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“Il
carcinoma della prostata: biologia, evoluzione e diffusione
sul territorio”; “Perché fare un convegno sul carcinoma
della prostata: il punto di vista dello specialista”;
“Aspetti clinici e diagnosi”;
“Le terapie possibili: quella chirurgica, la
terapia radiante, la terapia ormonale, la chemioterapia”;
“Il ruolo e l’intervento dello specialista e del medico
di famiglia nella prevenzione e nella diagnosi precoce”;
“I servizi specialistici presenti sul territorio dei
Castelli Romani”; “L’incidenza delle malattie
neoplastiche e l’evoluzione degli stili di vita
alimentari”: sono stati questi alcuni fra i principali
argomenti di cui si è discusso nella mattinata di sabato
scorso al Convegno organizzato all’Helio Cabala di Marino
da NCR Associazione su una patologia in crescita, spesso a lungo asintomatica, seconda causa di morte
dopo il tumore ai polmoni, che ogni anno fa registrare
soltanto nel nostro Paese circa 13 mila nuovi malati e 6
mila e 500 decessi. A livello europeo le previsioni indicano
per il 2020 120 mila decessi all’anno causate dal tumore
della prostata nella popolazione maschile. Negli Stati Uniti
il carcinoma prostatico rappresenta il 40% di tutte le nuove
diagnosi di carcinomi.
Indirizzato
prevalentemente ai medici di famiglia, il Convegno,
patrocinato dalla Regione Lazio, dalla ASL RM H, dal Parco
Regionale dei Castelli Romani e dal Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali, ha visto una grande
affluenza di medici di base, di urologi, di farmacisti e di
cittadini.
Nel
fare gli onori di casa, il presidente dell’Associazione
dei Nuovi Castelli Romani, Ettore Pompili, ha ricordato che
il convegno cadeva
a pochi giorni dalla chiusura della campagna nazionale di
prevenzione delle patologie prostatiche messa in atto dal
Ministero della Salute. Il
professor Franco
Splendori, Direttore Generale dell’Agenzia di Sanità
Pubblica della Regione Lazio, sottolineando il valore
scientifico dei relatori presenti al convegno marinese, ha
rivendicato l’importanza del Piano Regionale Sanitario che
la Regione si è dato indicando tra le priorità
dell’immediato futuro la realizzazione sul territorio di
Centri di eccellenza anche nel campo della diagnosi precoce
del carcinoma prostatico. L’Assessore alla Sanità della
Regione Lazio, On. Marco Verzaschi, si è detto da sempre convinto del
ruolo fondamentale della prevenzione riconoscendo
l’apporto propositivo e insostituibile delle Associazioni
anche nell’ambito della promozione della salute. L’On.
Verzaschi ha ricordato l’impegno del suo Assessorato
nell’attuazione su larghi strati della popolazione di
alcuni screening, ad esempio per il tumore alla mammella e
per il tumore al colon, preannunciando per l’immediato la prosecuzione di
tale impegno con l’avvio di un’ulteriore serie di
screening su altre patologie cancerogene. Il professor Michele
Gallucci, direttore del servizio di Urologia dell’Istituto Regina Elena di Roma e
presidente dell’Associazione Urologi Ospedalieri Italiani, affrontando il tema della diffusione del
tumore della prostata, soprattutto nell’area occidentale,
ha rilevato le grandi possibilità di cura di cui la medicina dispone. Sia l’esame del PSA,
sia una
corretta alimentazione e una corretta cura di sé, secondo
il prof. Gallucci, possono cambiare l’incidenza e la
diffusione di questo tumore. Su alcune proprietà degli
alimenti e sulla distribuzione territoriale della patologia
si è soffermato il dott. Marco Gaffi, urologo presso
l’Ospedale San Camillo di Roma mentre il dottor Pasquale
Fortunato, urologo dell’Ospedale Cristo Re di Roma, ha
incentrato il suo intervento sui sintomi della malattia e
sui vari esami clinici utili ad una corretta diagnosi
precoce. Il professor Giuseppe Naccarato, direttore dei
servizi di Urologia dell’Ospedale di Frascati, in
provincia di Roma, si è occupato
della terapia chirurgica, l’unica, a suo dire, in
grado di estirpare alla radice la malattia. Sui vari tipi di
terapia e sulle modalità di abbinarle o alternarle tra loro
si sono soffermati gli urologi De Carli del Regina Elena di
Roma, Di Girolamo dell’Ospedale di Bracciano (Roma),
Vincenzoni dell’Ospedale Cristo Re.
Nel
suo intervento ad ampio raggio il professor Manlio
Schettini, direttore del servizio di Urologia
dell’Ospedale Cristo Re, ha introdotto il tema della
prevenzione chiarendo come siano stretti i confini tra
quest’ultima e la diagnosi precoce. Per il professor
Schettini le molteplicità delle condizioni patologiche
rendono anzitutto più corretto parlare, al plurale, di cancri
della prostata. La possibile prevenzione passa per
l’individuazione dei soggetti a rischio. Importanti sono
le relazioni tra le altre patologie della prostata, prime
fra tutte le infezioni, e l’insorgere del carcinoma a
fronte del quale vanno attuati, secondo i casi, per
prevenire, inibire o far regredire il male, screening
genetici, radioterapia preventiva, chemioprevenzione,
valutazione dei fattori ambientali, ricorso ad una dieta
povera di grassi animali, adatta alla prevenzione.
Per
il professor Mariano Bizzarri, docente di Biochimica e di Patologia Clinica, Scuola di
Specializzazione II in Oncologia alla Facoltà di Medicina
dell’Università “La Sapienza” di Roma e membro del
Consiglio Superiore Tecnico-Scientifico del Mipaf, Commissione OGM, i
comportamenti alimentari costituiscono i fattori di rischio
di maggiore importanza anche per la patologia della
prostata. L’assunzione di carni, di grassi animali, di
cibi ricchi di zuccheri raffinati e la riduzione di fibre,
di alcune vitamine D ed E, di vegetali fanno aumentare il
rischio di contrarre il carcinoma prostatico e molte altre
malattie. L’obesità è la madre di tutte le malattie, ha
affermato il prof. Bizzarri elogiando la dieta mediterranea
e quella cinese, entrambe agro-dolci, equilibrate e frutto di culture radicate nei secoli e
nei territori in cui sono nate.
Con
l’intento di diffondere e valorizzare una dieta più
salutare orientata al benessere e alla prevenzione, il
Convegno si è chiuso con una degustazione di prodotti
genuini tipici locali (pasta fresca, ceci, bruschetta, olio
extravergine eccezionale, dolcetti fatti in casa) compreso
un misurato bicchiere di vino DOC dei Castelli Romani,
offerto dai Produttori dell’Associazione “Le Vigne del
Lazio” in rappresentanza della quale era presente il
dottor Fabrizio Santarelli. Ad assicurare l’accuratezza
del servizio oltre al personale dell’Helio Cabala
erano presenti anche gli allievi del settore ristorazione
della Scuola Alberghiera “Cesare Battisti” di Velletri
coordinati dal professor Salvatore Lo Prete.
L’Associazione
dei Nuovi Castelli Romani curerà la pubblicazione degli
Atti del Convegno che verranno arricchiti da ulteriori e
inediti apporti scientifici e distribuiti a tutti i medici
di famiglia della regione Lazio e, su richiesta, ai
cittadini interessati.
Paolo
Gatto
(9/12/2004)
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