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I primi casi di influenza sono stati già isolati, dando così ufficialmente il via alla solita ondata di epidemia. Quest'anno, il virus dell'influenza appartiene al ceppo di tipo B, dunque una malattia più lieve che prende il nome di
"cinese". Secondo gli epidemiologi, la prevalenza degli episodi segnalati è ancora molto bassa, in media 1,5 ogni 1000 abitanti. L'analisi dei dati del bollettino influenzale indica una circolazione ancora bassa e sporadica, mentre prevalgono sindromi da raffreddamento. Siamo lontani dai dati di maggior diffusione dell'influenza anche se la curva epidemica comincia gradatamente a salire.
La curva cresce soprattutto tra i bambini e gli adolescenti (nella fascia 0-14 anni la diffusione è arrivata a 2,75 ogni 1000); fra gli adulti è bassa (nella fascia 15-64 anni la prevalenza è di 1,36). Meno ancora tra gli anziani (al si sopra dei 64 anni l'indice è di 1,26).
Mentre nel '99-2000 la maggior diffusione dell'influenza si è registrata nelle prime settimane di gennaio raggiungendo un picco di 12-13 casi ogni 1000, lo scorso anno la massima diffusione è slittata di un mese e ha avuto il picco a fine febbraio, con livelli di 5-6 casi per 1000 abitanti; le persone colpite dalla "cinese" del 2000-2001 sono state circa 2 milioni e 600 mila, quasi la metà del '99. E quest'anno, sembra proprio che possa verificarsi lo stesso andamento dell'epidemia, tardivo e moderato, dello scorso anno. Serviranno, infatti, ancora un paio di settimane prima che la malattia si diffonda e da quel momento in poi ci vorranno due mesi per esaurirsi.
I più vulnerabili nei confronti dell'influenza sono le persone con le difese immunitarie più deboli, primi fra tutti i bambini e gli anziani, nei quali può favorire la comparsa di altre infezioni.
I sintomi sono sempre gli stessi: febbre alta, tosse, male alle ossa. In tre-cinque giorni, salvo complicazioni, passa tutto. Le cure sono poche ma efficaci. Si raccomandano i pazienti a non ricorrere ai primi sintomi influenzali ad una terapia a base di antibiotici, magari presi senza la prescrizione del medico, ma di usare i comuni antipiretici ed i farmaci sintomatici uniti a qualche giorno di riposo.
Qualche aspirina o paracetamolo per i bambini, gli antivirali specifici solo con prescrizione medica, riposo a letto e umidificare l'ambiente per evitare che il riscaldamento domestico irriti ancora di più la gola peggiorando la tosse.
La malattia si trasmette per via area con le goccioline respiratorie. Chi proprio non vuole prenderla deve quindi, innanzitutto, evitare i luoghi affollati, caldi e umidi. Ma attenzione anche agli sbalzi di temperatura. Il freddo, poi, può provocare disturbi che si manifestano con sintomi molto simili all'influenza, anche se con essa non hanno niente a che fare. Per questo, è importante riconoscerla subito e curarla nel modo giusto, perché, pur non essendo una malattia seria, se viene trascurata può lasciare strascichi molto fastidiosi. Ma la malattia, non sarà aggressiva perché molti italiani si sono già immunizzati ammalandosi lo scorso anno. Tuttavia la malattia non va sottovalutata. Le complicazioni infatti ci possono essere, specialmente per gli anziani o per coloro che soffrono di alcune patologie croniche, anche se questi pazienti sono proprio coloro ai quali, oramai da anni, è stato consigliato di vaccinarsi e per i quali la stessa vaccinazione è anche gratuita.
Alla guardia medica spetta l'assistenza di base nelle ore notturne, nei festivi e prefestivi e ci si può rivolgere dalle 10 di mattina del sabato fino alle 8 del lunedì mattina.
Marco
Fasolino
(8/1/2002)
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