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La ricerca adesso ha tutte le carte per lanciare la sfida finale nella battaglia contro il
cancro. Lo ha detto l’ex ministro Umberto Veronesi, oncologo, in occasione della giornata nazionale della lotta contro i tumori organizzata
dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).
"Ci sono finalmente le basi per affermare che un giorno l'umanità si potrà liberare dal cancro in modo
definitivo", ha detto Veronesi. L’arma a cui l’oncologo fa riferimento è la post-genomica, nuova area di ricerca che si è aperta dopo la decifrazione del patrimonio genetico umano (Dna) dell'uomo.
Dopo aver "mappato" il Dna, occorre capire tutte le funzioni che ciascun gene svolge nel nostro organismo. In questo modo sarà possibile
"identificare l'origine del cancro alla radice, capire qual è il punto di partenza della malattia nelle profondità del genoma - ha detto Veronesi -, un progetto molto ambizioso, ma che ci sentiamo di
affrontare".
Per ottenere ciò, però, è necessario l’aiuto di tutti.
"Chiediamo una mobilitazione delle coscienze di tutti in una guerra verso un nemico che ogni anno è il responsabile di 160mila morti in Italia, la più grande guerra mai
combattuta".
Negli anni passati sono stati fatti passi da gigante ottenendo diagnosi sempre più precoci e tempestive e migliorando le terapie. Risultati che soltanto nel 2002 hanno permesso di strappare al cancro 92.000 persone in Italia e si prevede che nel volgere di 10 o 15 anni potremo disporre della quantità di informazioni necessaria per aprire la strada alla vittoria, anche grazie alle terapie che, continuamente, si affinano e migliorano la qualità di vita dei malati.
Marco Fasolino
(12/11/2002)
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