È possibile definire la “qualità della
visione” e quantificarla nella sua globalità? La misurazione
della acuità visiva, comunemente effettuata mediante la
lettura da lontano delle tavole con lettere dell’alfabeto
(tavole di Snellen), non sembra più sufficiente.
La vista è uno degli organi di senso più
importanti e più complesso da misurare ed esistono diversi
criteri di valutazione per determinare se il paziente ‘vede
bene’. Alla luce di queste osservazioni, è nato il progetto
“Qualità della visione”, un progetto di consesus, avviato
con il contributo di Novartis, che ha coinvolto più di 70
esperti italiani, retinologi e non, con lo scopo di definire
l’insieme degli esami diagnostici in grado di dare un quadro
completo dello stato di salute degli occhi.
“Il progetto – spiega il professor Rosario
Brancato, Direttore del Dipartimento di Oftalmologia e
Scienza della Visione, Istituto Scientifico Universitario
Ospedale San Raffaele, Milano – è nato con lo scopo di
ottenere un consenso sulle procedure diagnostiche
fondamentali per definire l’acuità visiva nel suo complesso
e i relativi parametri di normalità.”
“Anche i pazienti, infatti, – commenta il
professor Francesco Bandello, Direttore Clinica
Oculistica Università di Udine – non sempre sono in
grado di identificare in modo chiaro i difetti della vista,
e considerano il vederci “da lontano” e “da vicino” l’unico
criterio importante. Il progetto di consensus ha permesso
invece di individuare i test che forniscono un quadro
completo della funzionalità visiva e risultano fondamentali
per identificare importanti malattie, come le maculopatie,
che possono risultare molto invalidanti. Basti pensare alla
Degenerazione Maculare”.
“L’Italia è il paese pilota in questo
progetto – continua Brancato.
– Uno studio osservazionale,
che sta per essere avviato, raccoglierà gli elementi
necessari per creare un indice, il “QoV”(Qualità della
Visione), per permettere di quantificare la qualità della
visione in relazione alla qualità della vita”.
Ma quali sono gli esami per dare una pagella
alla nostra vista? Sono 4 i test che risultano
indispensabili oltre a quello più noto e diffuso, il test
dell’acuità visiva centrale:
- la misurazione del campo visivo, definito
come la porzione di spazio che l’occhio può percepire
guardando diritto davanti a sé, attorno al punto di
fissazione;
- l’identificazione di eventuali
metamorfopsie, cioè la distorsione delle immagini, che
risulta particolarmente importante visto che è il sintomo
iniziale della Degenerazione Maculare;
- la sensibilità al contrasto è una procedura
che prevede la lettura dei caratteri in color nero-grigio
via via più sfumato su sfondo illuminato in modo omogeneo;
- e infine anche la velocità di lettura, che
viene misurata facendo leggere al paziente frasi semplici
con la maggiore velocità possibile.
“La diagnostica individuata dal Progetto
Qualità della Visione – afferma il dottor Stefano
Piermarocchi, Dipartimento di Oftalmologia Università di
Padova – è particolarmente appropriata per i pazienti
affetti da Degenerazione Maculare poiché permette di
monitorare in maniera approfondita le evoluzioni di questa
malattia, invalidante e a progressione molto rapida.”
La Degenerazione Maculare nelle sue diverse
forme, “secca” o “umida”, comporta un deterioramento
progressivo della macula, la parte più centrale della
retina, responsabile della visione distinta. I pazienti
vedono le forme distorte e la visione centrale viene persa,
mentre rimane intatta quella laterale.
Attualmente in Italia circa 1 milione di persone
presenta i primi segni di questa malattia. La Degenerazione
Maculare colpisce l’1 per cento della popolazione oltre i 50
anni, il 14 per cento degli ultra 75enni, mentre oltre il 30
per cento degli ultra 85enni sono affetti dalla forma più
grave di degenerazione maculare, la forma neovascolare o
umida. 20.000 sono i nuovi casi di Degenerazione Maculare
neovascolare ogni anno in Italia.
“Il diverso approccio alla diagnosi e alla
corretta valutazione della Degenerazione Maculare –
spiega Bandello – è molto utile anche in considerazione
delle terapie oggi disponibili. I test individuati grazie
al Progetto permettono di stimare in maniera più precisa i
benefici delle terapie e rendere consapevole il paziente dei
miglioramenti ottenuti, infondendo fiducia e sostegno
psicologico.”
Oggi un aiuto al paziente arriva dalla
terapia fotodinamica, che può curare la forma più
invalidante di Degenerazione Maculare, ossia quella “umida”,
ed è tanto più efficace quanto prima è applicata. La terapia
fotodinamica si avvale della verteporfina, una sostanza
fotosensibile che quando iniettata endovena è in grado di
concentrarsi nelle cellule dei vasi sanguigni anomali alla
base della lesione. La sostanza viene attivata irradiando
l’occhio del paziente con una luce laser non termica:
vengono così prodotti radicali liberi che aggrediscono solo
i vasi sanguigni anomali, senza pregiudicare i vasi retinici
sani.
Il progetto Qualità della Visione prevede
anche la Campagna di educazione alla salute “Qualità della
Visione – I tuoi occhi, il tuo mondo”, rivolta al pubblico
con l’obiettivo di far conoscere i problemi legati a queste
patologie e il loro impatto sulla qualità di vita. Durante
l’anno, in diverse città italiane verranno organizzati
incontri, visite oculistiche gratuite, screening sulla
popolazione. Per saperne di più o ricevere materiale
informativo è possibile chiamare il numero verde 800-859020,
dalle 9.00 alle 13.00, da lunedì a venerdì.