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Ombretta Pigatto 

Allieva dell'Istituto Flora per tecnici dei servizi sociali - Pordenone.

   

 

 

 

Mi chiamo Ombretta e frequento l'ultimo anno del corso Tecnico dei Servizi Sociali a Pordenone, e qui oggi rappresenterò non solo la mia classe V. A ma tutto l'indirizzo sociale dell'Istituto Federico Flora. Il nostro contributo a questa conferenza si baserà essenzialmente illustrandovi la nostra figura professionale, chi è, come nasce e chi dovrebbe essere l'operatore sociale. Vi porteremo esperienze vissute da noi studenti, con persone affette dal morbo di Alzheimer, rapporti, contatti, spesso difficili, ma vissuti ed affrontati con il cuore, con la fiducia nelle nostre capacità derivate non solo da quattro anni di studi, d'intensa partecipazione ad ogni argomento trattato, ma soprattutto dal nostro lavoro diretto con loro, con il loro vissuto e il nostro presente. Le nostre conoscenze riguardo la malattia, e in generale tutti i problemi sociali, nonchè i diversi metodi per affrontare le nostre paure e quelle degli utenti, le dobbiamo senz'altro all'insegnamento scolastico (studiamo psicologia e metodologie operative (la teoria messa in pratica)), e posso affermare con certezza, anche in gran parte grazie ai programmi realizzati ed organizzati dalla nostra referente Letizia Espanoli dell'associazione Alfa di Pordenone, la quale ci ha messo gentilmente a disposizione persone qualificate, professionali, disponibili e pazienti di fronte ai nostri limiti da studenti e i nostri dubbi e incertezze da esseri umani. Abbiamo spaziato dalla psicomotricità e la fisioterapia, all'affrontare temi delicati e difficili, come la morte, la tossicodipendenza, l'etica, una più aperta conoscenza dell'igiene e pulizia negli ambienti sociali, il pronto soccorso, la guida precisa e dettagliata dell'invecchiamento (sia a livello umano che medico), l'incontro con varie persone che hanno vissuto e toccato con la loro stessa anima le difficoltà e le conseguenze che la vita a volte ci fa affrontare. Tutto questo non trascurando la nostra autoanalisi e autocritica come studenti, come tirocinanti e come operatori, raccogliendo una porzione di vita in un diario di bordo in cui abbiamo raccontato noi stessi.
È arrivato il momento di parlarvi della nostra figura, anche se detto con sincerità, non abbiamo ancora un nostro posto ben delineato nella sfera delle figure qualificate, ma non sarà questo a scoraggiarmi nel dirvi, invece, chi potremmo essere, che tipo di operatori arriveranno l'anno prossimo nelle strutture, a domicilio e in tanti altri posti. Noi siamo esseri umani, su questo non si discute, ma vogliamo essere per i nostri utenti, come angeli, che si prendono cura di loro senza che se ne rendano troppo conto; dare loro una carezza, un sorriso, ascoltarli, a volte sgridarli, perché non sempre hanno bisogno di attenzioni, anzi, a volte sono troppe e bisogna rimediare anche a questo. Comunque l'operatore sociale si occupa e vogliamo occuparci di tutte le problematiche sociali: dell'anziano, del disabile, del tossicodipendente, dell'infanzia… noi tappiamo i buchi quando serve, ma anche noi sentiamo la necessità di rinnovarci, di migliorare giorno per giorno, di cercare altre soluzioni, di metterci in discussione se necessario, sicuramente lavorare con professionalità perché così facendo ci identifichiamo non solo con gli utenti, ma anche tra noi colleghi; è la motivazione di essere importanti, utili e mai banali o superficiali, in modo da lavorare con competenza, senza tralasciare quella dose di sensibilità che tutti gli operatori dovrebbero possedere.
Ecco, spero di avervi spiegato adeguatamente chi è l'operatore sociale che il prossimo anno riceverà il diploma, e se qualcosa non vi fosse ancora chiaro noi saremo a vostra disposizione per tutta la durata del Convegno.
Grazie per la Vostra attenzione.
  

 

 

 

 

 

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