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CUORE: è ARRIVATA LA CARTA DI IDENTITà

 

In Italia, come in tutti i paesi industrializzati, le malattie cardiovascolari, rappresentano di gran lunga la prima causa di morte. Infatti, nel nostro paese si registrano ogni anno non meno di 100 mila nuovi casi di malattia coronarica e 130 mila di ictus cerebrale.

 

La prima Carta Italiana del Rischio Cardiovascolare, una tabella del cuore, offre la possibilità per milioni di malati italiani, di conoscere,  su basi scientifiche, il rischio che una persona, che non ha mai avuto manifestazioni cliniche di tipo cardiovascolare, ha di morire improvvisamente o di essere colpita per la prima volta da infarto o da ictus, accrescendo, in questo modo, le possibilità di prevenire.

 

Infatti, incrociando un certo numero di informazioni (età, sesso, diabete, fumo, pressione e colesterolo) si scopre se e in quale percentuale un individuo che non ha mai avuto manifestazioni cliniche di tipo cardiovascolare, rischia di andare incontro nei successivi 10 anni a una patologia del cuore o del cervello: infarto al miocardio, morte improvvisa, interventi sulle coronarie o ictus. 

 

Questa nuova "Carta" del rischio, verrà distribuita gratuitamente dai cardiologi e dai medici di famiglia italiani. Essa consiste in una serie di tabelle formate da caselle colorate: una volta individuata la tabella relativa alla propria classe di età e alla propria condizione (diabetico o fumatore) e identificato il proprio sesso, basta posizionarsi sulla casella corrispondente ai valori della pressione e del colesterolo per conoscere attraverso una scala cromatica le probabilità di incorrere in infarto o ictus nei prossimi dieci anni: verde se il rischio è inferiore al 3%, giallo se è pari al 3-4%, arancione fino al 9%, rosso dal 10 al 19%, rosso scuro dal 20 al 39%, viola oltre il 40%.

 

Questa non è né la prima né l’unica carta realizzata per misurare il cuore, ma è la prima e l’unica con una caratteristica che la distingue dalle precedenti versioni. Prende in considerazione, infatti, sia gli eventi cardiaci che quelli cardiovascolari, avendo come riferimento il paziente italiano e non quello americano o inglese, come nelle tante tabelle in circolazione e permette di confrontare il proprio rischio cardiovascolare con quello medio della popolazione italiana. Questo strumento tiene conto, infatti, di circa 10.000 persone di entrambi i sessi, osservati in tre diverse città italiane per un periodo che va da un minimo di 5 a un massimo di 25 anni. Il rischio è suddiviso in assoluto (indica la possibilità di sviluppare nei prossimi 10 anni un problema cardiovascolare importante) e relativo (rapportato al rischio di un italiano medio, di stesso sesso e età).

 

Nel caso in cui dalla tabella vengano fuori dati preoccupanti per il paziente, il medico consiglierà di modificare determinati comportamenti: niente sigarette se il fumo è tra i fattori segnalati, dieta e, se necessario, farmaci se i valori del colesterolo destano qualche preoccupazione.

 
In linea generale, ricordano i cardiologi, la popolazione italiana è più protetta rispetto ai nordeuropei e agli americani e questo grazie a un tipo di alimentazione ricca di frutta e verdura e arricchita, dalle virtù benefiche del vino rosso. Fra uomini e donne, queste ultime hanno minori probabilità di ammalarsi per una questione ormonale. Poi, superati i 75 anni e andando verso gli 80, i due sessi tornano sullo stesso piano.

 

Marco Fasolino

 

 

 

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