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NUOVO FARMACO CONTRO I TUMORI

 

L'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha messo a punto due armi per la lotta contro il cancro: un test per diagnosticare precocemente il tumore al polmone ed un farmaco molto efficace che non comporta effetti collaterali.

Il test per diagnosticare precocemente le neoplasie polmonari, interesserà principalmente i fumatori, i cosiddetti soggetti fortemente a rischio di sviluppare il cancro ai polmoni, una tra le maggiori cause di morte dei paesi industrializzati.
Ogni anno, infatti, in Europa, si registra un'incidenza di 150 mila nuovi casi, dei quali 35 mila solamente in Italia. 

Questa forma di tumore è molto grave e, con i metodi diagnostici e terapeutici di oggi, la sopravvivenza è soltanto del 15%, ed aumenta all'80% a cinque anni dall'intervento chirurgico, se viene diagnosticato allo stadio iniziale. I pazienti in cui è possibile scoprire la patologia con l'esame citologico dell'espettorato o con una broncoscopia sono davvero molto rari: l’uno per cento. È facilmente comprensibile, dunque, l'importanza del test realizzato da Gabriella Sozzi, responsabile dell'Unità di Citogenetica Molecolare, al centro dello studio pubblicato ora sulla prestigiosa rivista Cancer Research.

Questo test scopre la neoplasia polmonare analizzando il DNA in circolo nel plasma, il cui aumento, nei forti fumatori, può rappresentare un fattore di rischio e determinare il ricorso ad altri esami clinici e strumentali. “Molte delle alterazioni molecolari presenti nel tumore polmonare - spiega Gabriella Sozzi - quali attivazioni di geni dominanti, inattivazione di geni oncosoppressori ed alterazioni di microsatelliti, si riscontrano già nelle lesioni preinvasive e nella mucosa bronchiale sana del tratto respiratorio”. Un risultato a cui la studiosa milanese è giunta esaminando 84 pazienti con cancro polmonare dell'Unità Operativa di Chirurgia Toracica e 43 persone sane, donatori di sangue dell'Istitituto.
Il primo gruppo mostrava valori di DNA circolante nel plasma almeno dieci volte maggiori rispetto al secondo. Nei 38 pazienti seguiti durante il follow-up dopo l'asportazione del tumore, si è visto che i livelli di DNA si abbassavano significativamente, fino a raggiungere un valore simile a quello dei soggetti sani. Aumentava, invece, sino a venti volte in quei malati che mostravano una ripresa della neoplasia o localizzazioni metastatiche. "Le variazioni nei livelli di DNA circolante nel plasma indicano pertanto - dichiara la dottoressa Sozzi - lo stato clinico del paziente. In questi pazienti si sono riscontrate nel DNA circolante le stesse alterazioni genetiche che erano presenti inizialmente nel tumore, confermando la presenza di DNA tumorale nel plasma".

Anche il nuovo medicinale scoperto dal team guidato da Franco Zumino, responsabile dell'Unità di Farmacologia Antitumorale Preclinica all'Istituto Milanese può rivelarsi utile per la terapia del tumore polmonare. Un farmaco che si rivela utile anche contro i tumori gastrointestinali, i glioblastomi ed i melanomi. Si tratta dell'ST1481, una serie di camptotecine. A differenza di altri agenti citotossici, le camptotecine, che sono composti di origine vegetale, sono farmaci altamente specifici per il loro bersaglio intracellulare, la topoisomerasi I, un enzima importantissimo per le funzioni del DNA. Il nuovo farmaco ha evidenziato un'attività antitumorale molto più grande di quella dei composti della stessa classe ed un'efficacia notevole nelle neoplasie resistenti. Altri due aspetti, tutt'altro che irrilevanti, infine, sono la scarsa tossicità e l'elevato assorbimento intestinale che permettono la somministrazione orale. Una circostanza, questa, particolarmente rara nei farmaci chemioterapici.


 

Marco Fasolino

DALL'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM


 

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