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Firenze (FI) -
6-7 Maggio 2000
Incontro
Nazionale di Musicoterapia
"Progetto sfera" un'esperienza di musicoterapia con malati di Alzheimer istituzionalizzati"
di Pierluigi Altea
- Dottore in Filosofia
La musica ha una grande influenza sulla persona demente e rappresenta uno dei pochi strumenti di comunicazione ancora efficaci e gestibili dalle risorse residue del malato.Roberto Carnaghi e Pierluigi Altea hanno ideato e realizzato un progetto di Arteterapia denominato “Progetto Sfera”. L’immagine della sfera denota simbolicamente: da una parte l’approccio globale alla persona (approccio olistico), diverso da quelle impostazioni riduzionistiche che troppo spesso portano a non considerare l’individuo nella sua interezza ed unicità e dall’altra l’immagine della propagazione del suono nello spazio come “sfera pulsante”. Il fulcro di questo progetto è rappresentato dalla musicoterapia. La proposta terapeutica adottata con il demente è di tipo informale, confidenziale, non coercitiva e non impositiva. Obiettivi:
- modificazione dello stato di umore della persona;
- contenimento dell’aggressività, del “wandering” e degli stati ansioso-depressivi;
- costruzione di una relazione empatica tra musicoterapeuta e paziente;
- socializzazione;
- fruizione e condivisione dell’esperienza estetico-musicale;
- riattivazione della memoria musicale ed “emozionale”;
- improvvisazione;
- comportamento musicale attivo (cantare o suonare uno strumento).
La persona demente è sensibile all’esperienza estetica e, nonostante gli importanti deficit cognitivi, è ancora capace di cogliere la bellezza, la proporzione e l’equilibrio. La musica è equilibrio, è proporzione, è bellezza. E’ buona forma. Il paziente può avvicinarsi senza costrizioni alla proposta fatta dal musicoterapeuta. E’ libero di scegliere.Il tema della libertà e del potere sulla persona demente sono di fondamentale importanza. La condizione fisica, psicologica ed esistenziale dell’anziano demente istituzionalizzato lo conducono ad uno stato di totale passività. Il paziente è depauperato di tutte le facoltà decisionali. C’è chi decide per lui. Viceversa, nella relazione paritetica col musicoterapeuta la persona demente può ancora scegliere. E’ libera di esprimersi come può e come crede. La musica, intesa come significante insaturo, è un “linguaggio asemantico” che ridona significato all’esperienza esistenziale del malato. La relazione paritetica col musicoterapeuta è un’oasi di libertà dove l’anziano demente può ancora “dire”, parafrasando Descartes, canto, dunque sono.
In collaborazione con: pamonline.it
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