Di fenomeni magnetici si è lungamente parlato fin dal più lontano passato. Sia in Oriente che tra gli Egiziani si
trovano segni di cure attuate con i magneti. Da millenni, presso molti popoli, è nota l'azione sedativa, rilassante, di scarico e di
svuotamento prodotta dal Polo Nord e l'azione di tensione, di forza e di energia prodotta dal Polo Sud.
Negli ultimi trent'anni considerevoli dati di letteratura hanno avallato le importanti applicazioni cliniche e
terapeutiche dei campi magnetici. La magnetoterapia classica usa campi magnetici pulsanti a bassa frequenza,
mediante i quali è possibile ottenere un effetto antalgico su molte sintomatologie dolorose.
L'impiego dei campi magnetici in medicina è piuttosto diffuso, anche se poco noto. Il suo principale utilizzo
si riscontra nell'accelerare la calcificazione ossea, ma anche, per esempio,
nell'artrosi.
Il Professor Paul Rosch, Medico e Psichiatra al New York Medical College e Presidente
dell'American Institute
of Stress, in un'intervista indica la strada della medicina elettromagnetica come la più promettente. Egli
afferma di essere convinto che molti dei dispositivi che si utilizzano attualmente basati sui principi della
magnetoterapia ed evoluti in biorisonanza magnetica, sostituiranno i farmaci tradizionali nel trattamento dello
stress e delle malattie collegate, come depressione, ansia e persino disturbi neurologici come Alzheimer e
Parkinson.
L'evoluzione di questa forma di terapia è basata sul fatto che il corpo umano non è solo un equilibrio elettro-biochimico,
ma anche un equilibrio elettromagnetico. Fino ad oggi, per influire sul corpo era indispensabile modificare parametri
o biochimici o elettrici, ora, alla luce delle nuove scoperte che confermano la concezione bioenergetica
dell'antica medicina cinese, è sufficiente la somministrazione di impulsi elettromagnetici di bassa intensità e
bassa frequenza, per indurre le motivazioni desiderate.
"Sappiamo che gli organismi viventi - afferma ancora il Professor Rosch - sono percorsi da correnti elettriche a
bassa intensità, che a loro volta generano deboli campi magnetici. Questi ultimi possono essere influenzati, positivamente o negativamente, da campi magnetici naturali o artificiali, statici o variabili nel tempo. Sono fenomeni che conosciamo bene, tanto è vero che siamo in grado di diagnosticare l'epilessia o l'infarto attraverso le anomalie di un elettroencefalogramma o di un elettrocardiogramma. E allora, perché non dovrebbe essere possibile fare il contrario? In altre parole, perché non possiamo ripristinare uno stato di salute riassestando gli squilibri di energia elettrica o elettromagnetica? In fondo, i farmaci servono proprio a ripristinare degli equilibri chimici perduti con la
malattia".
Ecco allora che, malattie somatiche, ma anche intossicazioni croniche e
disturbi psichici, sono alterazioni del
circuito di regolazione psico-somato-energetico e, mentre di
solito il medico si inserisce nel circuito trattando
l'ultima causa acuta che fa comparire il sintomo con i
farmaci, ora può intervenire con la biorisonanza magnetica.
Alcuni sintomi abituali della cosiddetta Sindrome da carenza di campo magnetico biologico (termine coniato da ricercatori giapponesi che adattano la biorisonanza da molti anni) sono
rigidità alle spalle, alla schiena, alle vertebre
cervicali, crampi notturni, dolori mestruali,
emicrania, mani e piedi freddi, impotenza,
ipotensione, formicolio
all'estremità degli arti inferiori e superiori, stitichezza abituale,
nevralgie, esaurimenti nervosi e vari disturbi
circolatori.
È tipico che in caso di carenza di campo magnetico, non si riesca a trovare una causa specifica dei fastidi, che
continuano a perdurare, malgrado le diverse cure, senza migliorare e persistono anche dopo che le malattie sono
state superate, se non si interviene con una terapia specifica di riequilibrio elettro-magnetico come la
biorisonanza.
Inoltre è indicata nei casi in cui è utile stimolare il rinnovo dei tessuti dopo eventi dannosi di varia natura,
come traumi, contusioni, fratture, interventi
chirurgici, piaghe da decubito. Altre situazioni sono la cura di
ulcere cutanee di origine vascolare nei diabetici, il recupero funzionale di nervi
lesi, la riduzione di cicatrici cutanee.
La biorisonanza promuove quindi un miglioramento di tutti i fenomeni riparatori con netta
azione antinfiammatoria, antiedematosa, biorigenerante e
antalgica senza effetti collaterali.
L'azione benefica è esaltata anche dal fatto che, grazie alla bassissima intensità utilizzata (al di sotto del campo
magnetico terrestre) può essere applicata a tutti, anche portatori di protesi e
fissaggi ortopedici, anche
immediatamente dopo qualsiasi intervento, sia per alleviare il dolore che per il riassorbimento dell'edema e per
accelerare il recupero funzionale.
Marco Fasolino