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MENOPAUSA: CEROTTO PROMOSSO A PIENI VOTI

 

Lo studio - condotto dall’Istituto Europeo di Oncologia diretto da Umberto Veronesi in stretta collaborazione con la Struttura Complessa di Oncologia Medica e Preventiva dell’Ospedale Galliera di Genova diretta da Andrea Decensi - dimostra che la somministrazione di ormoni per via transdermica (cerotto), nella TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva), è più affidabile rispetto alla classica somministrazione per compresse.  

 

Questa indagine integra e completa la prima ricerca sul cerotto, sempre condotta dall’équipe del dott. Andrea Decensi. “Avevamo già valutato in passato gli effetti del cerotto sul sistema vascolare dimostrando che la via transdermica, contrariamente alle compresse di estrogeni, non genera aumento dell’infiammazione dei vasi sanguigni, un effetto che può portare danni a carico del cuore e dei vasi sanguigni. - dichiara Decensi - L’obiettivo di questa nuova analisi era quello di valutarne gli effetti sulla mammella”.  

 

I ricercatori hanno scoperto che il cerotto non genera condizioni di maggiore rischio sui principali marcatori tumorali a carico della mammella. “Siamo giunti a questo risultato osservando il comportamento dei due marker tumorali biologici della mammella - spiega Andrea Decensi - e abbiamo osservato che l’assorbimento per via cutanea degli ormoni non si traduce né in un aumento della densità mammografica della ghiandola mammaria né in un incremento del fattore di crescita insulino-simile tipo I (IGF-I), proteina responsabile della crescita mammaria”. La sperimentazione è stata eseguita su un campione di 226 donne sottoposte a TOS per via orale o cutanea secondo criteri statistici per dodici mesi.  

 

Importante sottolineare che la scelta di osservare gli effetti sul fattore di crescita insulino-simile tipo I  è strettamente correlata ai risultati di uno studio epidemiologico eseguito sulle infermiere americane sottoposte a TOS. La ricerca aveva dimostrato che a un’alta concentrazione nel sangue di IGF-I corrisponde un reale aumento di tumori alla mammella. Lo studio “made in USA” iniziato negli anni ’80 è tuttora in fieri e prevede, tra l’altro, che ogni due anni, le 120.000 infermiere selezionate inviino un campione di sangue all’Università di Harvard affinché i ricercatori possano continuare gli studi.  

 

Cerotto dunque promosso a pieni voti. La via transdermica sembra rivelarsi la modalità più sicura per la somministrazione degli ormoni: come per la compressa non aumenta i rischi di cancro alla mammella, ma differenza di questa non determina alcun aumento del rischio di sviluppare malattie cardiocircolatorie.

 

 

   (18/10/2004)

 

 

 

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