dai suoi governi e che se questi governi decidono di risolvere i problemi con la guerra anziché con il dialogo e le buone e oneste proposte i popoli, inevitabilmente, si odieranno. Sono nata subito dopo la seconda guerra mondiale: la guerra non risolve nulla, distrugge solamente. Distrugge case, strade, famiglie, affetti, sogni, gioventù, dignità distrugge tutto da una parte e dall'altra. Lascia solamente tante lacrime e povertà. E, una volta fatta la pace, lascia discorsi che dicono "Oggi ci troviamo qui riuniti davanti a questa lapide con migliaia di nomi di martiri della guerra per non dimenticare... per non ricadere mai più in questo orrore". Tutta la vita ho creduto in queste parole e in questi proponimenti e spero che si voglia, in questa terrificante occasione, trovare la forza per fare un esame di coscienza e capire dove sta l'errore in questa nostra "civiltà" e trovare delle soluzioni che non ci portino alla distruzione di case, strade, famiglie, affetti, gioventù, dignità da una parte e dall'altra. È ora che l'uomo faccia un salto di qualità. Non pensi solo a inventare nuove agricolture, nuovi computer, nuove macchine da guerra ecc. ecc. ma s'inventi una nuova, vera coscienza. Allora sì che sarebbe finalmente appropriato dire che l'uomo è un animale intelligente!
Silvana T.
Gli ebrei non avranno mai pace sulla terra
Il terrorismo di qualsiasi razza sia, non è un modo per risolvere le cose, tantomeno privare le famiglie dei loro cari, però io dico e lo sottolineo, gli ebrei sono il popolo maledetto da Dio e non avranno mai pace sulla terra, parole della Bibbia, perché a loro è stato permesso in passato di impadronirsi della terra dei palestinesi. Piacerebbe all'opinione pubblica se io andassi in casa loro, li scacciassi e tutte le volte che cercano di riprendersi casa li respingo a cannonate?
Marco
Orrore a New York
L'attacco terroristico agli USA mi ha impressionato e nello stesso tempo indignato. Mi ha sconvolto specialmente il pensiero di tante vite umane soppresse e soprattutto il pensiero del dolore e delle lacrime dei loro cari, delle loro mamme, dei loro bambini, dei loro coniugi. Mi ha indignato il fatto che dei vigliacchi abbiano dichiarato una guerra senza affrontare a viso aperto il nemico: il classico sasso tirato da una mano che si nasconde. Di fronte alle decine di migliaia di morti, non posso fare a meno, però, di pensare anche ai milioni di bambini che ogni anno muoiono per la fame e per le malattie per colpa di una società occidentale - di cui gli USA sono i massimi esponenti - che rappresenta solo il 20 per cento della popolazione mondiale e si appropria del 90 per cento delle ricchezze della terra. Di fronte all'atto proditorio dei terroristi mi chiedo perché tanto odio contro gli USA? Perché tanti giovani - anche capaci e preparati (sanno guidare un aereo!) - si lasciano guidare dal fanatismo religioso fino a votarsi al martirio per combattere il loro grande nemico? Da dove nasce questa fanatica e disperata avversione?
Andrea Cicognani
Non ho parole…
Non ho parole, il mio pensiero va a quelle migliaia di persone che hanno perso un proprio famigliare, ed a chi ancora è alla ricerca di un proprio caro anche in questo momento.
Giampaolo (VE)
Gloria agli USA e al pensiero occidentale
Hanno osato attaccare la nostra cultura e il nostro pensiero: la risposta degli USA sarà violentissima, devastante, risolutiva!
Gloria agli USA e al pensiero occidentale, al capitalismo che ci permette di vivere nel benessere: con tutte le nostre forze dobbiamo impegnare per farla pagare a questi delinquenti!
Siamo noi i più evoluti e rappresentiamo l'unica speranza possibile per un mondo migliore e felice: con questo orgoglio nel cuore, da uomini fermi e risoluti dobbiamo rispondere ai 10.000 morti con un attacco che cancelli il nostro nemico dalla faccia del pianeta.
Giorgio
Odio
e libertà
Ho letto alcune delle lettere e sono rimasto sconvolto...
In fondo molti dei Vs. scrittori non sono differenti dagli attentatori. Non hanno nessun rispetto per la vita umana, ne per la civiltà che li ha, che a loro piaccia o no, cresciuti.
Se pensano che questo schifoso mondo occidentale non faccia per loro, il che è
perfettamente nei loro diritti (almeno in questa parte del mondo) consiglio di fare un
viaggetto in quei posti dove avere opinioni, religioni e culture differenti non è tollerato, ma un viaggetto che non preveda il ritorno in queste terre sicure.
La libertà è un bene il cui valore si comprende solo nel momento in cui ci viene "veramente" tolto. Ma è molto facile dire odio quelli, odio quegli altri, chi odia è un portatore di morte, almeno ci rifletta sopra, e poi se condivide certi mezzi, vada a
sostenerli in prima persona, senza approfittare della civiltà che disprezza, e che pretende, comunque, di utilizzare, se non addirittura di condizionare.
Luca
(Pesaro)
Fanatismo al limite
umano
Incredibile, il mondo occidentale è stato messo sotto un durissimo attacco terroristico, un atto di disumana
ferocia. Non penso che esistano aggettivi per quantificare una tragedia simile.
La cosa più drammatica è che ci si trova a difendersi da un nemico che non ragiona su basi razionali ma su ideologie
di fanatismo al limite umano. Non esistono antidoti per curare persone malate di " Follia fanatica".
Purtroppo il motto che dice "Meglio ragionare che combattere" in
questi casi non serve assolutamente a nulla, l'islam (da sempre) nemico dell'occidente non ha nessun intenzione di fermarsi; chi mette fine alla vita di migliaia di persone innocenti, non
può che non avere nessun limite immaginabile pei i propri scopi.
Ora, l'unica cosa sarà sedere come gli Stati Uniti reagiranno a una simile devastazione.
E vedremo come tutto il mondo occidentale saprà organizzarsi....
Mattia
Chi semina vento raccoglie
tempesta!
Sono addolorato per le migliaia di vittime degli attentati a New York e Washington, ma prima o poi qualcosa
sarebbe successo. Alcuni si meravigliano perché gli USA vengono presi così di mira. Farebbero bene a leggere la storia dell'ultimo secolo e scoprire come i vertici politici, la CIA, il potere americano ha praticamente bloccato il mondo. Vorrei ricordare che l'ex segretario di Stato americano Henry
Kissinger, insignito per un premio nobel per la
pace (!), è stato fra gli organizzatori del golpe che rovesciò in Cile il presidente Allende e portando Pinochet al potere. Ma potremmo parlare del Nicaragua, di Cuba, dell'Argentina, del Brasile, dell'Iraq. Non si può portare avanti una politica dell'odio e della forza e poi credere che nessuno ti toccherà mai. Chi semina vento raccoglie tempesta.
Piango le vittime ma non gli USA.
tarab
Bush
il cow-boy
Io sono con le minoranze e ho sempre appoggiato la causa dei paesi schiacciati dall'imperialismo USA. Mi sta sulle palle quell'aria da cowboy di
Bush: "scoveremo e puniremo", ma scusa, fin'ora ti sei interessato delle porcate che facevano in Algeria o in
Afghanistan? Perché ragazzi, sono bastardate. Ma agli Stati Uniti non è mai sbattuto niente,
perché non erano chiamati in causa i loro interessi. Devo solo dire però, che oggi sono davvero rimasta di merda
perché adesso c'è da aver paura. Bush è il classico John Wayne che prende il fucile e si lancia a cavallo
per far vedere che è il più forte. Hanno esagerato con questo attentato, anche
perché penso a tutte le persone che ci hanno rimesso la pelle.
Ma nemmeno dimentico tutti i morti che hanno fatto gli
USA in Vietnam, all'embargo di Cuba, alla bomba che hanno lanciato in Giappone e via dicendo...
Gaia
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