I
primi risultati del maggior trial clinico su atorvastatina,
farmaco per la riduzione dei livelli di colesterolo,
dimostrano come questo trattamento abbia portato
significativi benefici nella riduzione del numero dei casi
di infarto e
ictus fatali e non.
Lo
studio ASCOT (Anglo-Scandinavian Cardiac Outcomes Trial),
che ha
coinvolto 20.000 pazienti con alti livelli pressori
è stato concepito per comparare gli effetti sulla riduzione
del rischio cardiaco dei più nuovi farmaci anti-ipertensivi
con le terapie standard. In aggiunta a ciò, alla metà dei
pazienti arruolati con livelli pressori elevati, ma colesterolemia
nella norma o leggermente elevata, è stata somministrata
una dose pari a 10 mg di atorvastatina o placebo per
verificare gli effetti provocati dalla riduzione del livello
del colesterolo.
Poiché
la somministrazione di atorvastatina ha dato risultati
significativi, la commissione a capo dello studio Ascot ha
deciso di concludere lo studio sui pazienti che assumevano
atorvastatina. Tutti i pazienti dello studio saranno
avvertiti ed informati al fine di contattare il proprio
medico curante per un appropriato follow-up della terapia.
I risultati finali dello studio con atorvastatina saranno
resi noti non appena disponibili.
“I
risultati iniziali dello studio Ascot hanno suggerito chiari
benefici a livello cardiovascolare determinati da un
accurato abbassamento dei livelli di colesterolo in questi
pazienti con pressione alta – ha affermato Joe Feczko,
Presidente del Worldwide Development di Pfizer - Siamo molto
soddisfatti di questi risultati che continuano ad attestare
l’efficacia ed il valore di
atorvastatina.”
Ideato
da Pfizer, ASCOT è un trial guidato dagli investigatori e
coordinato da una commissione indipendente. Iniziato nel
1998, ha arruolato nel Regno Unito, Irlanda, Svezia,
Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda pazienti con ipertensione
e almeno altri tre fattori di
rischio (per esempio un’età pari o superiore ai 55 anni,
fumatori o diabetici).
Generalmente
il 35%-50% dei pazienti che soffrono di pressione alta hanno
anche alti livelli di colesterolemia e viceversa. Tuttavia,
lo studio ha dimostrato che i pazienti con alti livelli
pressori sono più facilmente in cura rispetto ai pazienti
con ipercolesterolemia. Si stima, infatti, che a 150
milioni di persone nel mondo l’ipercolesterolemia non
venga diagnosticata o portata a livelli corretti con la
terapia.
I
pazienti coinvolti nello studio Ascot a cui è stata
somministrata atorvastatina, avevano livelli di colesterolo
intorno ai 250 mg/DL. Generalmente, in Europa, pazienti con
tali livelli di colesterolo non vengono trattati con farmaci
a meno che non abbiano già avuto un evento cardiovascolare.
“Stiamo
aspettando di avere tutti i risultati dello studio – ha
aggiunto Feczko – Crediamo, infatti, che questi dati
possano dimostrare che i pazienti con alti livelli pressori
e livelli di colesterolo da normali a lievemente elevati,
siano a rischio cardiovascolare e possano beneficiare di
trattamenti contro l’ipercolesterolemia.”
Atorvastatina
è stata introdotta sul mercato sei anni fa e la sua
sicurezza ed efficacia è stata supportata da un vasto
programma di studi clinici con più di 400 trial che hanno
coinvolto ben 80.000 pazienti.
Marco
Fasolino
(15/10/2002)