Per quanto riguarda la parte
economica, per i 118 mila medici e gli oltre 20
mila dirigenti non medici del servizio sanitario
nazionale è previsto rispettivamente un aumento
di 179 euro mensili medi lordi procapite e 152
euro; complessivamente, dunque, 452 milioni
di aumenti.
Con riferimento all’ indennità di
esclusività di rapporto ferma al 2000, l'intesa
siglata prevede una rivalutazione pari a 0,46%
della massa salariale pari a 26 euro al mese lorde e
risorse aggiuntive pari allo 0,8%.
Per quanto riguarda il capitolo delle
sanzioni disciplinari introdotte dalla legge
Brunetta sulla pubblica amministrazione, sia con
riferimento alle pene in denaro che ai
licenziamenti, le stesse sono state ridisegnate su
misura dei medici con la previsione anche di
elementi certi ed obiettivi per la sanzione e la
censura scritta, prima di passare alla pena
pecuniaria.
Inoltre si è provveduto a una
modulazione delle sanzioni tenendo conto della
specificità della professione medica e della
salvaguardia della sua autonomia con il risultato di
introdurre il reintegro, fino a oggi non previsto,
in caso di licenziamento ingiustificato.
Invece in merito all’orario resta da
sciogliere il nodo riguardante le previsioni “a
sorpresa” dell’Aran anche rispetto all’atto di
indirizzo che rappresenta per i sindacati una
interpretazione peggiorativa delle norme attuali,
visto il rischio fondato di superamento sistematico
dell’orario di lavoro.
L'accordo prevede inoltre l'uniforme applicazione
della copertura assicurativa in tutte le aziende
con l'individuazione di elementi fondamentali ed
uniformi della polizza e l'obbligo per le aziende
sanitarie di dotarsi di strumenti di prevenzione del
rischio clinico, in merito alla quale il
Ministro Ferruccio Fazio, intervenendo nel corso di
un’audizione alla commissione Igiene e Sanità del
Senato, ha affermato la necessità di norme che
riescano a “far stare tranquilli i medici.”
Salvatore Catorano
12/02/2010