Home > Medicina & Salute > Congressi > 06 maggio 2001 - le architetture risonanti della demenza

 

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Le architetture risonanti della demenza

di Roberto Carnaghi - Musicoterapista 

 

 

 

Il progetto musicoterapia e demenza nasce da due premesse epistemologiche fondamentali: la natura dell'uomo, vista in una concezione olistica, ossia interezza di manifestazione ed il ritratto della demenza, teorizzato quale distacco precoce del principio mentale, ovvero astrazione. Si vuole percorrere, per costruire strumenti cognitivi, relazionali ed operativi, un viaggio attraverso le scienze e le metafore della cultura universale, raccogliendo e proponendo testimonianze e principi, quali terreno di indagine per una naturale visione olistica dell'esistenza. Si prende, dal principio la realtà e le simboliche rappresentazioni del numero 7: sette colori dell'iride, sette note della scala musicale, sette giorni della settimana, i sette Spiriti innanzi al trono di Dio, ma soprattutto, per quanto investe la nostra ricerca, i Sette Corpi dell'Holos Umano costitutivo. Questi sette centri ( o corpi ) formano, a differenti piani vibrazionali, l'interezza della nostra manifestazione. Li identifichiamo nei seguenti corpi: fisico denso ( eterico o vitale), astrale (delle emozioni e sentimenti), il mentale inferiore (io cosciente), e la triade spirituale animica superiore. I corpi sottili stanno al corpo fisico denso come gli armonici stanno al suono della fondamentale, dunque per la legge di analogia si possono rapportare questi diversi piani di esistenza. I corpi sono centri vitali di forza e ciascuno emette un proprio suono e proprie bande cromatiche, rivelando , emanandola, una propria luminosità. Più di due terzi delle patologie e dei disturbi dell'uomo nascono nelle dissonanze dinamiche dei corpi eterico ed astrale, nella incapacità di ritrovare l'armonia originale con le Leggi Cosmiche della Natura, l'Armonia Mundi olistica. Parallelamente al sistema endocrino sono presenti nella nostra costituzione 7 centri, detti anche chakras ( dal sanscrito: ruote ) che rappresentano le ottave superiori della loro controparte fisica, appunto le ghiandole del sistema. Questi centri sempre in ricezione e distribuzione sono le porte di accesso e di scarico che si nutrono dei suoni, delle luci, delle potenzialità della vita stessa, e li trasmettono, facendoli precipitare, agli organi fisici. Il suono riveste dunque grande importanza proprio perché ogni chakra vibra ad una particolare frequenza e dall'incontro con il suono, per la legge di risonanza, possiamo davvero intravedere quali interazioni saranno possibili in campo terapeutico. Olismo è visualizzare, percepire ed elaborare questa sin-fonia delle ruote sonoro-luminose che nutrono ogni più piccola nostra cellula, rivitalizzando costantemente il sangue, la corrente della vita stessa. Il suono, così come viene rappresentato dalle culture apparentemente distanti, è il principio di Costruzione, Coesione e Trasformazione ( o distruzione ) della materia, della forma fisica in cui e per cui i principi spirituali superiori possono incarnarsi e servire il piano terrestre su cui ci muoviamo e siamo. Le figure di E.Chladni, il modello atomico, la figura del sistema solare e la descrizione del chakra stesso mettono in evidenza come questo modello di vibrazione costruttrice delle forme sia davvero una legge universale di manifestazione. Il suono può mettere in comunicazione i diversi piani di esistenza, e nel nostro campo di indagine, la demenza, si prefigura come strumento privilegiato atto a costruire quel ponte di comunicazione superiore di relazione e nutrimento. L'esperienza musicale facilita l'integrazione con le energie dei corpi sottili che possono ricollegarsi e dinamizzare i veicoli inferiori, gli organi ed i tessuti del corpo fisico, distribuendo vitalità e coscienza, sino a che i tempi biologici dell'interezza lo permettono. La demenza è dunque considerata quale astrazione del principio mentale. Il demente vive un'esperienza puramente onirica senza ritorno nel corpo più fisico, come una persona che al momento del risveglio non riesce più ad integrare il corpo astrale cosciente al corpo più fisico denso. La sofferenza nasce dalla non netta polarizzazione ed integrazione fra i corpi, come se la persona vivesse la polarizzazione del Sé, la coscienza del sé viaggiando attraverso i gradi della propria coscienza di essere, senza poter focalizzarsi sul piano su cui oggi noi siamo qui a servirlo nella terapia! Il simbolo suggerito della sveglia del mattino rivela l'esatta collocazione della esperienza sonora: la musica è lo strumento/allarme che permette il risveglio del mattino, dalla notte del così definito viaggio astrale. Nel caso della demenza il ritorno non è stato più possibile, la persona è polarizzazione ancora nel corpo sottile delle emozioni, dell'angoscia senza regista, della mancata ri-unificazione dei centri della consapevolezza. Ecco l'immagine proposta della catena spezzata. La musicoterapia è percorso terapeutico proprio nella visione e nella accettazione di questa duplice premessa: l'interezza da ricomporre e la potenzialità invocativa-evocativa del suono che permette quel riallineamento destrutturato per insorgere della grave compromissione. Si consiglia la formazione disciplinata per approfondire queste tematiche legate alla presa di coscienza della manifestazione olistica dell'uomo, che ancor prima di vivere l'esperienza della malattia, dovrebbe rivelarsi quale sacra interezza su livelli di cui si cerca spesso di negarne l'esistenza, senza considerare il peso e la ricchezza storica di quelle culture che da millenni offrono testimonianze di vissuti significativi e meravigliosi sulla nostra vera essenza, sullo scopo dei principi umani e divini. Sia per gli operatori infine l'invito all'approccio di quelle culture e scienze che restituiscano alla sofferenza un significato più vero, condiviso a tutti i livelli, senza voler dividere ciò che la Vita non ha mai suggerito di separare. Ringrazio sin d'ora tutti quegli operatori e quei familiari che vorranno approfondire con umiltà e saggezza questa visione non riduttiva, strumento e meta, missione e dharma di un'intera vita, per il bene di quella rivelazione a cui tutti tendiamo più o meno consapevolmente. 

 

 

  

  In collaborazione con: pamonline.it

 

 

 

 

 

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