Home > Medicina & Salute > Congressi > 06 maggio 2001 - lavorar cantando

 

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Firenze (FI) - 6-7 Maggio 2000 

 

Incontro Nazionale di Musicoterapia  


 

Lavorar cantando

di Nicola Corti - Musicoterapista

 

 

 

Al convegno ho raccontato la mia esperienza di un laboratorio legno, per la costruzione di strumenti musicali che ho denominato "Lavorar cantando", realizzato insieme a malati d'Alzheimer nel centro diurno Stella del Colle di Firenze. In questo laboratorio, riciclando vecchi oggetti di legno inutilizzabili e lavorando con attrezzimolto semplici, ho cercato di ricreare l'atmosfera della bottega artigiana, ben presente nella memoria di molti utenti. Ho raccontato come, insieme a questi malati, ho costruito strumenti facilmente suonabili da tutti, anche da persone con problemi cognitivi come gli Alzheimer. Al convegno ho parlato di come si possono strutturare piccole orchestrine, che io chiamo "Trik Trak band", composte anche da soli utenti, fruendo dei suddetti strumenti. Ho dato anche esempi pratici di come queste orchestrine possono essere utilizzate in varie situazioni (gruppi d'improvvisazione ritmico-modale, orchestrine per il ballo liscio nelle feste, accompagnamento di cori e canzoni d'epoca). Io sono perito meccanico ed ho lavorato sia come operaio artigiano sia come progettista, ho suonato e cantato molta musica leggera e popolare, ho studiato chitarra classica da privatista e sto studiando musica elettronica ma ho lavorato anche come semplice operatore socio-sanitario; quindi ho un'esperienza ed un percorso di formazione, come animatore musicale, frammentato, discontinuo e non molto ortodosso. Ho detto questo per chiarire che nel mio approccio all'animazione musicale, è stata molto importante l'auto formazione ottenuta attraverso la passione e la semplice e costante osservazione dei fenomeni sociali e sonoro-musicali circostanti. Per me anche il parlare è musica ed il muoversi è danza e quindi ritmo. Ognuno di noi possiede un proprio bagaglio sonoro-musicale interiore e quindi, indipendentemente dal fatto che pratichi o no uno strumento musicale, può attingere alla propria esperienza. Inoltre può costantemente auto-formarsi basandosi sull'esercizio, sull'osservazione e sulla propria creatività. Importante è non farsi scoraggiare dai soliti luoghi comuni, che ad esempio dicono:-si può essere musicisti solo se si è fatto il conservatorio!,-bisogna saper leggere la musica, per suonare, -si può fare musica solo se si è musicisti! Io sono diventato musicista semplicemente facendo musica. Si nasce, si vive e si muore immersi nei suoni e nei silenzi e la musica è l'arte del suono e del silenzio. Anche gli uccelli cantano ma non per questo sanno leggere la musica. Personalmente intendo "il fare musica" come il fruire di qualsiasi evento sonoro, con lo scopo di creare valore per se stessi e per chi ci circonda. Credo che una visione così aperta, su ciò che si intende come musica, mi ha permesso di giungere alle idee, un po' fuori dal comune ma efficaci, del "Lavorar cantando", delle "Trik trak band" e di altri tipi di attività, ampliando così le possibilità e le tecniche d'approccio con questo tipo di utenza e permettendo un' intervento positivo in queste attività anche da parte di chi non è musicista sia utente che operatore; infatti, nella struttura dove lavoro, sono molti gli operatori che hanno imparato queste tecniche d'animazione solo per il fatto di parteciparvi. Ho detto tutto questo soprattutto per incoraggiare quelle persone che operano nel sociale e che erano presenti al convegno pur non essendo musicoterapeuti, musicisti o animatori musicali, cercando di ricordare a noi tutti che i suoni e la musica sono per fortuna un linguaggio universale che ci appartiene da sempre e ci tiene costantemente in relazione. 

 

 

  

  In collaborazione con: pamonline.it

 

 

 

 

 

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