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I risultati di ALLHAT sull’ipertensione  

 

I risultati di ALLHAT (Antihypertensive and Lipid Lowering Therapy to Prevent Heart Attack Trial), il più vasto studio mai effettuato sull’ipertensione, dimostrano che il calcioantagonista Norvasc (amlodipina besilato) provoca risultati comparabili ad un diuretico nell’incidenza di eventi coronarici fatali, attacchi cardiaci non mortali, ictus e morte. 

 

I risultati sono stati presentati a Washington dal National Heart Lung and Blood Institute. Lo studio ALLHAT ha avuto inizio nel 1994 ed ha coinvolto più di 42.400 pazienti ipertesi ad alto rischio di tutti gli Stati Uniti. Lo studio ha comparato alcuni farmaci in grado di abbassare la pressione arteriosa e l’incidenza di malattie cardiache, ictus e morti premature mettendoli a confronto con un diuretico. I pazienti sono stati trattati con un ACE inibitore (lisinopril), o un calcioantagonista (amlodipina besilato) o un diuretico (clortalindone). 

 

“Siamo molto soddisfatti di questi risultati,” ha dichiarato il Dr. Joseph Feczko, Presidente del Worldwide Development di Pfizer. “ALLHAT ha ulteriormente dimostrato l’efficacia e la sicurezza del calcioantagonista in un'ampia gamma di pazienti così come l’importanza di diminuire i valori di pressione elevati.” 

   
Nei pazienti che hanno assunto amlodipina besilato si sono avuti risultati comparabili al diuretico per quanto riguarda il trattamento di coronaropatie fatali, attacchi cardiaci e ictus. Gli effetti di Norvasc sono stati ugualmente buoni in tutti i gruppi di pazienti, uomini, donne, Afroamericani, Latinoamericani, diabetici, nonché persone al di sopra di 65 anni di età. 

 

Lo studio non ha evidenziato differenze significative quanto ai diversi aspetti di sicurezza, quali severe patologie renali, sanguinamenti gastrointestinali e cancro.  Più di 50 milioni di Americani soffrono di pressione arteriosa elevata, uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiache – a loro volta la principale causa di morte negli Stati Uniti. 

 

Nonostante i numerosi trattamenti a disposizione, la maggior parte dei pazienti non riesce a raggiungere i valori di pressione raccomandati. Se lasciati non trattati, alti valori della pressione possono portare a ictus, aterosclerosi, attacchi cardiaci, insufficienza cardiaca congestizia, insufficienza renale e cecità. 

 

I fattori di rischio che espongono all’ipertensione comprendono l’età, la storia familiare, il valore pressorio nella fascia medio-alta, lo scarso esercizio fisico, l'obesità, l'elevato consumo di alcool, l'etnia. Lo studio ALLHAT ha preso in considerazione anche gli effetti sulla riduzione del colesterolo. Pazienti che hanno seguito una terapia per abbassare il colesterolo e modificato la loro dieta sono stati messi a confronto con soggetti che seguivano terapie tradizionali e cambiamenti nella dieta. Quando necessario, ai pazienti del gruppo con terapia convenzionale è stato comunque somministrato il farmaco. I risultati dello studio ALLHAT sono stati pubblicati un mese fa sul Journal of the American Medical Association

 
Il professor Giuseppe Mancia - ordinario di Clinica medica presso l'Università di Milano Bicocca - commenta che lo studio ALLHAT dimostra che tutti i farmaci utilizzati, diuretico, ACE inibitore, ed anche il calcio antagonista amlodipina besilato, sono tutti protettivi nei confronti dei pazienti, senza sostanziali globali differenze. Ciò conferma i risultati di precedenti studi e delle loro metanalisi e supporta le raccomandazioni delle linee guida dell'OMS secondo le quali i farmaci per la terapia dell'ipertensione arteriosa sono molti. Alcune differenze sugli obiettivi secondari sono emerse nello studio. Esse andranno valutate con attenzione perché, nonostante le sue dimensioni, lo studio presenta alcuni problemi di disegno sperimentale ed analisi dei risultati che richiederanno un approfondimento nel prossimo futuro.

 

 

(30/1/2003)

 

 

 

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