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Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2004-2005

 

L'influenza costituisce un rilevante problema di sanità pubblica a causa della sua ubiquità, e contagiosità, per la variabilità antigenica dei virus influenzali, per l’esistenza di serbatoi animali e per le possibili gravi complicanze.

 
Nei paesi industrializzati l’influenza costituisce una delle principali cause di morte per malattia infettiva, immediatamente dopo l'AIDS e la tubercolosi.
La prevenzione della malattia deve essere oggetto, quindi, di massima considerazione da parte delle autorità di salute pubblica a livello internazionale e nazionale.

 
Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha inviato alle Regioni la circolare n. 1 relativa alla prevenzione e al controllo dell'influenza per la stagione 2004-2005. Nel documento sono riportate le raccomandazioni per la prossima stagione influenzale, le caratteristiche antigeniche degli isolamenti virali più recenti, la composizione del vaccino antinfluenzale, le raccomandazioni sul suo impiego e sull'uso dei farmaci antivirali.  

 

Alla luce delle recenti epidemie di influenza aviaria l’OMS ha espresso preoccupazioni circa l’avvento di una nuova pandemia influenzale; la prevenzione vaccinale risulta, pertanto, particolarmente efficace in quanto non solo costituisce protezione per soggetti a rischio di complicanze gravi ma è in grado, qualora si raggiungano coperture ottimali in particolari categorie lavorative e nella popolazione generale, di ridurre la possibilità di co-circolazione di virus umani ed aviari e di interrompere la catena di trasmissione dei ceppi influenzali non pandemici.

 
Il periodo ottimale per l’avvio delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è, per la nostra situazione climatica e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino alla fine di novembre.

 
Un anticipo della somministrazione del vaccino antinfluenzale potrebbe, soprattutto nelle persone anziane che presentano risposte immunitarie meno valide, avere come conseguenza un declino del titolo anticorpale proprio in corrispondenza del picco epidemico stagionale.

 
La vaccinazione antinfluenzale rimane comunque un efficace mezzo protettivo anche se effettuata in periodi successivi a quello ottimale, soprattutto laddove situazioni particolari la rendessero opportuna per alcuni soggetti (viaggi internazionali, comparsa di focolai di infezioni aviaria in allevamenti).

 

Chi deve vaccinarsi  

 

La Circolare n. 1 del 2 agosto 2004 indica le seguenti categorie di soggetti cui i servizi territoriali di prevenzione dovranno offrire la vaccinazione antinfluenzale:

  • soggetti di età pari o superiore a 65 anni

  • soggetti in età infantile ed adulta affetti da:
    a) malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa la malattia asmatica), circolatorio, uropoietico ovvero altre severe condizioni patologiche che aumentino il rischio di complicanze
    b) malattie degli organi emopoietici
    c) diabete ed altre malattie dismetaboliche
    d) sindromi da malassorbimento intestinale
    e) fibrosi cistica
    f) malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, inclusa l’infezione da HIV
    g) patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici

  • bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico e a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale

La Circolare, indica, inoltre, l’opportunità di vaccinare, ai fini dell’interruzione della catena di trasmissione, alcune categorie per le quali, a fini orientativi per l’offerta attiva della vaccinazione, si riportano le specifiche:

  • personale sanitario di assistenza

  • contatti familiari di soggetti ad alto rischio

  • soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo:
    a) insegnanti scuole dell’infanzia e dell’obbligo
    b) addetti poste e telecomunicazioni
    c) dipendenti pubblica amministrazione e difesa
    d) forze di polizia incluso polizia municipale
    e) volontari servizi sanitari di emergenza
    f) personale di assistenza case di riposo

Infine, una particolare categoria lavorativa che rappresenta un target per la vaccinazione antinfluenzale è la seguente:

  • personale che, per motivi occupazionali, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali:
    a) detentori di allevamenti
    b) addetti all’attività di allevamento
    c) addetti al trasporto di animali vivi
    d) veterinari pubblici e libero-professionisti

La protezione di tali soggetti è finalizzata ad evitare fenomeni di riassortimento genetico tra virus influenzali umani ed animali (nel corso di co-infezioni), da cui potrebbero originare nuovi ceppi dotati di potenziale pandemico.

   

Qual è la composizione del vaccino di quest'anno  

Sulla base dei riscontri epidemiologici e sierologici riguardanti la circolazione di virus influenzali nella passata stagione, ottenuti grazie alla rete per la sorveglianza ed il controllo dell’influenza, che si estende in 82 paesi del mondo, Italia compresa, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che il vaccino antinfluenzale da utilizzare per la prossima campagna 2004-2005 nell'emisfero settentrionale, sia un vaccino trivalente contenente i seguenti antigeni:

  • antigene analogo al ceppo A/Nuova Caledonia/20/99 - (H1N1)

  • antigene analogo al ceppo A/Fujan/411/2002 (*) - (H3N2)

  • antigene analogo al ceppo B/Shanghai/361/2002 (**)

Poiché la maggior parte della popolazione è stata, con tutta probabilità, infettata dai virus influenzali A(H3N2), A(H1N1) e B nel corso degli ultimi anni, una sola dose di vaccino antinfluenzale è sufficiente per i soggetti di tutte le età, con esclusione dell’età infantile.
Per i bambini al di sotto dei 12 anni di età, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi appropriate per l’età di vaccino antinfluenzale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane per assicurare una soddisfacente risposta immunitaria; la seconda dose di vaccino dovrebbe preferibilmente essere somministrata entro la fine di novembre, primi giorni di dicembre. Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini, sia pediatrici che per l’età adulta, utilizzando sedi corporee e siringhe diverse.  

 

 

 

(30/11/2004) 

 

 

 

 

 

 

(*) il ceppo usato per la produzione di vaccino è A/Wyoming/3/2003; è ugualmente disponibile il ceppo A/Kumamoto/102/2002
(**) i ceppi B/Shanghai/361/2002 e B/Jilin/20/2003 e B/Jiangsu/10/2003 figurano fra i virus vaccinici potenziali.

  

    

 

 

 

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