Home > Medicina & Salute > Congressi > 06 maggio 2001 - un percorso tra ritmo e melodia

 

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Firenze (FI) - 6-7 Maggio 2000 

 

Incontro Nazionale di Musicoterapia  


 

"Un percorso tra ritmo e melodia" 

di Luca Pozzi - Musicoterapista e

 Lucia Corno - Musicoterapista

 

 

 

L'istituto Golgi di Abbiate grasso (Mi) è' una struttura (IPPAB, ex ECA di Milano) con 428 posti letto all'interno della quale è presente un nucleo Alzheimer che comprende una parte RSA (20 posti letto) occupata da persone ricoverate per lunghi periodi, e una parte IDR (20 posti letto) con ospiti presenti temporaneamente.

Il gruppo dell'attività di musicoterapia 
Il gruppo di ospiti cui è rivolta l'attività di musicoterapia comprende persone che mediamente si trovano in una fase di malattia (GDS, global deterioration scale, 5/6) definita moderata/severa. Sussistono problemi comportamentali, di orientamento spazio-temporale, ridotte capacità mnemoniche e notevoli difficoltà nell'organizzazione del linguaggio verbale. Molte sono, a questo proposito, le ripetizioni di frasi, risulta nella quasi totalità dei casi praticamente nulla la capacità di riconoscere le persone e le figure professionali presenti in reparto. Una buona percentuale di ospiti, con problemi di wandering, vaga per il corridoio in un interminabile andirivieni, altri sono "impegnati" in un continuo riordino di mensole, tavoli, armadi. Qualcuno rimane seduto al proprio posto, sfogliando riviste accanto a chi "cerca" il marito, la mamma o un caro parente. Il gruppo potrebbe essere considerato in due diverse accezioni: gruppo chiuso (si stabiliscono dei partecipanti che rimangono invariati nel tempo) e gruppo aperto. Nel caso della nostra attività si è preferita la via di mezzo: gruppo semi-aperto. C'è un nucleo di persone che fanno da base stabile sia per quanto riguarda l'adesione (n° di sedute) che per la permanenza ad ogni incontro. Obiettivo è quello di creare un gruppo di persone che dia un certo grado di stabilità, il che significa ordine e abbassamento del livello di stress, e che allo stesso tempo non limiti troppo la partecipazione di altri. Il gruppo si costituisce inoltre come un'unica entità avente la propria sonorità. La messa in comunione dei modi espressivi di ognuno acquista valore nel momento in cui il singolo è in relazione con il resto del gruppo, con la sua personalità che nel medesimo istante riceve stimoli per un cambiamento, viene modificata dal rapporto con gli altri. Per far ciò bisogna che si creino, e soprattutto si rispettino, delle proporzioni. La musica e i conduttori devono far sì che il piccolo sonaglio mosso dall'anziano, che muove solo la mano destra, trovi lo stesso spazio musicale di chi, meno limitato fisicamente, riesce a percuotere un tamburello.Come è possibile? Una prima risposta arriva dalla musica stessa e dai suoi parametri, intesi come variabili di un sistema: ritmo, intensità, altezza e timbro. E' comunque un lavoro che si gioca molto sul momento, sull'istantaneità dell'evento sonoro musicale del gruppo. Un percorso-sfida incentrato sulla musica definita sia "classica" per la sua scrittura e tipologia, ma anche popolare, in quanto spesso riferita o ispirata a culture proprie di paesi e popoli diversi (in particolare i paesi dell'est). Dal minuetto di Haendel alla Scozzese di Beethoven, dal Microkosmos di Bartok alle danze di janacek il linguaggio musicale, nei suoi parametri fondamentali di ritmo (o pulsazione), melodia, forma e armonia diventa modalità di approccio, di relazione con gli ospiti, stimolando e valorizzando l'espressione del sé a più livelli (canto, ballo, uso degli strumenti). La risposta alla pulsazione trasmessa fa vivere il presente nella sua fisicità (battito di mani, passi di danza, percussioni), il richiamo melodico a motivi appartenenti all'infanzia (girotondo, filastrocca, ninna nanna) aiuta a ricomporre il proprio io nel ritorno alle origini e la risoluzione positiva del tessuto armonico, dal modo minore a quello maggiore, dalla dominante alla fondamentale (cadenza I-IV-V-I) dona sensazioni di equilibrio e di pace con se stessi e il mondo. Le scelte di repertorio e le modalità della proposta cambiano e si affinano in relazione agli spunti colti dal gruppo, per meglio sintonizzarsi sull'altro e per aprire sempre più "canali-possibilità" di contatto. In questa direzione acquistano uno spazio sempre più ampio l'improvvisazione, espressa attraverso dialogo e rispecchiamento sonoro, e il silenzio, che è riconoscimento del valore della persona di fronte, e spazio per il desiderio di cogliere sempre più i segni di una presenza ancora carica di messaggi.

 

 

  

  In collaborazione con: pamonline.it

 

 

 

 

 

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