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È stato segnalato al registro nazionale presso l'istituto superiore di sanità il primo caso sospetto in Italia della variante umana della
malattia di Creutzfeldt-Jackobn (CJD), la versione del
morbo della mucca pazza che colpisce l'uomo.
Il caso sospetto, reso noto dal ministro della Salute Girolamo Sirchia, riguarda una ragazza di
24 anni di Trapani, ricoverata da oltre un mese in un ospedale palermitano. Sarebbe questa la prima volta che un italiano si ammala per aver mangiato (probabilmente diversi anni fa) della carne infetta.
Sembra che la ragazza in questione fece un breve viaggio in Francia in una zona dove erano stati segnalati diversi casi di
Bse
nel 1992. Tuttavia, secondo il neurologo che ha in cura la giovane, Federico Piccoli, il contagio sarebbe più recente. "La mia paziente - ha spiegato il medico - è stata in Francia, ma dieci anni fa: i dati in nostro possesso sui casi registrati fino ad ora ci dicono che l'incubazione dura un periodo inferiore ai sette anni. Mi sento pertanto di escludere che quel soggiorno sia la causa della malattia".
Una prima conferma della diagnosi è giunta venerdì dall'esame istologico di un frammento di tonsilla compiuto dai ricercatori del
London College of Medicine. "La certezza definitiva - ha detto il medico - può essere data solo dall'autopsia, ma i dati che abbiamo in nostro possesso, a cominciare dall'età della paziente, ci fanno essere quasi certi della diagnosi." Le tecniche per diagnosticare la malattia da vivente, infatti, sono la risonanza magnetica e l'elettroencefalogramma. La risposta definitiva, però, viene sempre dall'esame del tessuto cerebrale, dopo la morte del paziente. Nel cervello delle persone colpite dalla
CJD, infatti, la proteina responsabile della malattia, il prione, forma particolari placche, facilmente identificabili.
L'ipotesi più accreditata, afferma il ministero, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche è che la variante della malattia di Creutzfeldt-Jackob sia causata dall'esposizione per via alimentare all'agente dell'encefalopatia spongiforme bovina (Bse) e che si manifesti dopo un periodo di incubazione di diversi anni. Tutto ciò lascia presumere che l'esposizione alla malattia del paziente in questione sia avvenuta prima dell'adozione delle rigorose misure attualmente vigenti su tutto il territorio nazionale.
Il ministro della Salute Girolamo Sirchia ha tranquillizzato, affermando che la carne italiana è "estremamente sicura". Il contagio, ha detto il ministro "risale presumibilmente ad alcuni anni fa, quando ancora non si conosceva in maniera chiara la variante di Creutzfeldt-Jakob e quindi non si poteva
prevenire. Negli ultimi anni i controlli sono stati molto
rigorosi", ha rassicurato.
Le autorità sanitarie, adesso, temono lo scatenarsi di una nuova ondata di
panico ed è proprio a questo proposito che il ministero della Salute ha messo a disposizione dei
cittadini un numero verde, l'800-571661, operativo
tutti i giorni dalle 9:00 alle 20:00, dove sarà possibile
ottenere da esperti del ministero e dell'Istituto superiore
di Sanità tutte le informazioni possibili sulla malattia.
Marco
Fasolino
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