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I.P.A.B. - A.P.S.P.

Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza

(a cura del dott. Giovanni Soliani)

        

         

 

          

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A.P.S.P.

(Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona)

   

 

Con la legge 8 novembre 2000 n. 328, sono stati delineati i nuovi criteri per l’emanazione della riforma delle I.P.A.B. Secondo quanto afferma infatti l’art. 10 della legge 328/2000, il Governo è delegato ad emanare un decreto legislativo recante una nuova disciplina delle istituzioni pubbliche d’assistenza e beneficenza, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:

a)definire l’inserimento delle I.P.A.B. che operano in campo socio-assistenziale nella programmazione regionale del si­stema integrato d’interventi e servizi sociali, prevedendo anche modalità per la partecipazione alla programmazione;

b)prevedere, nell’ambito del riordino della disciplina, la trasformazione della forma giuridica delle I.P.A.B. al fine di garantire l’obiettivo di un’efficace ed efficiente gestione, assicurando autonomia statutaria, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica compatibile con il mantenimento della personalità giuridica pubblica;

c)prevedere l’applicazione alle I.P.A.B. di un regime giuridico del personale di tipo privatistico e di forme contrattuali coerenti con la loro autonomia, nonché di forme di controllo relative all’approvazione degli statuti, dei bilanci annuali e pluriennali, delle spese di gestione del patrimonio in materia d’investimenti, delle alienazioni, cessioni e permute, nonché di forme di verifica dei risultati di gestione, coerenti con la loro autonomia;

d)prevedere la possibilità della trasformazione delle I.P.A.B. in associazioni o in fondazioni di diritto privato fermo restando il rispetto dei vincoli posti dalle tavole di fondazione e dagli statuti, tenuto conto della normativa vigente che regolamenta la trasformazione dei fini e la privatizzazione delle I.P.A.B., nei casi di particolari condizioni statutarie e patrimoniali;

e)prevedere che, le I.P.A.B. che svolgono esclusivamente attività d’amministrazione del proprio patrimonio adeguino gli statuti, entro due anni dalla data d’entrata in vigore del decreto legislativo, nel rispetto delle tavole di fondazione, a principi d’efficienza, efficacia e trasparenza ai fini del potenziamento dei servizi; prevedere che negli statuti siano inseriti appositi strumenti di verifica della attività d’amministrazione dei patrimoni;

f) prevedere linee d’indirizzo e criteri che incentivino l’accorpamento e la fusione delle I.P.A.B. ai fini della loro riorganizzazione;

g)  prevedere la possibilità di separare la gestione dei servizi da quella dei patrimoni garantendo comunque la finalizzazione degli stessi allo sviluppo e al potenziamento del sistema integrato d’interventi e servizi sociali;

h) prevedere la possibilità di scioglimento delle I.P.A.B. nei casi in cui, a seguito di verifica da parte delle Regioni o degli enti locali, risultino essere inattive nel campo sociale da almeno due anni ovvero risultino esaurite le finalità previste nelle tavole di fondazione o negli statuti; salvaguardare, nel caso di scioglimento delle I.P.A.B., l’effettiva destinazione dei patrimoni alle stesse appartenenti, nel rispetto degli interessi originari e delle tavole di fondazione o, in mancanza di disposizioni specifiche, a favore, prioritariamente, d’altre I.P.A.B. del territorio o dei Comuni territorialmente competenti, allo scopo di promuovere e potenziare il sistema integrato d’interventi e servizi sociali;

i) esclusione di nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Spetta poi alle Regioni adeguare la propria disciplina ai principi del decreto legislativo.

Con il D.Lgs. 4 mag­gio 2001, n. 207 di riordinamento del sistema delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, a norma dell’art. 10 della legge 8 novembre 2000, n. 328, il Governo emana, dopo oltre cento anni, la nuova legge di riforma che costituisce il nuovo assetto normativo di queste istruzioni.

Il provvedimento è ispirato alle più recenti leggi di riforma della pubblica amministrazione, che prevedono la separazione fra organi di governo, che esercitano le funzioni d’indirizzo, definendo gli obiettivi ed i programmi dalle funzioni gestionali, attribuite al direttore. È altresì previsto la trasformazione delle I.P.A.B. in aziende di servizi sull’esempio degli enti pubblici non economici (es. A.S.L., università, camere di commercio, ecc.) e la formulazione di bilanci annuali e pluriennali su modelli analoghi a quelli per gli enti non profit (fondazioni, enti lirici, cooperative sociali, enti di formazione professionale, ecc.).

Il decreto è così suddiviso:

-          Capo 1 Disposizioni generali (artt. 1-4);

-          Capo 2 Aziende di servizi (artt. 5-15);

-          Capo 3 Persone giuridiche di diritto privato (artt. 16-18);

-          Capo 4 Fusioni (art. 19);

-          Capo 5 Disposizioni varie (artt. 20-22).

Il nuovo decreto legislativo di riordino delle I.P.A.B. pone una prioritaria differenza fra quelle istituzioni che operano nel campo socio assistenziale e quelle che operano in settori diversi (es. formazione, convitti, conservatori, eremi, ritiri, ecc.). I primi, trasformati in aziende di servizi, sono inseriti nel sistema integrato d’interventi e servizi sociali, gli altri sono privatizzati oppure trasformati in enti pubblici o privati disciplinati da specifiche norme.

Al riguardo l’art. 2 del D.Lgs. 207/2001 recita “le istituzioni di cui al presente decreto legislativo che operano prevalentemente nel campo socio-assistenziale anche mediante il finanziamento di attività e interventi sociali realizzati da altri enti con le rendite derivanti dalla gestione del loro patrimonio sono inserite nel sistema integrato di interventi e servizi sociali di cui all’articolo 22 della legge, nel rispetto delle loro finalità e specificità statutarie”.

 

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