|
Un
gruppo di ricercatori dell'Università della California a
Los Angeles (UCLA) ha potuto per la prima volta riprendere
immagini delle tipiche placche cerebrali che caratterizzano
il morbo di Alzheimer in pazienti ancora viventi, grazie a
un nuovo liquido di contrasto.
Questa tecnica potrebbe
permettere una diagnosi più rapida della malattia che
affligge il 10% delle persone sopra i 65 anni e, quindi,
anche una cura più tempestiva. I risultati di questo studio
sono stati pubblicati nel numero di gennaio, sulla rivista
"American Journal of Geriatric Psychiatry". I
ricercatori, guidati dal professore di farmacologia medica e
molecolare, Jorge R. Barrio,
hanno messo a punto un composto radioattivo, chiamato FDDNP,
che si lega fortemente alle placche di proteina amiloide e
agli intrecci neurofibrillari, entrambi presenti nei
pazienti affetti dalla malattia, il quale composto,
combinato con una PET, riesce ad evidenziare le lesioni
cerebrali indicative della malattia di Alzheimer sul
paziente vivente.
Fino ad ora, l'unica possibilità che i
medici avevano di diagnosticare la presenza delle placche
era quello di compiere l'autopsia sul cervello del paziente.
Ora però i medici dovrebbero essere in grado di utilizzare
il nuovo composto, insieme a tecniche più tradizionali di
osservazione, per diagnosticare la formazione delle placche
prima che si abbia una seria diminuzione delle facoltà
intellettive, soprattutto della memoria.
”Questo metodo non invasivo ci aiuterà nella formulazione
di nuovi vaccini e farmaci per prevenire e trattare i danni
al cervello causati dalla malattia”, ha detto il dottor Gary Small, coautore dello studio.
I
ricercatori hanno dato il loro composto, a nove pazienti
affetti dal morbo di Alzheimer e a sette sani. Le immagini,
riprese mediante la tomografia a emissione di positroni,
hanno poi mostrato chiaramente accumuli del composto in
regioni del cervello legate alla memoria. Dopo il decesso di
uno dei pazienti, l'autopsia ha rivelato che le regioni
osservate in precedenza corrispondevano proprio a quelle in
cui erano presenti le placche.
Marco
Fasolino
|

|
DALL'ARCHIVIO
DI TERZAET@.COM
|