Home > Medicina & Salute > Congressi > 20 -22 Settembre - Gaetano Peurisini

 

Il portale delle infezioni in gravidanza

MEDICINA & SALUTE

Congressi

Agenda Cristiana

 

 

Il Geriatra on-line

Le Vostre domande allo specialista.


Riabilitazione nella terza età

articoli, immagini ed esercizi curati da esperti fisioterapisti.


Medicina alternativa o naturale

i metodi per curarsi 

secondo natura


Strumenti di indagine diagnostica

una guida che illustra i test diagnostici più comuni


Esami di laboratorio

una guida pratica degli 

esami più comuni


Congressi

Gli atti e gli abstract dei congressi di medicina in Italia


Come fare ginnastica

spiegazioni e immagini


Tabella dei valori dietetici medi

i valori di ogni sostanza


Le 10 regole per mantenersi giovani!

regole consigliate dai 

nostri esperti


Indirizzi utili

indirizzi e numeri telefonici sulla sanità in generale


 

 

Indietro

Grado (GO) - 20 - 22 Settembre 1999

 

Spiragli di emozioni e colori: il senso della vita nella demenza


 

Il contributo di Gaetano Perusini alla malattia di Alzheimer - Perusini

Bruno Lucci - Primario divisione Neurologia Ospedale Civile Pordenone

   

 

 

 

Un contributo essenziale alle conoscenze sulle alterazioni istologiche più caratteristiche della demenza - che qui chiamo di Alzheimer-Perusini - e cioè sulle placche senili e sulle degenerazioni neurofibrillari, ce lo ha dato Gaetano Perusini.
Egli nasce a Udine il 24 febbraio 1879. Studia a Udine al Reale Liceo Jacopo Stellini dove si diploma nel 1895; si iscrive alla facoltà di medicina di Pisa e dopo quattro anni va a completare gli studi a Roma dove frequenta la clinica psichiatrica di via dei Penitenzieri diretta dal Prof. Augusto Giannelli, il manicomio della Lungara e il laboratorio neuropatologico del Prof. Giovanni Mingazzini. Si laurea giovanissimo, nel 1901, con una tesi di antropologia criminale compilata sotto la guida del Prof. Giannelli. Purtroppo di questo periodo romano degli studi, della tesi e della laurea non abbiamo trovato alcun documento e le notizie le abbiamo dal suo biografo del tempo che era l'amico Prof. Cerletti.
Gli studi del Perusini sono intensi: descrive casi, approfondisce la neuropatologia, si occupa del cretinismo endemico, perlustrando la Valtellina insieme al Cerletti nei periodi estivi, ed incomincia a frequentare i più prestigiosi istituti stranieri: la Neuropatologia di Alzheimer e l'Anatomia patologica di Schmaus a Monaco di Baviera e quella di von Monakov a Zurigo, dove conosce gli psichiatri Bleuler e Jung coi quali tiene concitate riunioni. Nel 1906 torna a Monaco per frequentare la modernissima e prestigiosa clinica delle malattie nervose diretta fin dal suo nascere nel 1903 da Kraepelin, il quale istituisce un laboratorio di neurofisiopatologia affidandone la responsabilità ad Alzheimer.
Appena ritornato Perusini Alzheimer (1864-1915) in una riunione di medici tedeschi il 3 novembre 1906 a Tubinga presenta il caso di una donna di 51 anni, precedentemente seguita in clinica a Francoforte, affetta da "una grave caratteristica malattia della corteccia cerebrale": la presentazione non ha discussione e negli atti viene presentato solo il titolo senza alcun commento. L'anno dopo il caso viene pubblicato con titolo modificato e con una descrizione di due paginette: a questo punto l'Alzheimer affida il caso al Perusini per un più approfondito studio. 

Nel 1910 consegue la libera docenza in Clinica delle malattie nervose e mentali. Torna definitivamente a Roma nel 1911 con una notorietà europea, senza avere però una adeguata sistemazione professionale: dopo varie peripezie narrateci dal Cerletti, il 1° maggio 1913 ottiene un posto di assistente di ruolo presso l'Ospedale psichiatrico di Mombello-Milano.
Lavora alacremente, ma allo scoppio della guerra, Perusini, di famiglia patriottica, si arruola volontario senza dichiarare i propri titoli. Solo più tardi l'esercito viene a sapere che è professore in medicina: in novembre viene comandato al posto di medicazione di S.Floriano del Collio dove il 28 novembre viene colpito dalle schegge di una bomba mentre soccorre i feriti e l' 8 dicembre 1915 muore nell'Ospedale della Croce Rossa allestito a Cormons in una casa messa a disposizione dalla famiglia. Viene decorato di medaglia d'argento al valore militare.
Volendo estrapolare in una vita così intensa il periodo fondamentale della carriera scientifica del Perusini, relativa agli studi sulla demenza, esso lo dobbiamo collocare dal novembre 1906, quando Alzheimer annuncia il caso di una nuova caratteristica malattia e ne affida l'approfondimento al Perusini stesso, nel 1911, quando viene pubblicato l'ultimo lavoro relativo all'argomento.
Tre sono i lavori del Perusini, tutti scritti da una sola mano, che contribuiranno in maniera determinante alla definizione ed alla conoscenza della demenza:
"Ueber klinisch und histologisch eigenartige psychisce Erkrankung das spaeteren Lebenshalters"(sugli aspetti clinici ed istologici di una particolare malattia psichica dell'età avanzata), datato dicembre 1908, ma pubblicato in un volume edito nel 1909 e finito di stampare nel 1910;
"L'anatomia patologica in psichiatria, suoi fini, suoi mezzi" del 1909;
"Sul valore nosografico di alcuni reperti istopatologici caratteristici per la senilità" in due parti, del 1911.
Il primo è un ampio e documentato lavoro in cui il Perusini raccoglie quattro casi descrivendone meticolosamente gli aspetti clinici ed istologici: il primo dei quattro casi è quello succintamente comunicato da Alzheimer, come hanno dimostrato Bick e Amaducci nel 1989; un altro di questi quattro casi è un uomo di 60 anni che era stato descritto da Bonfiglio nel 1908 e diagnosticato come "probabile sifilide cerebrale". Perusini al termine del lavoro, peraltro corredato da dettagliate tavole con particolari istopatologici riprodotti a mano con grande abilità, esprime l'opinione che "siano necessarie future ricerche per definire più accuratamente con l'accumularsi dei casi il complesso sintomatologico di questa forma patologica e inoltre per determinare se esiste un rapporto eziologico con l'involuzione senile".
Il secondo lavoro è nato dal dibattito fra le due scuole che all'epoca vivacizzano la neuropatologia: quella organicistica e quella psicologica sostenuta dalla nascente psicanalisi: Perusini rifiuta visioni unilaterali e sostiene il principio che la clinica comprenda l'esame psicologico e si integri con l'anatomia patologica.
Infine il lavoro del 1911, la cui lettura è ancora oggi affascinante: in esso il Perusini tratteggia la storia della neuropatologia della demenza prima di descrivere le proprie personali osservazioni sulle placche senili e le alterazioni neurofibrillari. Ci riferisce che il primo cenno alle placche senili risale al 1892 per merito di Blocq e Marinesco, ma il merito della descrizione andò al Redlich che le descrisse sei anni dopo. Ma fu la colorazione istologica messa a punto dal Bielschowsky che permise al Fischer e poi all'Alzheimer di meglio descriverle. Nella seconda parte del lavoro affronta l'esame delle alterazioni delle neurofibrille descritte dall'Alzheimer nel 1906.
Le limitazioni tecniche relative alle colorazioni, non consentono a Perusini di trarre definitive conclusioni sulle relazioni fra alterazioni delle neurofibrille e placche senili da una parte e strutture della nevroglia dall'altra.
"Alla soluzione di questo problema spero poter portare fra breve ulteriori contributi" conclude così il Perusini dopo aver sollecitato ricerche più approfondite in dementi senili gravi o in soggetti di età avanzatissima: ma la prematura morte a 36 anni glielo impedì.
E' indubbio come sia del Perusini il maggior contributo alla conoscenza della demenza degenerativa primaria ed a lui si deve riconoscere il merito di avere integrato i dati clinici, della malattia con quelli anatomo patologici a cui tanti autori negli ultimi anni hanno contribuito. Necessita sottolineare anche come il Perusini sia riconoscente all'Alzheimer di avergli suggerito l'approfondimento della questione: lo fa agli inizi del lavoro del dicembre 1908 e all'inizio del terzo paragrafo del lavoro del 1911.
Senza voler cercare sterili priorità, vogliamo con questa nostra ricerca valorizzare il ruolo che il Perusini ha avuto nella descrizione clinica della malattia.

Grado, 21 settembre 1999





Bibliografia
-Pessina G., Lucci B.: Gaetano Perusini (1879-1915) l'uomo e lo scienziato. Atti dell'Accademia di Udine, (1994) LXXXVII:165-179.
-Lucci B.: Gli studi sull'endemia gozzo-cretinica di Cerletti e Perusini. Riv. Neurobiologia, (1995) 5:607-610.
-Lucci B.: Gaetano Perusini (1879-1915). A ottant'anni dalla morte. Riv. Neurobiologia, (1986) 42:79-88.
-Lucci B.: The contribution of Gaetano Perusini to the definition of Alzheimer's disease. Ital.J.Neurol.Sci., (1998) 19:49-52.

  

 

 

 

 

ALZHEIMER PORDENONE

V.Nuova di Corva, N° 40

C.AP. 33170 PORDENONE

Tel. 0434-598300 Fax. 0434-510581

 

 

 

 

 

 

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati