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PET THERAPY: QUANDO UN ANIMALE INFONDE SICUREZZA 

 

Da qualche tempo, attraverso i mass media, si è diffusa la notizia della possibilità di introdurre animali da compagnia nelle case di riposo per anziani. Questo è indubbiamente un atto di civiltà, soprattutto per gli anziani che altrimenti dovrebbero separarsi da quello che, in molti casi, rappresenta l'unico "compagno" della loro vita, allorquando viene meno l'autosufficienza e l'anziano viene ricoverato in una casa di riposo. Tale separazione dal proprio animale diventa un evento tanto traumatico quanto il ricovero stesso.

 
Inoltre, se questa notizia fosse confermata, ci consentirebbe finalmente di allinearci con quei paesi quali gli U.S.A, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania che da molti tempo considerano la pet therapy un vero e proprio strumento terapeutico. 

 
Gli antichi Egizi ed i Sumeri già conoscevano l'utilizzo terapeutico degli animali da compagnia, ma è soprattutto in tempi più recenti, in particolare a partire dai primi anni della seconda metà del XX secolo, dopo un congresso internazionale sulle virtù terapeutiche degli animali domestici tenutosi a Toronto nel 1954, che si sono susseguiti gli studi per dimostrare l'importanza del rapporto tra le persone anziane e i loro animaletti domestici.

 
In generale, il principio della pet therapy, si basa sull'utilizzo del rapporto speciale che certe persone (bambini, adulti, persone anziane) instaurano con gli animali domestici per favorire il processo terapeutico (psicologico, fisico o sociale). Il rapporto affettivo con un piccolo animale sostituisce spesso quello con la famiglia o con gli amici che non ci sono più, e, soprattutto, nelle grandi città gli anziani soli trovano in un pet l'unico compagno della loro vita. Trattato e coccolato come un figlio, il cane, il gatto o l'uccellino diventa per la persona anziana l'unico punto di riferimento con cui condividere i ricordi e l'emozioni; l'unico disposto a donare affetto incondizionato al suo padrone consentendogli di vincere la sensazione di solitudine da cui spesso è colpito. Inoltre, il "rapporto" che si instaura tra animali e pazienti accelera e facilita i rapporti con i terapeuti, contribuisce a rendere le situazioni meno stressanti, facilita l'esercizio fisico e favorisce il dialogo.
 
La possibilità che il contatto con gli animali possa portare benessere ai malati è supportata da molti studi sperimentali. Ad esempio è stata dimostrata una significante relazione tra il possesso di un animale da compagnia e la sopravvivenza in caso di malattie coronariche. Anzi, spesso, il solo osservare l'animale può creare un senso di rilassamento e di riduzione della tensione nervosa. 

 
Gli effetti benefici del contatto con animali sulla pressione sanguigna è stata ampiamente dimostrata. Ad esempio, quando si parla ad altre persone la pressione aumenta, quando si parla agli animali la pressione rimane costante e può anche raggiungere livelli inferiori a quelli mostrati in stato di quiete. 
 
I cani sono gli animali usati con maggiore frequenza nella terapia assistita per animali per molteplici ragioni. Innanzitutto sono animali molto socievoli, in grado di dare all'uomo un amore incondizionato, a dispetto dell'apparenza, dell'età, della salute e dello stato sociale. I cani non giudicano, possono essere accarezzati, toccati, sono in grado di infondere calma e sicurezza sconfiggendo ansia e solitudine. Possono essere addestrati e possono comunicare con l'uomo tramite un linguaggio verbale e gestuale. 
 
In generale la gente è attratta dalla vista di un cane: ad esempio, se si cammina per strada con un cane è molto più facile essere osservati. Persino i registi "sfruttano" questa dote canina inserendoli in film e spot pubblicitari con il solo scopo di catturare lo sguardo degli spettatori. Ciò significa che un "cane terapeuta" può attrarre l'attenzione di una persona disorientata. Pazienti che soffrono del morbo di Alzheimer o che si distraggono dalla realtà, grazie ai cani possono essere riportati a focalizzare la loro attenzione sul presente.
 
Allo stesso modo, persone con problemi di apprendimento, con l'ausilio dei cani possono aumentare la loro capacità di concentrazione e, conseguentemente, imparare con maggior facilità. Inoltre i cani possono sollevare il morale dei pazienti, costituendo un diversivo alla routine di tutti i giorni e costituiscono un antidoto contro la depressione. Questo è dovuto alla loro straordinaria capacità di comunicare, anche se in modo diverso dal nostro, di stimolare la socializzazione tra pazienti, volontari ed educatori e/o personale medico.
 
Persone malate, chiuse in se stesse, spesso perdono il desiderio e la capacità di parlare con il prossimo; talvolta i cani, con un gesto, uno sguardo, una moina, riescono a rompere il muro del silenzio e a stabilire un contatto con queste persone. I nostri amici a quattro zampe si prestano volentieri ad essere accarezzati ed il toccare, oltre ad essere il sistema primario di comunicazione (il tatto è il primo senso che si sviluppa nell'uomo e l'ultimo a rimanere in esso), costituisce un vero e proprio bisogno fisico e psichico, che può portare ad una riduzione di ansia e di stress. Spesso le convenzioni sociali impediscono di toccare gli estranei, mentre ciò è possibile con un cane.
 
È bene precisare che non tutti i cani possono svolgere attività di pet therapy: sebbene non vi siano preclusioni di razze, prima di inserire un cane in un programma, occorre procedere con una visita sul suo stato di salute, un'accurata valutazione comportamentale e temperamentale da parte di educatori cinofili e veterinari, nonché un adeguato addestramento di obbedienza di base. Durante le sedute di terapia, è inoltre indispensabile osservare attentamente il comportamento dell'animale, onde evitare di sottoporlo a stress dannosi sia per la sua salute che per i pazienti stessi. Un cane stanco e stressato, infatti, può non prestarsi con entusiasmo alle attenzioni, talvolta esagerate, dei pazienti.

    

 

    (29/4/2003)

 

 

 

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