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Per Vedere Fatti Vedere Onlus
aderisce alla Campagna mondiale sulla
degenerazione maculare senile lanciata dalla
AMD Alliance. Dal 21 al 27 settembre
prossimi verranno organizzate diverse attività
allo scopo di far conoscere la grave patologia
che interessa in particolar modo gli over 60 e
purtroppo ben poco conosciuta. Non esiste per
ora una terapia risolutiva e solo una diagnosi
precoce può rallentarne l’evoluzione verso la
perdita della vista.
In questa occasione verrà anche presentata la
Carta dei diritti dei pazienti con degenerazione
maculare senile e glaucoma messa a punto dalla
onlus per colmare una grave lacuna nel contesto
socio- sanitario del nostro Paese.
Si calcola che attualmente in Italia ne siano
afflitti mezzo milione di persone tra i 50 e i
60 anni, 1 milione tra i 60 ed i 70 e oltre 2
milioni over 70 anni. Invecchiando il rischio di
sviluppare la malattia cresce considerevolmente,
infatti la DMS, come viene altresì chiamata,
colpisce il 32% degli over 75.
Il dramma è che al momento non esiste una
terapia risolutiva e solo una corretta diagnosi
precoce può rallentare l’inesorabile progresso
della patologia, che può condurre- se non
diagnosticata in tempo- alla perdita della
vista, con conseguenze gravi sulla qualità di
vita. Non si riesce più a leggere, a camminare,
a guidare o guardare la tv, a riconoscere le
persone davanti a noi, insomma a vivere in modo
autonomo. Se si pensa che la speranza di vita va
verso i 90 anni, significa che ci aspettano
almeno 15 anni di pene e sofferenze.
I fattori di rischio maggiori sono il fumo,
l’elevata pressione del sangue e una dieta
sbagliata. In questi ultimi anni varie ricerche
effettuate in Italia e all’estero hanno portato
alla conclusione che una vita sana e una dieta
equilibrata ricca di pesce, frutta, verdura a
foglie verdi aiutano a prevenire il rischio di
contrarla. Inoltre si consiglia agli over 50 di
sottoporsi, almeno ogni due anni, ad una visita
accurata con dilatazione della pupilla presso un
Medico Oculista.
Nel frattempo al mondo si sono avviate diverse
ricerche allo scopo di giungere quanto prima a
una terapia risolutiva. “La ricerca scientifica
dedica sempre più risorse nello studio della
degenerazione maculare senile- dichiara il Prof.
Pasquale Troiano, Presidente di Per Vedere Fatti
Vedere Onlus - Sono già disponibili sostanze
integrative che appaiono utili nella prevenzione
della degenerazione maculare secca, mentre il
trattamento della degenerazione maculare umida,
che offre già diverse opzioni terapeutiche,
disporrà tra breve di nuovi farmaci ancora più
attivi e, forse, con minori effetti collaterali.
Nel frattempo le persone a rischio devono essere
rese consapevoli e puntare tutto sulla
prevenzione per tutelare la propria vista”.
I numeri in Italia
La degenerazione maculare senile,
nota anche come dms, è una tra le più gravi
patologie oculari che interessa attualmente in
Italia:
- 1/2
milione di persone tra i 50 e i 60 anni,
- 1
milione tra i 60 ed i 70 anni,
-
oltre 2 milioni con più di 70 anni di età.
Invecchiando il rischio di
sviluppare la malattia cresce considerevolmente,
la DMS colpisce il 32% delle
persone over 75.
Il costo sociale
Se non si creano subito dei
servizi di sostegno e di controllo
dell'evolversi della malattia per coloro che ne
sono affetti, nei prossimi anni -in
considerazione del crescente aumento della
speranza di vita e della difficoltà del sistema
sanitario pubblico di fronteggiare da solo
questa emergenza- un terzo della popolazione
italiana si troverà nella condizione di non
poter vivere la propria quotidianità in modo
autonomo e autosufficiente. Un terzo degli
italiani non sarà più in grado di leggere,
camminare o muoversi in modo autonomo, non
potendo più contare sulla propria capacità
visiva.
Esistono due forme di questa malattia:
-
una forma
secca o atrofica.
è
la più frequente (circa il 90% dei casi), ha
un'evoluzione più lenta e porta alla cecità
solo nel 10% dei casi.
-
una forma
umida detta anche essudativa o
neovascolare. E' la più rara (circa il 10%
dei casi) ma determina il 90% dei casi di
cecità ed è la più rapida ad evolvere.
I sintomi
La
forma secca non provoca dolore. Il sintomo più
diffuso è una visione leggermente sfocata. Il
paziente può aver bisogno di una luce maggiore
per leggere o per svolgere altre attività.
Inoltre, può trovare difficile riconoscere le
facce se non si avvicina alle persone. Col
tempo, il paziente può vedere un punto sfocato
al centro della visione. Questo accade perché un
gruppo di cellule nella macula hanno cessato di
lavorare. Con l'aggravarsi della patologia
questo punto sfocato può diventare sempre più
grande e denso, occupando progressivamente la
visione centrale del paziente. Generalmente le
persone con la DMS secca in un occhio non
percepiscono cambiamenti nella propria visione.
Con l'altro occhio sano, possono ancora guidare,
leggere e vedere i dettagli degli oggetti. Molti
notano cambiamenti nella loro visione solo
quando la DMS colpisce entrambi gli occhi.
Anche la forma umida non provoca dolore. Un
sintomo precoce è che le linee diritte appaiono
ondulate. Questo accade perchè i neovasi
rilasciano fluidi sotto la macula. Il fluido
solleva la macula dalla sua posizione normale
dietro l'occhio e distorce la visione. Un altro
sintomo è la perdita repentina della visione
centrale, mentre nella forma secca questo
fenomeno è lento. Analogamente alla forma secca,
anche nella umida il paziente può notare un
punto sfocato centrale.
I fattori di rischio
I
fattori che influenzano l'insorgenza della DMS
sono diversi:
-
Età:
è il fattore di rischio più importante.
Sebbene ci possono essere dei casi di
pazienti colpiti verso i 50 anni, il rischio
di contrarre la patologia aumenta con l'età
-
Sesso:
le donne sembra abbiano maggiori probabilità
di contrarre la DMS
-
Predisposizione genetica e familiarità:
se ci sono in famiglia persone con la DMS
aumenta il rischio
-
Fumo
-
Colesterolo alto:
in particolare se si segue una dieta ricca
di grassi animali
-
Scarso esercizio fisico
-
Esposizione alla luce
-
Uso di alcool
-
Ipertensione arteriosa
La terapia
Purtroppo, ad oggi, per la dms non disponiamo di
veri e propri trattamenti. L’unica possibilità è
la diagnosi precoce: nella retina avvengono
delle trasformazioni che, se individuate in
tempo, possono cambiare la prognosi di questa
malattia. La ricerca medica sta nel frattempo
studiando delle terapie adeguate al momento in
fase di sperimentazione nel mondo e in Italia.
(25/08/08)
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