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CONTRO L’ALZHEIMER FRUTTA, VERDURA, CEREALI E PESCE

 

La malattia di Alzheimer, come è noto, è una malattia irreversibile, ingravescente, caratterizzata da una degenerazione progressiva delle facoltà intellettive. Le persone affette da questa patologia manifestano afasia di tipo principalmente motorio, perdita della comprensione dell'uso degli oggetti usuali e graduale alterazione della capacità di comprensione e colpisce senza distinzioni di nazionalità, di razza, di gruppo etnico o di livello sociale. Sulla base di studi condotti in Italia, Giappone, Gran Bretagna e Olanda, si stima che il numero di malati oscilla dal 4,1 all'8,4% delle persone con più di 65 anni. Oggi in Italia i malati di Alzheimer sono circa 450 mila (4.000.000 negli Stati Uniti). Si prevede, però, che il loro numero raddoppierà nell'anno 2020.

  

Tra i fattori importanti a causare questa grave patologia sembrerebbe avere un ruolo di primo piano l'alimentazione. E in particolare, quella dei Paesi occidentali, ricca di zuccheri, amidi raffinati, prodotti animali e povera di legumi, di cereali integrali e di vegetali freschi, nonché, molte volte, di pesce.

 
I tanti scienziati che studiano la malattia hanno messo in luce diversi fattori che sembrano favorire l'Alzheimer. È stata chiamata in causa, per esempio, la scarsa produzione di ossido d'azoto, sostanza che fa dilatare i vasi sanguigni e facilita la circolazione del sangue nel cervello; o la produzione eccessiva di sostanze che danneggiano i vasi sanguigni e le stesse cellule nervose, come i radicali liberi; o ancora le infiammazioni, gli squilibri ormonali. In qualche caso la relazione è più convincente, in altri è solo un'ipotesi vaga. Tutti i meccanismi, però, hanno in comune questo: si tratta di aspetti del funzionamento della macchina umana sui quali l'alimentazione può avere una grossa influenza.

 
Un'influenza che è deleteria se la dieta si basa su dolci e farinacei raffinati, carni e cibi ricchi di grassi, mentre può divenire favorevole se si moderano questi alimenti e si lascia spazio ai legumi e ai cereali integrali, alla verdura e alla frutta, al pesce e ai frutti di mare.

 
Lo scopo è di ridurre gli zuccheri, i carboidrati raffinati e alcuni grassi (saturi) e accrescere, invece, l'apporto di vitamine e altri antiossidanti, di sali minerali e di alcune sostanze vegetali con azione simile agli ormoni femminili, dette fitoestrogeni.

 
È importante, inoltre, ridurre le fonti di alluminio, metallo che contamina a volte l'acqua o gli alimenti e ha effetto tossico sulle cellule nervose. Un'alimentazione improntata a questi principi, al di là della protezione contro la malattia d'Alzheimer, avrebbe comunque effetti benefici sulla salute generale.

  

  (02/12/2002)

 

 

 

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