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AIDS, NON RISPARMIATI NEANCHE GLI ANZIANI

 

La piaga dell’aids non risparmia neppure gli anziani. Secondo i dati del Coa (Centro operativo anti-aids dell’Istituto superiore della sanità), in Italia gli ultracinquantenni rappresentano l’8,3% dei pazienti cui è stato diagnosticato il virus tra il 1982 e il 2004. Inoltre il 2,7% degli oltre 53mila casi degli ultimi 22 anni riguarda persone con un’età superiore ai sessant’anni. In cifre assolute, si tratta di circa 4.300 individui, dei quali 1.400 over60.  

 

La maggior parte di essi ha contratto il virus attraverso rapporti sessuali, mentre risulta ormai marginale il contagio da trasfusione, grazie al miglioramento dei controlli a partire dal 1985.  

 

Gli anziani, generalmente, non si sottopongono a test né a controlli preventivi: scoprono quindi la loro malattia solo in fase conclamata. Per questa ragione, il Coa stima che attualmente il 60-70% degli ammalati over 50 non sia consapevole di esserlo.  

 

“Oltre alla gravità dei dati, che sono significativi – ha commentato Roberto Messina, segretario generale dell’Osservatorio per la terza età - preoccupa il fatto che la grande maggioranza degli anziani colpiti non ne sia attualmente consapevole. Molte di queste persone scopriranno la loro condizione solo quando il virus raggiungerà la fase conclamata, cioè troppo tardi per ricevere un trattamento sanitario ottimale. è tempo – ha concluso Messina - di estendere le campagne di sensibilizzazione a queste fasce di età, evitando il condizionamento del luogo comune che induce a considerare gli anziani come una categoria estranea alle problematiche legate alla sessualità e alle malattie a trasmissione sessuale”.

 

    

   (1/12/2004)

 

 

 

 

 

DALL'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM


 

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