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È stato effettuato all'Istituto
di Cardiologia dell'ospedale civile di Padova un
eccezionale intervento chirurgico. Oltre 600 milioni di
cellule staminali sono state trapiantate, attraverso 30
iniezioni, in aree diverse del cuore, ad un paziente
cardiopatico di 70 anni. L'intervento, il primo al mondo di
questo tipo, è avvenuto a torace aperto e in circolazione
extracorporea ed è stato eseguito dall'equipe diretta dal
prof. Gino Gerosa. Le cellule staminali sono state prelevate
dal midollo osseo del paziente stesso, reimpiantandole poi
nel suo cuore, in modo da andare a rimpiazzare le cellule
miocardiche morte per mancanza d'ossigeno durante l'infarto
che aveva colpito l'uomo tempo fa, con la formazione di
tessuto cardiaco sano, permettendo in questo modo la
rigenerazione della parete muscolare danneggiata
dall'infarto. Il paziente soffriva di una evidente
diminuzione della capacità contrattile del miocardio e
sopravviveva solamente grazie ad un pacemaker.
L'intervento ha avuto inizio con il
prelievo del midollo da un osso del bacino (cresta iliaca).
Il materiale organico è poi stato processato e selezionato
in provetta, e trasportato al reparto di oncoematologia
pediatrica dell'ospedale padovano. Lì le cellule staminali
sono state separate attraverso un processo chimico di
sedimentazione, per essere poi iniettate nel cuore del
paziente. Quindi, oltre ai cardiochirurghi sono stati
coinvolti anche gli oncoematologi della divisione
pediatrica, diretta dal prof. Luigi Zanesco. L'operazione è
durata complessivamente quattro ore.
Secondo quanto dichiarato dai medici,
nel corso di un breve incontro con la stampa, il paziente
sta bene e sarà dimesso dalla clinica già nei prossimi
giorni. "L'intervento a mia conoscenza - ha detto il
prof. Gerosa - è il primo nel mondo di questo tipo. In un
precedente intervento effettuato in Germania si era
intervenuti per via intracoronarica ma non direttamente sul
muscolo cardiaco". Il professor Gerosa, ha sottolineato
che è stata chiesta e ottenuta l'approvazione
all'intervento al comitato etico e ha rilevato poi che
"questo tipo di intervento apre delle prospettive
interessanti nell'applicazione medica per le insufficienze
cardiache post-ischemiche".
Per verificare l'efficacia di questo
intervento dovremo però aspettare i prossimi sei mesi.
Bisognerà infatti vedere se le cellule staminali si saranno
differenziate, e saranno necessari numerosi esami per
verificare la ripresa della funzionalità cardiaca della
zona in cui è avvenuto il trapianto.
Comunque, l'efficacia e le enormi
potenzialità legate all'utilizzo delle cellule staminali
per ricostruire organi colpiti da ischemia sono note da
tempo, grazie al successo di numerosi esperimenti su animali
da laboratorio, quali ratti e maiali. Se anche gli
interventi sugli esseri umani si confermeranno validi,
l'impianto delle staminali andrà a sostituire in molti casi
il trapianto degli organi, eliminando il problema della
carenza di donatori e delle lunghe liste di attesa per i
pazienti.
Marco Fasolino
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