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UN "MARCATORE" CONTRO IL CANCRO AL POLMONE

 

Presto sarà disponibile una nuova arma contro il tumore del polmone, prima causa di mortalità nel mondo occidentale. Una specie di "spia" permetterà, infatti, di stanare ed aggredire i tumori che colpiscono questo organo. Il "marcatore precoce", come è stato definito, è stato approntato grazie a una ricerca guidata dal professor Giulio Filippo Giacomo Tarro, primario virologo dell'Ospedale Cotugno di Napoli, già collaboratore negli Stati Uniti del professor Albert Sabin, lo scopritore del vaccino che ha debellato la poliomielite. 
Il marker, che potrà diventare il precursore di un vaccino (ma per il momento si tratta solo di uno strumento per la diagnosi precoce), sarà per ora prodotto negli Stati Uniti entro l'anno.
"Finalmente - afferma il virologo - qualche luce sul tema tumori. Grazie anche a molte delle ricerche nel campo dell'Aids. Hanno permesso di studiarli meglio, utilizzando gli esperimenti già fatti e ripristinando in un certo senso le nostre conoscenze sulle risposte immunologiche ai tumori".
I progressi fatti sono soprattutto nel campo della chemioterapia. "Per la chemioterapia ci sono farmaci nuovi, specifici che riducono gli effetti collaterali e permettono di usarla con più tranquillità. Inoltre oggi si può fare la chemioterapia riduttiva prima dell'intervento e sono stati rivalutati quelli che erano, ed eravamo, gli eretici degli anni '70. Infatti, la difesa immunologica è stata riconosciuta importante. Perché con la crescita della longevità aumentano i tumori negli anziani legati alla riduzione dell'immunità". 
"I progressi più concreti - continua - si sono avuti nella lotta contro il tumore della mammella e quello della prostata. Per il primo c'è stato, a monte, un fattore che può apparire assurdo, ma molto importante. Ricordo che le mogli del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon e del suo vice Gerald Ford avevano entrambe quella malattia. Questo ha incentivato al meglio la ricerca. Oggi si parla molto di progressi contro l'Alzheimer. In questo caso è stata la malattia che ha colpito Ronald Reagan a far concentrare le ricerche". 

"C'è un tumore che è stato sempre trascurato, quello del polmone, prima causa di mortalità nel mondo occidentale e che non piace agli studiosi americani perché, dicono, si muore troppo rapidamente. Oggi abbiamo buone prospettive, ossia c'è una sostanza, una proteina che potrà essere usata per svelare precocemente lo sviluppo di una neoplasia". 
La proteina si chiama Tlp (Tumor liberated protein). Oltre a svilupparsi nel tumore, è rilevabile anche nel sangue del paziente per cui, tramite un determinato test di laboratorio, si potrà scoprire se e quando un soggetto produce cellule tumorali. "Questo significa poter intervenire in uno stadio che permette al chirurgo di operare. E questo diventa fondamentale", ha spiegato il professor Tarro. Lo studio è iniziato in Italia nel 1983 e proseguito negli Stati Uniti per mancanza di fondi. La sequenza dei nove aminoacidi che compongono la proteina è stata evidenziata nei laboratori di Cold Spring Harbor, diretti dal professor James Watson, uno degli scopritori della struttura del Dna. Il gene della Tpl è stato invece clonato presso la Jefferson University di Filadelfia. 
Quando sarà prodotto o disponibile in Italia? "Probabilmente entro l'anno sarà prodotto oltreoceano e successivamente diffuso in Italia". - Qualcuno lo ha chiamato vaccino. "Non è corretto. Sarà vaccino quando potrà essere applicato come vaccino. Questo, invece, è un marcatore precoce, per una diagnosi precoce. Il vaccino potrebbe essere utilizzato in un secondo tempo, anche perché ci vuole un maggior impegno per fare le prove".

 

 

 

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