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La stagione invernale, si sa, non è l’ideale
per difendersi dalle malattie reumatiche, che non esitano a
ripresentarsi, impedendo e riducendo la libertà di movimento
di quanti ne sono interessati.
Così ogni anno il 10% della popolazione
umana, soprattutto quella anziana -
l'artrosi, infatti, è una
malattia delle articolazioni a carattere degenerativo
causata dall’usura delle articolazioni stesse -, è
riguardata da dolori fastidiosi, infiammazioni e
degenerazioni delle articolazioni.
Tuttavia, i sei milioni di italiani che ne
sarebbero riguardati potrebbero ricevere delle cure ottimali
da rimedi che avrebbero a portata di mano: le piante.
In natura,
infatti, esistono piante che possono alleviare le sofferenze
reumatiche: il salice e la spirea, da cui è stata
sintetizzata la famosa aspirina, hanno proprietà antiinfiammatorie
simili a quelle possedute dal famoso medicinale, anche se
in misura ampiamente ridotta, mentre il ribes nero ha
proprietà simil-cortisone e l’uncaria è efficace sia come
antinfiammatorio che come stimolante delle difese
immunitarie.
A dispetto del
nome, che deriva dalla particolare forma del suo frutto,
simile ad un piccolo artiglio con uncini, è opportuno
richiamare anche le proprietà infiammatorie dell’Artiglio
del diavolo, una pianta molto diffusa in Italia.
Si tratta di
rimedi che, in alcuni casi, potrebbero addirittura rivelarsi
più indicati, rispetto ai tradizionali antidolorifici ed
antinfiammatori che, soprattutto per chi soffre di ulcera o
gastrite, potrebbero essere dannosi.
Infine ad
accentuare l’importanza delle piante in tale settore
intervengono anche tutti i trattamenti esterni con unguenti,
pomate, olii, gel a base di piante ad azione antidolorifica
quali l'arnica, il ginepro, l'origano e il rosmarino che
utilizziamo quotidianamente, senza forse nemmeno rendercene
conto.
Salvatore Catorano
(24/1/2006)
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