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Tra gli appuntamenti fissi della stagione invernale vi è sicuramente l'influenza, come sempre puntuale intorno a Natale. Il virus responsabile dell'epidemia 2001, soprannominato la "russa", è del tipo H3N2 e non dovrebbe essere particolarmente aggressivo, ma già si calcola che metterà a letto circa due milioni di persone, soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione, anziani e bambini in primo luogo.
Per la lotta preventiva contro le nuove sindromi influenzali è già partita la campagna di vaccinazione. Da lunedì primo ottobre, infatti, come ha annunciato qualche giorno fa il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, il vaccino antinfluenzale è disponibile in farmacia e presso tutti i centri vaccinali delle Aziende Sanitarie Locali (circolare n° 13 del 6 giugno 1995), gratuito per tutte le persone a rischio, in primo luogo gli anziani.
L'influenza rappresenta un serio problema epidemiologico per la sua ubiquità, contagiosità, la mutabilità antigenica dei virus influenzali e le possibili gravi complicazioni. È una malattia virale, cioè provocata da virus. Non esiste un solo virus dell'influenza, bensì molti virus diversi che appartengono a tre famiglie: A, B e C. Però, a differenza di altre malattie virali, per l'influenza non vale il principio per cui se si contrae la malattia una volta poi si resta immunizzati. Questo avviene perché i virus, soprattutto quelli del tipo A, tendono a cambiare in modo più o meno rilevante ogni anno.
Generalmente la malattia esordisce con febbre (38 - 39°), mal di testa, brividi e perdita dell'appetito; poi subentrano la tosse, i dolori al torace e l'arrossamento della gola e tende a risolversi spontaneamente nel giro di pochi giorni.
L'influenza si può prevenire attraverso il vaccino antinfluenzale e va ripetuto ogni anno, in quanto, come già accennato, i virus, sia pure di poco, cambiano di anno in anno. L'efficacia del vaccino è di circa il 70 per cento, ma anche quando non si evita il contagio, le manifestazioni della malattia sono più contenute e, quindi, il disagio è minore. Secondo alcune recenti indagini, si è visto che negli anziani vaccinati le complicanze si riducono del 69 per cento, e i ricoveri fino al 34%.
La prima volta il vaccino va somministrato in due tempi, a un mese di distanza; mentre per chi si è già sottoposto a vaccinazione lo scorso anno è sufficiente un'unica dose. Si tratta di un'iniezione che agli adulti viene praticata nel deltoide (nel petto), il muscolo triangolare che consente di alzare il braccio, e ai bambini di età inferiore a 12 anni nella coscia, in quanto nei glutei la puntura non è altrettanto efficace. Il vaccino antinfluenzale non ha effetti indesiderati di sorta, se non per le persone che soffrono di allergia alle proteine dell'uovo (che vengono impiegate nella preparazione del vaccino stesso). Le donne in gravidanza possono tranquillamente vaccinarsi, anzi, spesso è opportuno che lo facciano.
Ma non c'è necessità di affrettarsi, in quanto ci si può benissimo vaccinare da metà ottobre a quasi tutto novembre, perché l'epidemia è attesa, come tutti gli anni, da dicembre a marzo.
Tra gli effetti collaterali riferiti più frequentemente dopo la somministrazione del vaccino antinfluenzale vi è presenza di dolore, eritema, tumefazione nel punto dove il vaccino è stato iniettato. Altre reazioni indesiderate riferite con frequenza, soprattutto in persone mai vaccinate in precedenza, consistono in malessere generale, febbre, mialgie con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione, e della durata di uno o due giorni.
Per le categorie più a rischio, quali bambini, anziani oltre i 64 anni, soggetti a malattie croniche dell'apparato respiratorio, circolatorio, uropoietico, emopoietico, diabetici e ipertesi, il vaccino sarà disponibile gratuitamente presso le Asl e i medici di base. Ma il servizio sanitario fornirà il vaccino a spese dello Stato anche a coloro che sono addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e a chi assiste soggetti ad alto rischio.
Per tutti coloro che decideranno di non vaccinarsi, la prevenzione, invece, resta quella di sempre. Evitare i luoghi affollati nel periodo dell'emergenza, lavarsi spesso le mani, aerare gli ambienti, fare scorta di vitamina C attraverso pompelmi, arance e limoni che offrono una buona protezione naturale. Non tutti infatti sono a favore del vaccino antinfluenzale che secondo uno studio olandese è efficace solo nel 20% dei casi e potrebbe avere pesanti effetti collaterali. Vaccino o non vaccino, comunque, i sintomi restano sempre gli stessi: brividi, dolori muscolari, diarrea, tosse e febbre. E una volta in presenza di questi sintomi, resta solo una cosa da fare: mettersi a letto e chiamare il medico.
Marco
Fasolino
(3/10/2001)
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