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IL DOLORE NEUROPATICO

 

In Italia si stima che circa il 6% della popolazione in qualche momento della vita soffra di dolore neuropatico, episodico o costante. Si parla di circa 4 milioni di persone, di cui 2/3 milioni ne soffrono in maniera cronica. 

 

Anche se molti sono i soggetti colpiti, il dolore neuropatico è a tutt’oggi  una malattia poco riconosciuta e la diagnosi non è sempre facile. Il paziente, infatti, benché soffra 24 ore su 24, appare perfettamente sano, e i suoi tessuti nervosi possono essere anatomicamente interi pur producendo “scariche continue”. 

  

Il dolore neuropatico compare dopo una lesione del Sistema Nervoso Centrale (cervello e midollo spinale) o Periferico (radici nervose, plessi e nervi) che può generare una riduzione o una perdita della sensibilità oppure sensazioni permanenti che vanno dal formicolio, alla “corrente elettrica” e, nei casi più gravi, dolore vero e proprio, fitte e bruciori. “è come se le persone soffrissero di un’epilessia continua: cioè i nervi lesi cominciano a produrre un’attività elettrica spontanea – precisa Paolo Marchettini, Responsabile Centro di Medicina del Dolore dell’Ospedale S. Raffaele di Milano – Va notato, tra l’altro, che una volta che il dolore si manifesta in molti casi rimane per tutta la vita o comunque per molti anni. I pazienti che non rispondono alle cure o lo fanno parzialmente sono il 30%. L’incidenza del dolore neuropatico può non essere altissima, ma la prevalenza è considerevole”. 

 

Le cause più frequenti del dolore neuropatico possono essere malattie come il diabete, il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio” (herpes zoster), l’ictus cerebrale, ma anche malattie molto più comuni come la lombosciatalgia o la nevralgia del trigemino. Non solo. I nervi possono essere lesi anche a seguito di interventi chirurgici, quando le cicatrici “strozzano” il nervo che non riceve più un flusso di sangue adeguato; oppure a seguito di traumi. “Gli incidenti stradali, che causano lesioni alle gambe e alle braccia possono dar luogo, insieme alle fratture, a lesioni nervose – continua Marchettini - Nel caso di traumi subiti in giovane età spesso il dolore si mantiene per tutta la vita. Tra la popolazione giovanile, infatti, è molto frequente il dolore quando si strappa il plesso brachiale: questo succede quando cadendo dalla moto, per esempio, la spalla viene allontanata dalla testa protetta dal casco e si strappano le radici nervose del braccio provocando bruciori continui. Un’altra condizione frequente sono i traumi spinali che danno dolore neuropatico a volte insieme a paralisi.” Anche se numerosi passi avanti sono stati fatti nella diagnosi, oggi, tuttavia, il dolore neuropatico è ancora una malattia poco riconosciuta. Il paziente, infatti, benché soffra 24 ore su 24, appare perfettamente sano, e i suoi tessuti nervosi possono essere anatomicamente interi pur producendo “scariche continue”. 
     
La difficoltà di fare diagnosi per questo tipo di patologia ha spinto all’ideazione di un nuovo strumento per la gestione clinica del paziente: Interactive Patient. Questo strumento consente di studiare, attraverso simulazione, il processo di acquisizione di esperienza della pratica clinica “reale”. 

 

“Esistono delle linee guida per la diagnosi del dolore neuropatico e anche dei rimedi terapeutici – afferma Marchettini - Per quanto riguarda il nervo periferico si possono riconoscere alterazioni attraverso esami come l’elettromiografia o la visita clinica; per ciò che riguarda invece il dolore centrale, nel 98% dei casi, si verifica una perdita della sensibilità che può essere verificata con appositi strumenti. Per ciò che riguarda i trattamenti, i farmaci antiepilettici sono i farmaci più adatti. La gabapentina ha in questo caso un profilo favorevole. Se i farmaci si rivelassero insufficienti si possono usare altre tecniche come la stimolazione elettrica delle vie nervose che avviene tramite l’impianto uno stimolatore nel midollo spinale o nella corteccia ”. 

 

Il paziente che soffre di dolore neuropatico può rivolgersi ai centri di terapia del dolore dove può essere curato direttamente o ricevere informazioni adeguate sulla patologia e i suoi rimedi.   

 

 

   (27/02/2003)

 

 

 

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