Home > Medicina & Salute > Congressi > 06 maggio 2001 - musica e riabilitazione

 

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Firenze (FI) - 6-7 Maggio 2000 

 

Incontro Nazionale di Musicoterapia  


 

Musica e riabilitazione nella"Globalità dei Linguaggi" con malati d'Alzheimer

di Giacomo Downie - Musicoterapista

 

 

 

  

Alcuni concetti chiave caratterizzano l'operare in musicoterapia con la Globalità i Linguaggi.

  
1. PROGETTO PERSONA 
Il percorso parte dalla persona della quale mi prendo cura. Altre esperienze mettono in primo piano le tecniche: questa serve a questo ecc. Benissimo. Qui si parte dalla persona, fatta di un corpo, una storia, osservabile in comportamenti. Dove sta la musica? 
La musica che serve a me, terapista, arteterapeuta, musicoterapista, musicoterapeuta, è quella che nella persona esiste prima, durante e dopo il trattamento. L'aspetto musicale è sempre presente in ogni atto espressivo della persona. Lo posso trovare nel tono della voce, nel ritmo delle azioni, nell'intensità dei gesti. La persona arriva da me con la sua musica, ed io la devo scoprire. 
Questo vuol dire che la mia osservazione si estende alla quotidianetà delle sue azioni, questo vuol dire che tutte le figure che le ruotano possono dirmi qualcosa di importante, che può diventare musicale. 

 
2. CONTINUITA' 
Il nostro lavoro è scoprire e sviluppare (in musica) potenziali della persona. Lo sviluppo dei potenziali sarà un motivo comune ai vari interventi di questo convegno. Posso quindi estrarre dei potenziali come se fosse un'operazione chirurgica, odontoiatrica (l'estrazione del potenziale) e mollare la persona, col suo bel potenziale in mano? Potenziale che magari è visto dal parente come comportamento disturbante, parente che ha un'immagine ancora viva della persona del passato (ed è una prospettiva che siamo tenuti a rispettare). 
La risposta è continuità. Il mio intervento, per avere efficacia, non solo deve essere continuativo (non a tempo determinato), ma, con queste persone dalla memoria compromessa, deve avere una prosecuzione nel quotidiano. Io musicoterapeuta sono tenuto a mettere in circolo quanto ho scoperto circa i canali di comunicazione e far conoscere un'immagine della persona arricchita delle risorse che ho conosciuto a tutte le figure che hanno a che fare con lei. 

 
3. COMPIACIMENTO 
Perché la musica? 
Potrei dare, e daremo, tante risposte: perché attiva memorie lontane, perché stimola certi processi relativi a funzioni ancora integre. Ma io metterei in primo piano un'altro aspetto: il piacere! Praticare musica implica un processo estetico. Questo vuol dire che nelle tracce sonore lasciate o nell'ascolto musicale la persona ritrova qualcosa di sé, gusti, stili, spiritualità. Ma questo porta a una forma speciale di piacere, data dalla condivisione di vissuti CON GLI ALTRI: il compiacimento. Ecco il potere forte della musica! Che ci porta agli ultimi concetti chiave. 

 
4. SINTONIA SINCRONIA SINFONIA 
Quale musica devo usare? Quali tecniche? 
Un valzer di Strauss, l'utilizzo di musiche popolari, strumenti a percussione? 
La musica, come ho detto all'inizio, mi viene indicata dalla persona. Indico tre vie (possono essercene ancora): 
-Conoscenza della sua storia, gusti, esperienze musicali, paesaggio sonoro. 
-Lettura della musicalità dei suoi comportamenti. 
-Cercare di mettersi nei suoi panni (teorie dell'ascolto empatico) e più semplicemente esaminare le proprie impressioni, memorie di nostri vissuti sollecitate dall'evento. 
Quello che conta è il percorso, che parte dalla persona, che ha la finalità di motivarla a mantenere le relazioni col mondo (quindi ad attivare tutte le risorse per evitare l'ultima fase della malattia di A). Percorso che si fonda sulla ricerca e lo sviluppo dei potenziali, che si pone obiettivi specifici e che infine, privilegiando il lavoro in gruppo o in rapporto individuale, utilizza certe tecniche. E a proposito di queste sappiamo tante cose. Che il ballo favorisce i rapporti sociali, che certe musiche sollecitano certi movimenti, la mobilizzazione di certe parti del corpo; sappiamo che il canto stimola ricordi e reminescenze; certi brani riattivano vissuti; certi suoni entrano in risonanza con certe parti della persona; il canto fa sentire la propria voce che si fonde con le altre, o che si riverbera nell'ambiente; che certe forme musicali rispecchiano certe forme mentali o certe pratiche umane o certe funzioni fisiologiche (come la respirazione). 
SINTONIA trovarsi sullo stesso tono, sulla stessa tensione (anche emotiva) 
SINCRONIA trovarsi sullo stesso tempo, sugli stessi ritmi 
SINFONIA trovarsi sullo stesso suono... 
COSA SI FA? Fra le proposte: Laboratorio "suoni movimento". Incontri settimanali di gruppo (12/18 persone con età compresa tra 70-93 anni.). Il lavoro in gruppi non solo per necessità (il grande numero delle persone con cui lavorare), ma per scelta, i malati di alzheimer insieme agli altri perché dal gruppo di coetanei possono avere di più di quanto noi possiamo dar loro. Gruppo vero e proprio elemento cardine della "terapia". Non come somma di individui, ma come entità, come contenitore, come GREMBO SOCIALE capace di contenere, di spronare, di dare energia o rilassare, di amalgamare o di far emergere il singolo individuo. 
Per ogni incontro si cercano musiche, suoni, ritmi o l'uso di strumenti semplici, musiche tradizionali conosciute o di culture diverse. Valendosi del principio che la musica é anche movimento si offrono proposte motorie cercando di stimolare non a ripetere dei movimenti su imitazione, ma a eseguire movimenti nati da esigenze interiori. Tutto ciò passando però per altri tipi di linguaggi espressivi stimolando l'immaginazione attraverso la SINESTESIA: in cui un senso attiva immagini degli altri. Ecco che dalla musica si può passare a tracciare un segno colorato su un foglio o plasmare materie come creta. La cosa importante per noi é creare un contesto in cui ognuno può partecipare a vari livelli, dove anche il MA trova un suo ruolo, secondo un progetto di INTEGRAZIONE. 


Conclusione 
5. DAR SENSO AI COMPORTAMENTI INSENSATI 
I malati di A hanno elaborato strategie sofisticate per comunicare. Affini per certi versi a quelle dell'artista, del poeta che cerca parole, del compositore che cerca suoni, ecc. 
Nostro lavoro è creare contesti, creare relazioni dove i comportamenti insensati acquistino senso, con la musica si può fare.

 

 

  

In collaborazione con: pamonline.it

 

 

 

 

 

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