La sofisticata tecnica, ricca di promesse per la ricerca sul
cancro, è stata denominata ''trappola genica''. La nuova
procedura, descritta in uno studio pubblicato su Nature Biotechnology di
Giugno, è stata messa a punto dall'equipe del dottor Enzo Medico
sotto la direzione del prof. Paolo Comoglio, dell'Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo (Torino), in collaborazione
con scienziati statunitensi del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle (Stati Uniti).
La nuova tecnica biomedica sfrutta un virus opportunamente modificato attraverso l'ingegneria genetica per "marcare"
le cellule attraverso una sequenza fluorescente che si infiltra nel Dna cellulare, inserendosi accanto a un gene a
caso (diverso per cellule diverse) e illuminandosi non appena il gene vicino cambia il suo stato di attivazione.
Puntando "i riflettori" contro i geni "ribelli", i ricercatori torinesi hanno quindi trovato il modo di individuare
il preciso momento in cui questi avviano il processo neoplastico.
"Abbiamo ideato questa trappola per identificare i geni responsabili dell'invasività tumorale - spiega il dottor Medico - ma in realtà questa metodica può essere applicata allo studio di altri importanti processi biologici che
comportano una cambiamento nello stato di attivazione dei geni".
La trappola genica ha reso possibile finora l'isolamento di una serie di geni che si attivano quando la cellula
invade i tessuti circostanti. La ricerca ora continua nel tentativo di identificare i geni "intrappolati".
"È solo un primo passo - commenta il prof. Comoglio - ma segna l'inizio della lotta al cancro con le nuove armi della ricerca post-genomica, sviluppatasi dopo il recente completamento della sequenza del genoma umano".
Lo scienziato ha annunciato anche la creazione presso l'Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo
di un laboratorio dedicato a questa ricerca. La nuova tecnologia messa a punto dai ricercatori torinesi, a detta
degli stessi, ha suscitato grande interesse nel corso del primo Congresso mondiale sullo studio "genomico" del
cancro, tenutosi recentemente a Tucson, in Arizona (USA).
Marco Fasolino