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IL 70% DEGLI ITALIANI RISCHIA MALATTIE CARDIACHE

 

Da un'indagine condotta dall'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare Italiano, presentato recentemente a Firenze dall'Associazione nazionale dei cardiologi ospedalieri (Anmco), è risultato che il 70 per cento degli italiani rischia come minimo una malattia cardiovascolare, ma ad essere coscienti di ciò sono pochissimi e soltanto il 15 per cento di questi si cura. Neppure coloro che hanno già avuto un infarto adottano uno stile di vita più consono al loro stato di salute: il 30 per cento dei infartuati, infatti, non rinuncia al fumo e il 40 per cento non tiene sotto controllo il colesterolo. A causa del crescente rischio costituito dalle malattie cardiache, gli specialisti suggeriscono l’esecuzione di una rete di ambulatori per la prevenzione: il progetto è già in fase avanzata e fra breve saranno in funzione le prime 250 strutture.

L'Anmco ha sostenuto, oltre a ciò, la nascita della Heart Care Foundation, un'associazione no-profit dedita alla ricerca scientifica e all'educazione alla salute, attraverso la quale la prevenzione delle malattie cardiovascolari entrerà nelle scuole. Infatti, l'associazione ha recentemente firmato un protocollo d'intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione che prevede la nascita di un centro di documentazione on line e di rete territoriale, corsi di formazione e altre attività che coinvolgano genitori e studenti per educarli agli stili di vita più idonei.

 

Una larga fascia della popolazione italiana, secondo lo studio dell'Anmco è, infatti, a rischio sotto diversi aspetti. Il 30 per cento soffre di ipertensione arteriosa, ma oltre la metà degli uomini e un terzo delle donne ne è all'oscuro. Il 60 per cento degli italiani, inoltre, ha, secondo gli esperti, valori troppo alti di colesterolemia.

 

Fra le principali cause della forte diffusione di malattie cardiovascolari vi è lo stile di vita: cibo in eccesso, innanzitutto. Nel '94 era in sovrappeso il 7,5 per cento della popolazione maschile e il 7 per cento di quella femminile. Oggi quei dati sono raddoppiati per gli uomini (14 per cento) e addirittura triplicati per le donne (20 per cento).

La consuetudine al fumo è aumentata nel sesso femminile (22 per cento) ed è solo leggermente diminuita nel sesso maschile (33 per cento): va dunque riducendosi la differenza tra uomini e donne, ma solo perché queste ultime, purtroppo, fumano più di prima. A chiudere un quadro generale che gli specialisti giudicano piuttosto preoccupante è un altro dato: il 40 per cento degli italiani non fa alcuna attività fisica durante il tempo libero.

Nell’Italia Meridionale le percentuali sono anche peggiori, principalmente per le donne: al Sud il 29 per cento delle donne è obeso, contro il 14 per cento delle donne del Nord e il 17 di quelle del Centro. Solo il 35 per cento delle donne meridionali cura l'ipertensione, contro il 44 per cento delle donne del Nord Italia.

Un primato negativo tocca invece alla popolazione maschile del Sud: nel Meridione fuma il 35 per cento degli uomini contro il 32 per cento del Centro e il 27 per cento del Settentrione.

Ci sono poi fattori occasionali che incidono sulle conseguenze peggiori delle malattie cardiovascolari, come ad esempio l'infedeltà al proprio partner, che costituisce un fattore di rischio per chi già soffre di malattie cardiovascolari, in quanto, in un rapporto con un partner occasionale aumenta notevolmente lo stress.

 

Marco Fasolino

 

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