Uno studio, nato dalla collaborazione
tra il Centro Cardiologico e la Divisione di Urologia
dell’Ospedale San Raffaele di Milano, ha confermato
l’alta prevalenza di disfunzione erettile (DE) in persone
affette da malattie cardiovascolari (49%) e ha mostrato che
nel 67% dei pazienti nei quali la DE era associata
all’angina, il disturbo erettivo era insorto circa 3 anni
prima della comparsa dei sintomi coronarici. I risultati
dello studio tutto italiano, a cui hanno partecipato 300
pazienti coronaropatici, saranno presentati per la prima
volta il 7 Giugno, presso il Centro Cardiologico Monzino di
Milano nell’ambito del Corso di perfezionamento “La
disfunzione erettile un problema cardiovascolare”,
organizzato in collaborazione con Pfizer Italia.
I dati sembrano confermare
l’importanza dei disturbi della funzione sessuale come
”marker” precoce di coronaropatia. Il riscontro, quindi,
di una condizione di DE isolata deve fare sorgere il dubbio
che questa possa essere la spia di una malattia vascolare
sistemica ancora non manifesta come l’ipertensione, il
diabete o la cardiopatia ischemica.
Così, da una malattia considerata fino
a qualche anno fa di tipo squisitamente uro-andrologico si
è ora passati a considerare la DE come una malattia
“vascolare ”. Tre sono gli elementi a favore di questo
nuovo modo di pensare: il primo è l’elevata prevalenza
nei pazienti affetti da DE dei comuni fattori di rischio per
l’arteriosclerosi quali
ipercolesterolemia,
fumo,
diabete e
ipertensione. Il secondo è l’alta
frequenza di tale disturbo in malattie vascolari note quali
la cardiopatia ischemica (44-65%), l’ipertensione
arteriosa (25-68%), l’ictus cerebrale (80%).
Infine, le modificazioni funzionali e organiche tipiche
della arteriosclerosi, cui vanno incontro i vasi arteriosi,
sono riscontrabili anche a livello della circolazione
peniena.
Diverso è il problema quando la DE è diagnosticata in un paziente già
affetto da altra malattia vascolare. Il problema principale
diventa quello dell’efficacia e della sicurezza dei
farmaci utilizzati per il trattamento della DE.
L’esperienza mondiale accumulata in cinque anni di studi
con il sildenafil citrato (Viagra®) ha mostrato
un’efficacia del farmaco variabile, a seconda della
patologia trattata, dal 50-85% dei casi a fronte di effetti
collaterali poco frequenti e di scarsa rilevanza clinica. La
prescrizione di sildenafil al paziente cardiopatico con DE
deve tuttavia essere preceduta da un’attenta valutazione
cardiologica al fine di valutare il rischio di eventi
coronarici legati alla ripresa
di un’attività sessuale “dimenticata” da
tempo.
(5/6/2003)