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L'obesità
è una delle patologie più diffuse nel mondo occidentale e
si calcola che gli affetti da tale malattia siano
circa 300 milioni. In America il 55 per cento della
popolazione adulta è in sovrappeso, il 23 per cento
francamente obeso ed un bambino su cinque viene preso in
cura da un dietologo. Ma il problema non risparmia l'Europa,
che nei prossimi anni si troverà ad affrontare un'epidemia
di diabete e malattie cardiovascolari, conseguenza diretta
dell'obesità, sempre più diffusa in tutte le fasce d'età,
compresa quella infantile. Infatti, l'obesità è già una
realtà per il 10-20 per cento degli uomini e per il 10-25
per cento delle donne che vivono in Europa.
In Italia, secondo il rapporto sull'obesità dell'Istituto
Auxologico Italiano, un adulto su tre è in sovrappeso
(33,4%) e il sud supera il nord. Per quanto riguarda
l'obesità vera e propria, invece, si va dal 9 per cento
del nord Italia al 12 per cento del sud. Il che significa
che più o meno 17 milioni di italiani sono in sovrappeso, e
quasi cinque milioni sono obesi. Nel triennio '94-‘97
l'incremento è stato del 25% e i dati lasciano prevedere
una crescita costante. Aumentano anche i super obesi, coloro
che superano i 130 chili, tanto che studi e ambulatori
dietetici, per seguire questi pazienti, sempre più
numerosi, sono costretti ad acquistare bilance ad hoc.
Ed
è proprio prendendo a riferimento questi dati che, in
occasione dell’Obesity Day, la giornata nazionale contro
l'obesità promossa dall'Adi (Associazione italiana
dietetica), il ministro della salute, Girolamo Sirchia, ha
affermato che gli italiani dovrebbero evitare di mangiare in
maniera smisurata, evitando così l’obesità, inestetica e
pericolosa. Il Ministro ha criticato soprattutto le
abitudini alimentari a partire dal supermercato, spiegando
come sia rischioso mangiare troppo e riempire il carrello di
dolci e cibi grassi che non allungano certo la vita ma, al
contrario, la riducono fortemente.
La
battaglia contro l'obesità per il ministro passa attraverso
la cultura e l'informazione. Lo svago dell’italiano non
deve essere quello di andare a mangiare fuori, e chi lo fa
in continuazione deve cambiare abitudine per vivere meglio.
Il
presidente dell'Ansisa (Associazione Nazionale degli
specialisti in Scienza dell'alimentazione), Michele Carruba,
ha dichiarato che le malattie cardiovascolari, molto spesso
legate al peso eccessivo, sono ormai diagnosticabili preventivamente, controllando i fattori di rischio, tra cui
l’obesità. Il sovrappeso - ha aggiunto Carruba - costa
44.300 miliardi ogni anno, di cui ben 21.350 a carico del
servizio pubblico.
Secondo
gli esperti, l'obesità va considerata alla stregua di una
vera e propria patologia. “Come il diabete, si tratta di
una malattia cronica in cui il sovrappeso è soltanto un
sintomo”. E se eliminare con un farmaco l'iperglicemia non
significa aver curato il diabete (perché se si sospende la
terapia la glicemia risale), così per chi è obeso non
basta perdere chili, perché si elimina solo un sintomo, ma
la malattia di fatto rimane.
Marco
Fasolino
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