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Firenze (FI) -
6-7 Maggio 2000
Incontro
Nazionale di Musicoterapia
Musicoterapia
in casa di riposo
di
Roberto Bellavigna - Musicoterapista
Il mio intervento al convegno voleva focalizzare l'attenzione sul ruolo del musicoterapeuta all'interno di strutture quali le case di riposo. Era in definitiva un raccontare quella che è ed è stata la mia esperienza professionale avvenuta in questi cinque anni di lavoro presso la casa di riposo
"Rossi-Sidoli" di Compiano in provincia di Parma. Con l'ausilio di lucidi da proiezione ho cercato di illustrare in modo schematico la dimensione e gli ambiti operativi della musicoterapia in una struttura ove esistono già altre figure professionali quali l'animatore e la fisioterapista. Era mia intenzione sottolineare la complementarietà di questi ruoli professionali, le loro potenzialità specifiche e le collaborazioni che possono essere messe in atto, nonché la necessità di un coordinamento di intenti. Quale ruolo può avere la figura del
musicoterapeuta, quale apporto migliorativo può portare alla struttura, quali metodologie, quali obiettivi? Dopo una breve definizione di musicoterapia ho accostato questo concetto alle specificità dei singoli anziani. All'interno di una indagine valutativa e analitica dei bisogni riscontrati si è parlato di patologie, situazioni, ambienti, comportamenti, richieste e potenzialità. In questo contesto è stato inserito ed analizzato il concetto di Iso (identità sonoro musicale) come punto di partenza assodato per la stesura di obiettivi terapeutici. In un secondo momento si è passati a definire il concetto di repertorio (proposte musicali utili ad indurre un cambiamento migliorativo o preventivo). Ho esaminato le strutture costruttive formali delle canzoni (struttura strofica, con ritornello, a cori alternati, narrativa solistica ecc. ecc.) per poi introdurre quali possano essere le scelte musicali migliori nelle varie situazioni terapeutiche. All'interno del discorso repertorio ho accostato e confrontato le singole caratteristiche della canzone sia da un punto di vista testuale che musicale.Ho accostato a queste argomentazioni anche le mie convinzioni riguardo l'efficacia di proposte suonate dal vivo accompagnate da una prassi esecutiva intimamente legata al contesto di azione (dinamica, tempi, agonica, btm
rispecchiamento, lettura musicale del respiro dell'anziano). Ho parlato di
setting, strumenti e luoghi ove operare individuando le caratteristiche peculiari per attinenza al repertorio e appartenenza alla storia musicale degli anziani di strumenti musicali quali la fisarmonica l'armonica a bocca e la tromba. Parlando di metodologia operativa ho suddiviso in modo schematico il mio approccio con la materia in tre momenti differenti e contigui:
· L'incontro (valutazione, analisi dei bisogni, obiettivi,) La ricerca del dialogo (lettura musicale del contesto e dell'anziano) L'accompagnare (proporre, ascoltare, procedere insieme verso gli obiettivi desiderati)
In ultimo ho elencato gli effetti benefici della musica riscontrati con persone anziane e malati di Alzheimer (motori, cognitivi, sociali ecc). Un breve video ha illustrato alcuni momenti di lavoro in contesti e situazioni differenti.
In collaborazione con: pamonline.it
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