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Grado (GO) -
20 - 22 Settembre 1999
Spiragli
di emozioni e colori: il senso della vita nella demenza
Da un idea progettuale ad una realtà assistenziale: il Progetto Arcobaleno
Piero A. Bonati - Geriatra (Reggio Emilia)
Patrizia Valla - Architetto (Milano)
Il progetto, che nella sua sperimentalità avrà la durata di un anno, è nato dalla consapevolezza di dover colmare "un vuoto" per quanto riguarda gli aspetti clinico-assistenziali rivolti al malato affetto da demenza ed in particolare dalla malattia di Alzheimer .
L'idea di utilizzare l'ambiente come supporto terapeutico in grado di migliorare la qualità di vita del paziente è stata, recentemente, più volte riportata in letteratura (1,2,3,4,5,6) ed a tutt'oggi è stato dimostrato essere uno dei pochi strumenti con i quali ottenere risultati realmente terapeutici per la demenza (4).
Sulla scorta di queste considerazioni, si è costituita una équipe multidisciplinare (architetto, esperto di tecnologia, geriatra) che ha progettato e realizzato un ambiente in grado di essere per la prima volta significativo in funzione del paziente valutando ogni singola soluzione progettuale senza mai perdere di vista l'obiettivo del modello ambientale denominato "Progetto Arcobaleno": un'architettura senza barriere fisiche e percettive per garantire la massima libertà nel massimo controllo con soluzioni non coercitive.
In base alle più recenti acquisizioni sui deficit cognitivi e funzionali presenti nel demente il filo conduttore che ci ha accompagnato è stato il tentativo di controllare le singole soluzioni progettuali considerando la percezione del malato attraverso i cinque sensi.
Il varo del "Progetto Arcobaleno" avverrà c/o una struttura privata (S.Giuseppe di Quattro Castella, Reggio Emilia) che ha accolto l'idea progettuale, realizzando la struttura ed il modello tecnologico.
La tipologia architettonica adottata ha permesso di realizzare un ambiente familiare a scala domestica, con locali differenziati e quindi facilmente identificabili (la zona pranzo è molto simile ad una cucina di casa) e di minimizzare gli spazi di distribuzione (corridoi). Il risultato è un nucleo abitativo protetto di ca 160 mq di superficie netta utile per n. 7 posti letto, con spazi all'aperto integrati e protetti.
Dopo una specifica selezione orientata sulle capacità professionali e sulle motivazioni, l'équipe individuata composta stabilmente da psicologo, infermiere professionale ed operatori socio-assistenziali e da un "gruppo programmato" costituito dal geriatra, fisiatra e fisioterapista, animatore, architetto, ha seguito un percorso formativo su temi riguardanti la natura della malattia, le tecniche assistenziali, i risvolti psicologici.
Gli obiettivi perseguiti saranno:
la validazione di un ambiente protesico e quindi terapeutico in grado di garantire al malato, con soluzioni non coercitive, la massima libertà nel massimo controllo
il presidio, attraverso la valutazione e lo studio di tutte le manifestazioni cliniche e comportamentali, sia per il paziente che per il caregiver
Bibliografia:
Benjamin L.C., Spector J.: Environments for the dementing. Int. J. Ger. Psych. 1990; 5: 15-24.
Hiatt L.G.: Design of the home environment for the cognitively impaired person.in Mace N.L. (ed.), Dementia care, John Hopkins UP, Baltimore,1990.
Mori F., Valla P.: Il Giardino Alzheimer. Manuale teorico-tecnico per la progettazione e la realizzazione di spazi verdi per anziani affetti da demenza, Provincia di Milano, 1995;
Bianchetti A.: Lo spazio per il demente. L'Arco di Giano. 1993; 3:127-135.
Bonati P.A., Valla P.: Materials, lights, colors and spaces: a therapeutical project. 1st Bologna International meeting on Cognitive and affective disorders in the elderly 1997; abs book, 190-192.
Valla P., Harrington T.L.: Designing for older people with cognitive and affective disorders. Arch.Gerontol.Geriatr.1998; suppl.6:515-518.
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