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TRAFFICO E SMOG FATALI PER I CARDIOPATICI

 

La ricerca medica sostiene da tempo che l'inquinamento atmosferico costituisce una minaccia per la salute ed è responsabile - tra le altre cose - di attacchi d'asma e di malattie al cuore e ai polmoni. Uno studio appena pubblicato su "Circulation", la rivista dell'American Heart Association, svela come l'aumento dell'inquinamento accresce anche il rischio di essere colpiti da un infarto.

 

Poche ore trascorse in mezzo al traffico e alle emissioni nocive sprigionate dai tubi di scappamento di auto e motorini aumentano considerevolmente e immediatamente il rischio di attacco cardiaco. Il giorno seguente a quello in cui si è stati esposti all'aria inquinata, le probabilità di essere colpiti da infarto restano sempre molto alte, anche se inferiori a quelle del giorno precedente.

 

Lo studio condotto dai ricercatori americani è stato effettuato su 772 individui residenti nell'area di Boston che pochi giorni prima erano scampati ad un infarto. Gli studiosi hanno analizzato quando sono cominciati i sintomi della malattia e li hanno rapportati al livello di inquinamento nell'aria in quei giorni, rilevato da stazioni collocate in tutta l'area cittadina.

 

Lo screening ha scoperto che, essendo piccolissime, le particelle nocive contenute nell'aria inquinata riescono a oltrepassare la barriera di difesa dell’organismo e raggiungere i sacchi d'aria dei polmoni, dando così inizio ad una risposta infiammatoria.

 

A rischio di infarto causato dall'inquinamento non sono tanto i giovani che godono di buona salute, quanto i soggetti che già patiscono problemi cardiaci e che nelle giornate caldo-umide, in cui la quantità di inquinamento è più elevata, dovrebbero sottrarsi dal trascorrere molto tempo fuori di casa.

 

In casa, inoltre, gli scienziati suggeriscono di utilizzare in ogni caso un condizionatore d'aria, per allontanare l'aria inquinata, assicurandosi, oltre a ciò, che i filtri siano sempre ben puliti.

 

Purtroppo, allontanarsi dalle città credendo di riuscire ad evitare l'inquinamento, non rappresenta una soluzione, in quanto gli agenti atmosferici possono trasportare le particelle dell'inquinamento fino a migliaia di chilometri di distanza. Infatti, i livelli di monossido di carbonio riscontrati nell'atmosfera dimostrano che gli agenti inquinanti non rispettano i confini territoriali. Le concentrazioni di fumo prodotto dai roghi delle foreste in Africa e America latina raggiungono l'Australia, gli scarichi delle fabbriche del Sud-Est asiatico il Nord America. Da ciò si deduce chiaramente che l'inquinamento atmosferico è molto più di un problema locale, è una questione globale.


  

Marco Fasolino

 

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