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Grado (GO) -
20 - 22 Settembre 1999
Spiragli
di emozioni e colori: il senso della vita nella demenza
Le pavimentazioni resilienti in gomma e le loro proprietà.
Giampiero Gambino - Responsabile italiano comitati tecnici europei TC 134 e TC 217; responsabile centro ricerche Gruppo Mondo.
Indice:
1 - GENERALITÀ
2 - LE PAVIMENTAZIONI
2.1 - LE TIPOLOGIE DI PRODOTTO, DEFINIZIONI:
- tessile
- ceramica
- pietre naturali e lapidei
- laminato melaminico
2.2 - PRESENZE E QUOTE DI MERCATO IN EUROPA ED IN ITALIA
3 - LE PAVIMENTAZIONI RESILIENTI
3.1 - I TERMINI TECNICI
3.2 - LE TIPOLOGIE, DEFINIZIONI:
3.2.1 - linoleum
3.2.2 - polivinilcloruro
3.2.3 - poliolefine
3.2.4 - gomma
4 - CENNI STORICI SULLA GOMMA
5 - LA PRODUZIONE DI MATERIALI A BASE GOMMA
6 - SETTORI DI IMPIEGO DELLE PAVIMENTAZIONI IN GOMMA
7 - RISPETTO DELL'AMBIENTE
8 - CARATTERISTICHE
- analisi ciclo di vita
- proprietà anti scivolo
- manutenzione, pulizia e igiene
- resistenza alle bruciature
- comportamento al fuoco
- comfort al calpestio
- antistaticità
- resistenza agli agenti chimici
- resistenza all'usura
- composizioni speciali
- qualità elettroconduttive ed elettrodissipative
- comportamento agli oli e ai grassi
- resistenza all'usura e alla lacerazione
- caratteristiche fonoassorbenti
1 - Generalità
Il pavimento è una qualsiasi struttura che costituisca una superficie uniforme e resistente atta a garantire la funzionalità e la comodità del passaggio e del transito (Devoto - Oli). Questa definizione può apparire restrittiva per gli addetti ai lavori perché una pavimentazione è anche elemento architettonico naturale, complemento d'arredo con le grandi possibilità cromatiche offerte ed in alcuni casi, soluzione di problemi tecnici altrimenti non risolvibili, ma rimane fondamentalmente una struttura la cui principale funzione è quella di garantire la comodità del passaggio
Storicamente è proprio questa la prima funzione che è stata ricercata dall'uomo nella pavimentazione utilizzando i materiali naturali che trovava a disposizione come pietra, marmo, legno e più avanti nei secoli terra ed argilla cotta. Occorre in ogni modo ricordare come funzione architettonica il grande utilizzo delle pavimentazioni a mosaico fin dai primi secolo dopo Cristo (testimonianza del periodo Bizantino a Ravenna ed in molte altre località italiane) e delle argille cotte smaltate (Italia, Spagna e nord Africa). A partire dal Rinascimento a funzione d'elemento architettonico, il pavimento diventa fondamentale grazie anche alla grande disponibilità di materiali ed all'accresciuta abilità nella lavorazione.
Nel 1860 con Federico Walton nella città di Manchester nasce la prima pavimentazione sintetica resiliente: il linoleum. Lo sviluppo avvenuto negli ultimi decenni per quanto riguarda la chimica fine, la produzione di polimeri sintetici innovativi e la scoperta della tecnica di vulcanizzazione della gomma ha permesso la fabbricazione di pavimentazioni sintetiche e la loro introduzione sul mercato tessile (PVC, gomma, laminati melaminici, poliolefine). Di pari passo sono proseguite le ricerche e le soluzioni tecniche proposte nel settore dei collanti e degli adesivi che hanno permesso un enorme successo di queste pavimentazioni sul mercato.
2 - Le pavimentazioni
Quando parliamo di pavimentazioni solitamente si definisce innanzitutto la destinazione di utilizzo ed in seguito la tipologia di materiale in base alla sua composizione.
Per quanto riguarda la destinazione d'utilizzo le pavimentazoni sono strutturate nei seguenti settori:
- ad uso civile (edilizia nel settore pubblico e commerciale nel settore privato e residenziale nel settore terziario);
- ad uso sportivo;
- ad uso specialistico (mezzi di trasporto soluzioni particolari);
Per quanto riguarda invece la classificazione in base alla composizione dei materiali si parla:
- pavimenti tessili;
- pavimenti ceramici;
- pavimenti a base di pietre naturali e lapidei;
- pavimenti in legno;
- pavimenti in laminato melaminico su supporto trucidare o mdf;
- pavimenti resilienti (gomma, PVC, linoleum, poliolefine).
2.1 - Le tipologie di prodotto, definizioni
E' indispensabile a questo punto fare qualche accenno alle diverse tipologie di materiale
impiegati come pavimentazioni rispetto all'elenco di cui sopra.
I pavimenti tessili, anche se in costante contrazione negli ultimi anni, sono di gran lunga la
tipologia a maggior diffusione in Europa. Il settore diviso in tre segmenti comprende la
produzione di moquettes realizzate con varie tecnologie e diversi sbocchi di mercato:
- moquettes tessute, dove la tessitura è la tecnica tradizionale di lavorazione che consiste nell'intrecciare ad angolo retto due o più serie di fili. Caratteristica essenziale delle moquettes tessute è che il supporto viene prodotto contemporaneamente al pelo;
- moquettes tufted, per le quali il processo tufting nella forma più semplice consiste nellinfilare un filo attraverso un supporto formando così un anello;
- moquettes agofeltrate o semplicemente agugliati con tecnica di lavorazione piuttosto antica e derivata dalle tecniche usate per la lavorazione dei feltri. E' un metodo poco costoso e consiste nel posare su di un supporto di base un folto strato di fibre corte già tinte. Decine di migliaia di aghi uncinati trapassano le fibre in modo continuo ed ad alta frequenza. Il prodotto viene poi sottoposto ad un trattamento a base di resina che assicura la compattezza necessaria.
Per ciò che riguarda la struttura, vista come caratteristica principale che determina l' aspetto della superficie esistono moquettes con pelo bouclèes, altre con pelo tagliato ed altre ancora con struttura risultante mista tra le due.
Un ulteriore divisione può essere operata parlando di natura delle fibre con le quali è realizzato lo strato d'usura:
-fibre naturali sia vegetali (cocco) che animali (lana);
-fibre artificiali (viscosa);
-fibre sintetiche (poliammidiche, polipropileniche, poliacriliche, poliesteri viniliche).
Le pavimentazioni ceramiche rappresentano la maggior realtà italiana nel settore dei pavimenti dove le nostre aziende mantengono ormai da anni una leadership indiscussa. Le due tecnologie di base con le quali si realizzano prodotti con caratteristiche fisico/meccaniche/estetiche distinte sono
- pasta bianca cottoforte maiolica con la bicottura;
- pasta bianca e rossa gres fine porcellanato, grès rosso e colorato, cotto e klinker con la monocottura.
I pavimenti a base di pietre naturali e lapidei provengono da cave e siti ben identificati sul territorio, solitamente concentrati e limitati che spesso denominano anche il prodotto
( Alpi Apuane, colline moreniche Veronesi, marmo, granito e onice brasiliani e sudamericane, pietre indiane etc.).
Le pavimentazioni in legno grazie al loro valore estetico sono uno dei materiali più apprezzati grazie all' aspetto naturale che unisce la bellezza delle venature e la varietà dei colori. Rispetto alle differenti tipologie presenti sul mercato parliamo di:
- listoni e maxilistoni in legno massiccio da 14 a 22 mm di spessore, con lamatura e verniciatura in opera;
- lamparquet in listelli di legno massiccio da 10 a 14 mm di spessore, con lamatura e verniciatura in opera;
- prefiniti composti da tre strati il più superficiale in legno pregiato duro, gli altri in legno dolce. Sono disponibili in spessori variabili da 2 a 16 mm e forniti già levigati e verniciati per minimizzare i tempi di posa;
- mosaici o lamellari costituiti da piccolissimi listoncini assemblati in tavolette di spessore e forme diverse esistono nei tipi tradizionali e
prefiniti;
- intarsi di categoria pregiata sono disponibili in tavolette di vario spessore e di diversa lunghezza si larnano.e lucidano sul posto.
Le pavimentazioni in laminato melaminico sono ottenute mediante incollaggio di un laminato plastico con effetto decorativo su un supporto truciolare o di MDF (medium density fiberboard) e laminato controbilanciante sulla faccia opposta del supporto. Lo spessore totale varia da 6,5 a 8 mm ed i pannelli, in forma di doghe, sono dotati di fresatura longitudinale su entrambi i lati per l'inserimento nei profili. L'uso del laminato plastico consente d'utilizzare carte decorative ottenute per stampa rotocalcografica (effetto finto legno o finto marmo) con gran varietà di motivi e l'ottenimento di una superficie finale lucida od opaca con ottima resistenza all'abrasione, antimacchia ed impermeabile.
Le pavimentazioni resilienti comprendono linoleum, pavimenti di gomma, pavimenti in PVC e ultimi arrivati quelli a base di poliolefine. Queste tipologie saranno esaminate in modo più
approfondito in un paragrafo successivo interamente loro dedicato.
2.2 - Presenza e quote di mercato in Europa ed in Italia
La breve panoramica svolta sul settore delle pavimentazioni ci consente di affrontare con proprietà di termini e di linguaggio gli argomenti successivi, il primo dei quali è l'analisi delle quote di mercato in Europa ed in Italia delle differenti tipologie di prodotto esistenti.
Sono illustrati qui di seguito dati e grafici relativi alla situazione nel 1996.
3 - Le pavimentazioni resilienti
Il termine resilienza significa in grado di assorbire un urto senza rompersi e deriva dal latino "resilire" che vuol dire rimbalzare. L' aggettivo resiliente accostato al termine pavimento sta quindi ad indicare e definire una pavimentazione non rigida ma in qualche modo elastica ed in grado di rispondere alle sollecitazioni esterne senza modificare la propria struttura. Storicamente questo termine è nato per definire le pavimentazioni sintetiche chiamate anche sottili in contrapposizione a quelle esistenti, che presentavano proprietà innovative quando sono state introdotte sul mercato soprattutto in relazione alla flessibilità, alla durezza, alla capacità di ritorno elastico, al comfort al calpestio cioè in una sola parola alla resilienza.
Naturalmente anche per le pavimentazioni resilienti rimane valido quanto detto al punto 2 riguardo alla destinazione di utilizzo (civile sportivo e specialistico) ed alla classe merceologica. In relazione alla classificazione in base alla composizione dei materiali si parla di:
- pavimenti in gomma;
- pavimenti in pvc;
- pavimenti in linoleum;
- pavimenti a base di poliolefine.
Riguardo a queste denominazioni è interessante ricordare come per una vasta fascia di clientela (ad esempio molti paesi dell'est europeo) e di non specialisti del settore il termine linoleum identifica la pavimentazione sintetica resiliente indipendentemente dalla sua composizione.
3.1 - I termini tecnici
Una ulteriore precisazione deve essere effettuata prestando attenzione ad alcuni termini del
linguaggio tecnico in questo settore:
- armatura: strato o elemento solitamente di natura tessile o fibrosa che contribuisce alla stabilizzazione della struttura;
- spalmatura: operazione che consiste nello stendere su di un supporto, con varie tecniche, uno strato di materiale non gelificato;
- calandratura: operazione che consiste nel ridurre ad uno spessore determinato mediante due o più cilindri solitamente riscaldati, una massa plastica;
- compressione: tecnica che consiste nel trattare sotto pressione ed a caldo uno più fogli calandrati;
- omogeneo: materiale realizzato con uno o più strati o fogli calandrati della medesima composizione e/o colore;
- eterogeneo: materiale realizzato con strati o fogli calandrati di diversa composizione e/o colore;
- strato di superficie e/o di usura: è costituito dallo spessore del primo strato di materia omogenea che si incontra dopo la superficie a vista;
- sottostrato o sottofondo: strato di materiale disposto sotto lo strato di superficie, la cui funzione essenziale è per i materiali senza supporto di servire da supporto allo strato di superficie e per i materiali con supporto, di assicurare il legame tra lo strato di superficie ed il supporto;
- pavimentazione unita il cui aspetto di superficie ed il colore sono i medesimi in ogni punto;
- pavimentazione goffrata la cui superficie presenta un rilievo più o meno accentuato;
- pavimentazione venata il cui strato di superficie comporta in tutto il suo spessore zone di colori distribuite linearmente nel senso di fabbricazione;
- pavimentazione marmorizzata, il cui strato di superficie comporta, in tutto il suo spessore zone di colori diversi più evidenti nel senso trasversale rispetto al disegno venato;
- pavimentazione con strato d'usura trasparente, il cui strato di superficie permette di vedere in trasparenza il disegno sottostante;
- pavimentazione con disegno non direzionale il cui strato di superficie in tutto il suo spessore o solo nello strato d'usura presenta un disegno realizzato con tecniche diverse (granuli, venature, rnarmorizzazioni) per il quale non è possibile definire una direzione preferenziale.
3.2 - Le tipologie, definizioni
A questo punto cominciamo ad entrare nel vivo dell'argomento, prendendo in esame e cominciando a conoscere le tipologie di pavimentazioni resilienti esistenti sul mercato.
Per comodità per quanto riguarda le descrizioni e le classificazioni, ci rifacciamo ai lavori ed alle pubblicazioni del comitato tecnico europeo TC 134, varato nel novembre del 1988, per definire, classificare e normare il settore delle pavimentazioni resilienti. Il risultato di questi lavori è in corso di pubblicazione a partire dal 1996 a cura degli enti normativi europei di settore.
Le pavimentazioni definite linoleum sono costituite da una base di olio di lino ossidato in presenza di resine di colofonia e catalizzatori di ossidazione( cemento linoleum o cemento Bradford) alla quale vengono aggiunte farina di legno farina di sughero, cariche minerali e pigmenti coloranti. L'impasto così ottenuto viene calandrato su un supporto di tela di juta, miscelando diversi colori, per ottenere l'effetto marmorizzato tipico del linoleum. Il manufatto così ottenuto viene stoccato in forni di essicazione alla temperatura di 70-80 °C, per un periodo di 10-15 giorni, fino ad ottenere un prodotto con uno strato superficiale di calpestio di una solidità tale da essere impiegato come pavimento. Questo tipo di reazione chimica è del tutto simile a quella, forse più famigliare, delle vernici a base di olio di lino che induriscono per contatto con l'aria.
3.2.1 - Linoleum
Il linoleum viene offerto in formato teli (altezza 200 cm) o piastre negli spessori : 2.0, 2.5, 3.2 e 4.0 mm. Rispetto alle tipologie il linoleum viene classificato:
- linoleum unto o decorativo marmorizzato (EN 548): è il prodotto tradizionale il più conosciuto ed apprezzato specialmente nello spessore 2.5 mm;
- linoleum unito o decorativo marmorizzato su sottofondo di schiuma (EN 686);
- linoleum su sottofondo a base di sughero (definito tecnicamente corkment)( EN 687);
- linoleum cork (EN 688), linoleum di sughero prodotto ad alti spessori per impieghi particolari e anche come rivestimento murale.
3.2.2 - P.V.C.
Le pavimentazioni a base di pvc (polivinilcloruro) dal punto di vista produttivo si dividono in materiali ottenuti per spalmatura e per calandratura o calandratura/pressatura.
La tecnica di spalmatura prevede la disposizione di diversi strati di materiale (compatto espanso, colorato, stampato trasparente)su di una armatura di fibra di vetro o di poliestere, fino ad ottenere il prodotto voluto nello spessore desiderato. Per essere 'spalmato' il materiale di partenza è una miscela di pvc (plastificanti, stabilizzanti, cariche e coloranti) definito 'plastisol', che ha la consistenza dei miele. La parte finale della linea di produzione prevede un forno di riscaldamento che porta alla solidità desiderata, tramite un processo definito di gelificazione.
Gli altri sistemi di produzione prevedono invece una fase di miscelazione (pvc plastificanti stabilizzanti cariche e coloranti) per ottenere una massa solida che viene solitamente granulata e quindi calandrata per originare un foglio del formato desiderato. In alcuni casi a questa fase di calandratura segue una fase di pressatura in continuo od in discontinuo che contribuisce a compattare ed irrobustire il materiale, originando un prodotto di livello qualitativo più elevato.
Il pavimento in pvc è presente sul mercato in una vasta tipologia di prodotti ed e offerto nel formato teli, altezza 200 cm, e piastre con spessori variabili da 2.0 a 4.0 mm.
Analizzando le tipologie di prodotti abbiamo:
- pavimento in pvc omogeneo ed eterogeneo (EN 649): materiale calandrato e/o pressato che occupa una quota privilegiata del mercato;
- pavimento in pvc su supporto di juta o di poliestere o su feltro di poliestere con pvc (EN
650);
- pavimento a base di pvc flessibile con sottofondo in schiuma (EN 651);
- pavimento in pvc con supporto a base di sughero (EN 652);
- pavimento a base di pvc espanso cushion (EN 653): materiale ottenuto per spalmatura che domina il mercato dei pavimenti resilienti;
- pavimento a base di pvc in piastre semi-flessibili (EN 654);
- pavimento a piastre a base di agglomerati di sughero con strato di usura costituito da pvc
(EN 655).
3.2.3 - Poliolefine
Le pavimentazioni a base di poliolefine rappresentano a tutt'oggi un tentativo di sostituzione dei pavimenti a base di pvc. I prodotti attualmente presenti sul mercato sono realizzati sia per spalmatura che per calandratura ma dal punto di vista dell'applicazione mostrano ancora molti problemi per ciò che riguarda l'adesione, la stabilità dimensionale, la resistenza all'usura ed all' abrasione in genere.
I requisiti specifici di questa tipologia di materiale sono attualmente allo studio del CEN/TC 134 con il documento intitolato: "Pavimentazioni termoplastiche esenti da PVC''.
3.2.4 - Gomma
Le pavimentazioni in gomma sono prodotte mediante la tecnica della vulcanizzazione scoperta da Goodyear) che può essere realizzata in continuo oppure in discontinuo. La vulcanizzazione è un processo chimico di reticolazione che consente la trasformazione del prodotto da uno stato plastico (elastomerico) ad uno non plastico (gommoso).Questo processo si ottiene con l'uso di vulcanizzanti ed è accelerato dall'impiego di acceleranti. Il processo di produzione comincia innanzitutto ottenendo una massa omogenea per lavorazione meccanica e per temperatura, partendo dal polimero di base (gomma naturale e/o sintetica). Vengono aggiunte cariche rinforzanti, additivi vari, pigmenti coloranti ed agenti di vulcanizzazione. Il materiale così ottenuto viene calandrato e quindi vulcanizzato, sottoposto cioè all' azione combinata di pressione e temperatura, per il tempo necessario ad ottenere il prodotto finale con le caratteristiche desiderate. Grazie al loro processo produttivo ed alle loro caratteristiche, le pavimentazioni in gomma sono in grado di rispondere ad una maggiore serie di problemi tecnici e di esigenze particolari del mercato (reazione al fuoco, qualità e quantità dei fumi sviluppati durante la combustione, resistenza agli agenti chimici etc.).
Il pavimento in gomma è offerto sul mercato sia nel formato a teli che in quello a piastre In relazione alle tipologie il pavimento in gomma viene suddiviso in:
- pavimentazioni in gomma con superficie a rilievo omogenee od eterogenee (EN 12199);
o pavimentazioni in gomma con superficie liscia. omogenee od eterogenee (EN 1817);
- pavimentazioni in gomma con superficie liscia, omogenee od eterogenee e sottofondo in schiuma (EN 1816).
4 - Cenni storici sulla gomma
La gomma naturale o caucciù è un idrocarburo polimerico (isoprene) che si ottiene dal lattice di alcune piante, tra cui importante è l'Hevea Brasiliensis chiamata dagli indigeni amazzonici kauciuk. Conosciuta per secoli in America meridionale arriva in Europa a metà del Settecento e viene utilizzata soprattutto come impermeabilizzante e per suole, finché il processo della vulcanizzazione scoperto da Goodyear nel 1839 apre alla gomma infinite possibilità d'impiego.
Dopo il 1930 si ottengono gomme sintetiche prevalentemente partendo da trasformazioni dell'acetilene, costituite da butadiene, cui vengono però aggiunti altri polimeri, quali lo stirene o l'acrilonitrile. Si ottiene così un copolimero ovvero una macromolecola composta da polimeri diversi che possono essere miscelati per ottenere prestazioni diverse.
La gomma sintetica non è quindi tutta uguale: in effetti ogni gomma è un composto, una mescola di vari polimeri, tra cui predomina il butadiene, scelti per esaltare certe specifiche prestazioni quali la resistenza all'abrasione, l'elasticità, la resilienza, la resistenza alla luce o agli oli ecc.
5 - La produzione di materiali a base gomma
La gomma sintetica è un elastomero ovvero una sostanza macromolecolare capace di poter subire, senza rompersi, un allungamento pari a più volte la sua lunghezza iniziale e di recuperare rapidamente, cessata la forza che ha causato l' allungamento, all'incirca la sua dimensione originale.
Questa proprietà non dipende dall'impiego di plastificanti ma dal processo di vulcanizzazione (o reticolazione) che avviene mediante lavorazione a caldo della mescola in cui e stata aggiunta una parte di zolfo.
E solo dopo la vulcanizzazione che la gomma diviene un elastomero e assume quindi il suo stato definitivo. I molteplici composti che costituiscono la mescola vengono combinati in un mescolatore, detto Barnbury, dove ai copolimeri vengono addizionati i coloranti, le cariche inerti, gli additivi, le cariche rinforzanti, lo zolfo e gli agenti di vulcanizzazione ecc. Il composto primario così ottenuto, detto crudo perché non vulcanizzato, viene poi lavorato nel caso dei polimeri utilizzando tre procedimenti fondamentali.
1) La Calandratura consiste nel far passare il crudo tra cilindri a pressione riscaldati che conferiscono al materiale vulcanizzato l'aspetto di un telo continuo di larghezza fissa e lunghezza indefinita. Tradizionalmente la gomma calandrata era formata da due strati di crudo precalandrati a freddo aventi caratteristiche fisiche e d' aspetto differenti. In particolare lo strato di supporto è in genere più ricco di cariche inerti per conferire miglior stabilità e miglior attacco per l'adesivo.Lo strato di superficie è più ricco di polimeri per una maggiore resilienza e si diversifica per aspetto, potendo essere tinta unita o marmorizzato o decorato(mediante inclusione per dispersione di granuli colorati di varia dimensione all'interno dello strato stesso).
Infine, lo strato superiore può ricevere, qualora uno dei due cilindri di calandra sia goffrato, un disegno a rilievo, come ad esempio il famoso bollo di dimensioni variabili oppure a righe.
Recentemente è possibile immettere nella mescola a crudo dei granuli colorati di varia dimensione ottenendo così un calandrato monostrato a disegno passante, ove cioè i granuli sono disposti sull'intero spessore del pavimento
Il prodotto finale così ottenuto ha particolari caratteristiche di resilienza oltre che di compattezza e non presenta porosità superficiale.
2) Lo stampo discontinuo a pressione avviene, invece, inserendo il materiale crudo in tinta unita od arricchito con granuli colorati all interno di uno stampo costituito da due matrici di acciaio riscaldate ad alta pressione, ove il crudo è costretto ad assumere il rilievo delle piastrelle ed è contemporaneamente vulcanizzato; in questo caso si ottengono lastre di dimensione definita.
Il vantaggio dello stampo a pressione consiste nell'ottenere prodotti prestazionalmente superiori a parità di mescola, grazie alla modalità di vulcanizzazione ed alla conseguente possibilità di realizzare gomme più resistenti all'abrasione.
Inoltre lo stampo permette di realizzare rilievi superficiali più precisi e più specifici come ad esempio, il rovescio a coda di rondine delle piastre per attacco cemento.
3) Lo stampo ad iniezione, infine, costituisce una soluzione tecnologica diffusa solamente nel settore degli articoli tecnici in gomma ma praticamente inutilizzata nel campo delle pavimentazioni.
Nonostante ciò che si è detto, non è possibile stabilire una graduatoria tra le tecnologie di lavorazione, in primo luogo, perché le mescole possibili sono diverse per ciascuna metodologia ed in secondo luogo, perché talune soluzioni tecniche o estetiche sono meglio risolte dall'una o dall'altra tecnologia.
6 - Settori d'impiego delle pavimentazioni in gomma
Sicuramente in tempi recenti le pavimentazioni in gomma hanno ritrovato particolare slancio grazie ad alcuni importanti fattori come il rinnovamento estetico, la saldabilità a caldo dei giunti, la compatibilità ecologica del prodotto, la naturale proprietà antiscivolo, l'elevata fonoassorbenza, la resistenza alla bruciatura da sigaretta.
In particolare, come per il linoleum, la saldatura dei giunti è più propriamente una sigillatura a caldo in quanto, non essendo la gomma termoplastica, non fonde; tuttavia l'effetto ai fini della tenuta impermeabile dei giunti è garantito.
Riguardo al rinnovamento estetico si può dire che le gomme attuali, sia lisce che a rilievo, presentano una gamma molto ricca di marmorizzazioni e soprattutto granulazioni con inserti di varia misura e colore che hanno il pregio della non direzionalità a cui si aggiungono nuove superfici goffrate antiriflesso di grande interesse.
Infine, è utile ricordare che la gomma offre anche numerose soluzioni per le scale dove alle classiche tecnologie di calandratura (gradini in teli) e compressione (gradini in pezzo a spigolo vivo gradini bicolori), si aggiungono le tecniche di estrusione per zoccolini battiscopa e paragradini.
Ed in questi impieghi gioca un ruolo decisivo la proprietà antiscivolo della gomma che si situa, anche per la gomma liscia, ai più alti livelli secondo la normativa sulle barriere architettoniche che adotta la certificazione del British Ceramic Institute.
La gomma è infine l'unico pavimento resiliente che consente l'utilizzo in esterno, subendo infatti dalla luce e dalle intemperie un'usura molto contenuta anche se il colore preferibile è il nero che, pur essendo considerato la variante povera della gomma, è invece il colore che grazie alla presenza di nerofumo (o nero di carbonio) offre a parità di mescola le migliori prestazioni in termini di resistenza alla luce ed all' abrasione. Non è un caso infatti che tutti i pneumatici siano invariabilmente neri.
7 - Rispetto dell'ambiente
Il pavimento resiliente in gomma è naturale; infatti la sua produzione non utilizza in nessuno
stadio le seguenti materie prime:
- Alogeni: (cloro fluoro, bromo e odio) nessuna delle materie prime utilizzate per la
produzione del pavimento resiliente in gomma contiene direttamente o indirettamente PVC.
- Amianto: è un prodotto a base di asbesto le cui fibre sono cancerogene (eternìt); purtroppo non è ancora stato scoperto quale sia il livello minimo pericoloso per l' uomo. Mentre nel passato l'amianto è stato usato per produrre piastrelle rigide in PVC, la gomma nel suo ciclo non ha mai contenuto amianto. Negli Stati Uniti ed in diversi Paesi del Nord Europa è di estrema attualità la tematica relativa alla rimozione e successivo smaltimento delle pavimentazione a base di amianto.
- Formaldeide: è un composto chimico che si sviluppa dagli elementi che costituiscono i pavimenti in legno (es. collanti, leganti chimici, laminati melaninici, formica) il cui livello viene misurato negli ambienti chiusi, allo scopo di calcolarne la presenza per metro cubo nell'ambito della valutazione dell'emissione di sostanze volatili rilasciate nel tempo.
- Cadmio: è un metallo pesante, il più pericoloso per le falde acquifere dopo il mercurio.
- Cloro, Fluoro, Carburi (CFC): non è abitualmente impiegato nella produzione di nessun prodotto resiliente, ma è utile precisare che per la gomma non è nemmeno usato all interno del ciclo produttivo quale elemento di raffreddamento.
- Plastificanti: additivo di largo utilizzo nei prodotti a base pvc per la preparazione del semilavorato, non utilizzato nelle pavimentazione in gomma. La famiglia chimica maggiormente impiegata è quella degli ftalati per i quali, in alcune nazioni come la Svizzera, è stata richiesta una riduzione del 20% nell'utilizzo.
E infine assolutamente indispensabile sottolineare che il pavimento resiliente in gomma è unico nel suo settore ad essere considerato assimilabile ai rifiuti solidi urbani e non a quelli di tipo chimico-industriale. Per questo motivo le pavimentazioni in gomma possono essere smaltite nelle normali discariche.
8 - Caratteristiche
o Analisi ciclo di vita - Consiste nell'analizzare il carico ambientale durante tutta la vita del prodotto dall'utilizzazione delle materie prime allo smaltimento.
Gli elementi analizzati per quanto concerne le materie prime sono: la rinnovabilità delle stesse, il costo, l'energia utilizzata.
In ordine alle sequenze di produzione, posa, manutenzione, pulizia del prodotto e rimozione, l'analisi del carico ambientale considera costi energetici, emissioni atmosferiche e modalità di smaltimento.
Sono stati fatti a questo proposito numerosi studi in Germania, Svizzera e Paesi Scandinavi che in molti casi hanno portato a importanti decisioni a livello governativo.
A questo proposito citiamo il fatto che numerosi Enti Pubblici e Privati in Germania ed in Austria (Comuni, Provincie, Cliniche Private, scuole, asili etc.) hanno vietato l'utilizzo di pavimentazioni in pvc in generale o per progetti specifici, come quelli riguardanti il Comune di Berlino, la metropolitana di Monaco, il tram di Vienna , la metropolitana di Londra, i treni navetta per tunnel sotto la Manica, l'Ente Ferrovie Belga (SNCB) e l' Ente Ferrovie Tedesco (DB).
- Proprietà antiscivolo - Il pavimento resiliente in gomma può essere in rilievo, vale a dire che la sua superficie presenta un rilievo più o meno accentuato in modo da renderlo più sicuro.
Uno dei parametri fondamentali della direttiva europea sui materiali da costruzione e il safety in use, cioè la sicurezza nell'utilizzo. Il pavimento resiliente in gomma è per sua natura antiscivolo anche in condizioni di bagnato o umido.
Oltre che a bolli può essere goffrato, cioè dotato di una leggera ruvidezza superficiale capace di dare un attrito maggiore rispetto ad un pavimento liscio.
Un esempio lo si ritrova nelle scale di sicurezza e vie di fuga, le quali per legge, in numerosi paesi europei(ad esempio in Francia e Germania), devono essere costruite con un pavimento antiscivolo in gomma.
- Manutenzione, pulizia e igiene - L'opera di manutenzione se eseguita a regola d' arte è poco costosa perché permette un considerevole risparmio d'acqua, di detersivi e di energia elettrica. Naturalmente, per ottenere questo risultato, occorre che chi effettua la manutenzione e la pulizia conosca bene il pavimento resiliente in gomma, perché richiede un facile ma specifico trattamento, diverso da quello riservato ad altri pavimenti
Il pavimento resiliente in gomma ha un assoluta precisione di posa e non lascia scalini nè spazi fra le parti; è quindi assai facilmente lavabile. Lo si può inoltre mantenere a secco, a tutto vantaggio dell'igiene dell'ambiente in cui è posto.
Nei pavimenti resilienti in gomma è possibile sigillare i giunti. Il luogo d'utilizzo d'eccellenza di questa tecnica è costituito dagli ospedali dove è contemporaneamente necessario realizzare ambiti privi di angoli e spigoli vivi, così da poter abitualmente procedere alla disinfestazione più accurata. È importante ricordare come questa operazione non sia necessaria, poiché le pavimentazioni in gomma non contengono plastificanti e non subiscono ritiri dopo l' installazione.
Per quanto riguarda infine i trattamenti superficiali, quali l'utilizzo di un finish di tipo poliuretanico, si tratta di un processo di produzione utilizzato nella realizzazione e finitura delle pavimentazioni in pvc, con effetto di turapori, al fine di migliorare e correggere le imperfezioni superficiali. Questo trattamento è valido ed importante durante la prima fase di vita ma l' utilizzo e la conseguente usura del prodotto (che tra l'altro non potrà in nessun caso avvenire in modo omogeneo sull'intera superficie, creando un effetto a chiazze ed aloni) porteranno comunque all installarsi di pratiche di manutenzione standard con impiego di cera metallizzata, deceranti, etc.
Tale processo produttivo non è adoperato per e pavimentazioni in gomma, poichè le caratteristche di superficie del materiale (esente da porosità e imperfezioni), non rendono necessaria l' applicazione di un finish con effetto turapori.
- Resistenza alle bruciature - Se una sigaretta accesa cade su un pavimento resiliente in gomma non è un problema; questa superficie non teme la brace e nessun segno o macchia vi rimarrà impressa
- Comportamento al fuoco - il pavimento resiliente in gomma è l'unico materiale resiliente di produzione industriale con una resistenza di comportamento al fuoco molto elevata, come richiesto dalle specifiche norme francesi ed inglesi riguardo ai pavimenti da posare all'interno di mezzi di trasporto. Infatti in base ai quattro parametri di comportamento al fuoco:
a) velocità di propagazione della fiamma;
b) quantità di fumi;
c)opacità dei fumi ;
d) tossicità dei fumi;
è stato verificato che il pavimento resiliente in gomma è l'unico che consente di ottenere un'efficace equilibrio tra tutti e quattro questi parametri.
- Comfort al calpestio - il termine resilienza sta proprio a significare il fatto che il pavimento resiliente in gomma è in grado di assorbire una sere infinita di urti e sollecitazioni senza rompersi. Quindi il pavimento resiliente in gomma in quarto resiliente non è rigido ma è in grado di assorbire una serie infinita di urti e attutire le sollecitazioni esterne, senza modificare la propria struttura-.
Un esempio attuale di questa caratteristica e dato dalla ricerca sempre più spinta nelle scarpe di atletica o da jogging di ultima generazione, dove vengono impiegati materiali in gomma capaci di assicurare il massimo comfort. Altro valido esempio è dato dai vantaggi in termini di comfort che si riscontrano in tutti quegli ambienti come gli ospedali, in cui le persone sono costrette a camminare molto durante la giornata.
- Antistaticità - I cattivi conduttori (bachelite, vetro, lana, fibre sintetiche) sono soggetti ad accumulare cariche elettrostatiche quando sono sottoposti a sfregamento. Anche il corpo umano accumula cariche elettrostatiche prodotte dai suoi indumenti in particolare quando è isolato da terra (scarpe di gomma).
Quando la differenza di potenziale è sufficientemente elevata (cioè intorno ai 2500 volts) la carica provoca uno choc avvertibile dalle persone; si indica perciò in 2500 volts la soglia di sensibilità umana.
I pavimenti resilienti in gomma a differenza degli altri resilienti (PVC), limitano l' immagazzinamento di queste cariche, mai dando origine ad accumuli superiori ai 2000 volts. Questo motivo unito alla capacità intrinseca di dispersione è la ragione per cui, negli ambienti in cui le cariche elettrostatiche possono esser dannose, vengono sempre impiegati pavimenti resilienti in gomma.
- Resistenza agli agenti chimici - Nell'utilizzo industriale si presentano due possibili
situazioni di presenza di agenti chimici:
a) quella di un contatto accidentale: in questo caso il pavimento resiliente in gomma ha un'ottima resistenza ai solventi acidi e basi diluite ed altri reagenti chimici;
b) quella di un contatto permanente: in questo caso il pavimento resiliente in gomma, grazie alla possibilità di richiedere la composizione con specifiche caratteristiche tecniche, offre garanzie a particolari agenti chimici;
Si deduce che i pavimenti resilienti in gomma sono la migliore risposta alle esigenze di luoghi come ospedali o i laboratori dove vengono effettuate azioni di disinfettazione con detergenti particolari.
- Resistenza all'usura - Esempi di applicazioni dotate di pavimenti resilienti in gomma si trovano sparsi in tutto il mondo; per tutti basti citare l' aeroporto di Francoforte il cui pavimento in gomma resiliente è stato posato nel 1975. Un significativo test è stato effettuato dalla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino che ha verificato come in un corridoio, costruito con un pavimento resiliente in gomma con più di diecimila passaggi al giorno, il consumo dei bolli del pavimento dopo un anno di test è stato così irrilevante da non essere misurabile. Una delle cause di questi positivi risultati è l' indurimento che la superficie in gomma consegue nel tempo e che ne permette l'aumento progressivo della resistenza all'usura.
- Composizioni speciali - Le caratteristiche standard del pavimento resiliente in gomma possono essere modificate per far fronte alle più svariate esigenze. Ecco quindi che da un pavimento resiliente in gomma si possono ottenere qualità speciali elettro-conduttive, elettro-dissipative: resistenze agli oli ed ai grassi, accentuate resistenze all'usura, alla lacerazione ed agli impatti in genere con elevate proprietà di isolamento dal rumore da calpestio, con elevata resistenza di comportamento al fuoco.
- Qualità elettroconduttive ed elettrodissipative - Il pavimento resiliente in gomma è utilizzato sia per proteggere apparecchiature elettroniche (sale chirurgiche centri di calcolo), sia come protezione contro eventuali esplosioni (polveriere).
Un caso esemplare di impiego è quello delle sale operatorie, dove l'impiego di anestetici come il cicloprano (che con l'aria può produrre una miscela esplosiva) e le cariche elettrostatiche dei corpi e degli indumenti, impongono la necessita di impiegare un pavimento resiliente in gomma che ne permetta l'eliminazione.
- Comportamento agli oli ed ai grassi - Il pavimento resiliente in gomma è resistente all' azione di oli e grassi perché il materiale ha un assorbimento molto limitato e non gonfia. Questa è ad esempio, la ragione per cui le guarnizioni delle automobili sono esclusivamente fatte in gomma.
- Resistenza all'usura ed alla lacerazione - Si possono produrre pavimenti resilienti in gomma con resistenza all'usura ed alla lacerazione per aree speciali ad alta intensità di traffico pedonale (es. ponti di passaggio nelle metropolitane).
Uno degli impieghi dove questa caratteristica viene più esasperata è quello degli spogliatoi e corridoi dei palaghiacci, dove il materiale cede leggermente sotto il peso della lama ma non si lacera.
- Caratteristiche fonoassorbenti - Esiste la possibilità di ottenere per accoppiamento pavimenti in gomma con un valore di isolamento fino a 18-20 decibel. Il pavimento resiliente in gomma ottiene questi valori con spessori contenuti rispetto agli altri resilienti; mentre 2 millimetri di PVC abbattono circa 2 o 3 decibel, già 2 millimetri di pavimento resiliente in gomma abbattono normalmente fino a 6-7 decibel.
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